Dopo una lunga e ben meritata pausa estiva eccomi di nuovo al lavoro. Lo so, sono scomparso senza dire o scrivere nulla a nessuno, ma avevo bisogno di ricaricare le pile e onestamente ci sono riuscito.

Talmente bene che durante le mie vacanze ho completamente dimenticato:

  • il PIN del mio smartphone bloccandolo
  • il PIN dello smartphone aziendale bloccandolo
  • la password del computer bloccandolo

tripletta piena che mi ha costretto ad una forzata pausa e allontanamento dal blog, dai social e da qualsiasi altra forma di comunicazione. Per fortuna aggiungo.

Mi rendo anche conto però che per chi segue Facciamo Puff la cosa deve essere stata un poco irritante. Per questo dico: mea culpa, perdonatemi se potete e godetevi la lettura di questa recensione.

Recensione doppia in realtà perchè vi racconterò del Davidoff Entreacto e del suo gemello 702 Entreacto da cui differisce solo per la foglia da fascia. Ecuador Connnecticut il primo, 702 Habano Ecuador il secondo e le differenze si sentono eccome!

L’Entreacto è un formato particolare, è una sorta di petit (molto petit) corona poco diffuso e anche poco apprezzato dagli appassionati, ma perfetto quando il tempo a disposizione non è molto. Io lo adoro.

Forse lo scarso apprezzamento per questi formati ha radici Cubane, perchè questa tipologia di vitolas è spesso assegnata, per la realizzazione, ai torcedores meno esperti. Le utilizzano per formarli ma la qualità ne risente e probabilmente allontana i fumatori di lungo corso.

Altrove invece hanno la stessa dignità degli altri, la stessa qualità costruttiva e la scelta del formato dipende realmente dal tempo che si ha a disposizione. Spesso offrono anche fumate intense, appaganti, di gran soddisfazione come questi due Davidoff.

Mi hanno sinceramente sorpreso e colpito, tutti e due. Seppur con le debite differenze entrambi hanno una loro storia da raccontare ed etichettarne uno come “vincitore” e l’altro come “perdente”, nel confronto, sarebbe una coglioneria stratosferica.

Sono due cavallini di razza, adatti a palati differenti e a differenti fumatori, ma dotati di carattere e unicità che me li fa amare e apprezzare a prescindere. Ognuno dovrà poi capire quale dei due meglio soddisfa le proprie aspettative, tutto qui.

Davidoff Entreacto

IL SIGARO

Nazione Rep.Dominicana

Manifattura Tabadom

Fascia – Ecuador Connnecticut

Sottofascia Rep.Dominicana

Ripieno – Rep.Dominicana

Formato Petit Corona

Lunghezza3 1/2 inch.

Ring Gauge43

Body Medium to Full

Euro – 8,20

Il più storico dei due. Il figliol prodigo di una delle linee core del marchio, la Special, di cui oggi sembra essersi persa ogni traccia perfino sul sito web del produttore.

Onestamente avevo snobbato l’Entreacto, fino ad oggi, perchè figlio della vecchia scuola tabacalera Dominicana ma mentre annuso il piede del sigaro mi rendo conto che è stato uno sbaglio colossale.

Anche da spento il piccoletto mi regala una notevole dose di aromi e sapori intriganti: terra umida, spezie dolci, uvetta sultanina e marshmellows. L’unica esclamazione che esce dalla mia bocca è “urca boia, davvero notevole”.

Con il jet-flame creo velocemente un perfetto braciere e prendo le prime boccate. Sono perplesso perchè parte leggermente amaricante su note di legno classiche… e basta. Ma dove cazzo sono finite tutte le altre?

Dopo pochi millimetri di braciere però avverto l’amaro sfumare via, mentre il fumo si addensa e il sigaro libera la sua dolcezza e cremosità. Le note legnose si affinano e si nobilitano, arriva una punta di vaniglia e lieve spezie. Ora ti riconosco bambolino!

Lo trovo elegante e morbido, old style se vogliamo, ma intrigante e decisamente intenso (non me lo aspettavo) con a corredo uno zic di pepe, avvertibile, che dopo ogni boccata non permane a lungo ma contribuisce a destare la mia attenzione di fumatore.

Di fatto la dolcezza vanigliata e speziata, la cremosità e il pepe sono predominanti lungo tutta la durata (breve) della fumata. Superando la metà circa del sigaro un guizzo di créme brulée cambia leggermente il gioco sensoriale.

Non faccio però in tempo ad assaporare appieno questa variazione che fa il suo ingresso l’anice, contemporaneamente il pepe si rinvigorisce non poco e il fumo acquista un effetto rinfrescante davvero piacevole.

Niente male. Indubbiamente molto buono e piacevole malgrado non sia un sigaro da voli pindarici anche se dotato di una discreta complessità.

Il finale tutto pepe, liquirizia e créme brulée è davvero intenso ma per nulla affaticante. Gran bel sigarino, davvero.

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

Davidoff 702 Entreacto

IL SIGARO

Nazione Rep.Dominicana

Manifattura Tabadom

Fascia – 702 Habano Ecuador

Sottofascia Rep.Dominicana

Ripieno – Rep.Dominicana

Formato Petit Corona

Lunghezza3 1/2 inch.

Ring Gauge43

Body Medium to Full

Euro – 9,60

L’evoluzione della specie, sostituita la foglia da fascia Connecticut con la 702 (ibrido da tre sementi Cubane Habano) sviluppata per Davidoff il sigaro si è trasformato radicalmente. Alla faccia di coloro che continuano a sostenere che la foglia da fascia non incide sulle caratteristiche organolettiche del sigaro.

Me ne accorgo perfino a crudo dove ritrovo tutto quello che regalava l’Entreacto classico ma con una nota di pelle molto più marcata. Questo suo essere più animale e maschio è la prima differenza sostanziale che avverto.

All’accensione si sviluppa sempre su note di legno nobile ma avverto anche terra, spezie dolci e pelle a profusione. Inoltre risulta decisamente più intenso al naso e al palato.

Diverso dal fratello legnoso, forse meno complesso e articolato ma decisamente più godurioso e presente al palato.
Puttana eva mi è rotolato a terra mentre facevo la foto e la cenere è caduta… sono un pirla!

Emerge una profonda dolcezza, lievemente speziata. Caffè tostato e terra ben presto sostituiscono il legno che si stempera in sottofondo, poi spezie e caramello prendono il sopravvento.

In retroinalazione un discreto pepe corrobora la fumata, tonica ma non difficile o soverchiante. Globalmente è più allineato ai miei gusti del fratello e trovo sia molto in linea con ciò che oggi piace ai consumatori.

Ora una dolcezza quasi caffeinica domina tutta la fumata ed è un piacere in bocca grazie alla lunga permanenza dei sapori. Il pepe sembra scomparire verso la metà del sigaro ma è untrucco. Ma guarda un po’ sto piccoletto..

Intenso lo diventa ma mai oltre misura, del resto è un Davidoff e signori si nasce.

Diviene di una piacevolezza e dolcezza davvero sopra la media e il sottofondo speziato coccola meravigliosamente il fumatore. Arriva liquirizia nel finale e la salivazione è ben stimolata da una buona acidità.

Sfrego spesso la lingua sul palato per godere appieno del piacere rilasciato dopo ogni boccata. Ad essere onesto si siede un po’ aromaticamente ma del resto me lo aspettavo e siamo comunque nel finale della fumata.

Una punta di origano varia l’insieme per poi chiudere su caffè speziato.

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

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