Tiriamo le somme del 2016 e parliamo dei buoni propositi per il 2017

2017

Posted On 19/01/2017

Un altro anno è passato. Un vecchio adagio recita – anno nuovo vita nuova – e mai come in questo caso calza a pennello.

Nel 2016 la bufera americana FDA (Food & Drug Administration) e la sua nuova regolamentazione sulla commercializzazione e certificazione dei sigari premium  negli USA – nati dopo il 2007 – ha generato un caos inenarrabile. Non voglio entrare nel dettaglio della nuova legge e dei costi che comporterà per ogni produttore, chiunque troverà ampie informazioni in rete, ma solo evidenziare tre aspetti che più di altri hanno caratterizzato tutto il 2016 e caratterizzeranno o cambieranno questo mondo nei prossimi due anni.

1 – il panorama dell’industria del sigaro si sta modificando – I costi associati all’adeguamento imposto dalla FDA ai produttori ha già mietuto le prime vittime. A farne maggiormente le spese sono ovviamente le realtà più piccole e economicamente fragili.

Infatti non tutte le realtà produttive sono o saranno in grado di affrontare l’ingente investimento a cui dovranno far fronte. Molti stanno snellendo (è un eufemismo) il portafoglio e/o i formati offerti, come la E.P. Carrillo, ma alcuni hanno già alzato bandiera bianca chiudendo i battenti. L’equazione è semplice “costi previsti – guadagni = sopravvivenza” altrimenti si tira giù la saracinesca!

Cito per la cronaca la recente dipartita della Room 101 di Matt Booth (connessa a Camacho e Davidoff), elemento illustre di questo mondo, che ha già dichiarato la cessazione di attività. Ma segnalo anche l’abbandono di Josè Blanco del suo brand Las Cumbres Tabacos, che nelle mani di sua moglia Emma Viktorsson cerca di trovare la sua nuova strada.

Molte altre Boutique Brand in un futuro molto vicino seguiranno probabilmente la stessa strada, a meno che qualcosa cambi. Magari Trump?

L’unica nota positiva (ci voleva) è che il mercato Europeo/Asiatico dei sigari diverrà molto più appetibile, per i produttori, e molto più fornito per noi consumatori. Tantissime entità stanno pianificando lo sbarco in queste nuove terre, malgrado le numeriche di vendita siano drasticamente diverse e scarne. Riuscirà questo a mantenerli in vita? Chi lo sa…

2 – alcuni formati scompariranno del tutto o quasi – Non facciamo finta di niente. Se mantenere in vita un certo formato significherà un esborso economico ingente per il produttore, solo i formati che si vendono realmente sopravviveranno. Un esempio? Il Lancero, il brutto anatroccolo sopravvissuto all’estinzione… almeno fino a ieri.

La falcidie è già cominciata ma prevedo raggiunga il suo massimo apice nei prossimi uno e due anni. Possiamo solo sperare che la valvola di sfogo Europea/Asiatica possa costituire una valida alternativa alla loro cancellazione. Che il nostro mercato sia la nuova Mecca dei formati Petit Corona, Corona, Lonsdale e Lancero? Speriamo di sì, altrimenti fatevene una bella scorta.

3 – Gli Unicorni dei sigari – Tranquilli non sto svalvolando. Tutto nasce da una deroga FDA che prevedeva due anni di tempo per regolarizzare tutti i nuovi sigari immessi sul mercato USA entro l’8 agosto 2016. Questa semplice deroga ha scatenato il putiferio!

Una pletora di nuovi sigari è improvvisamente comparsa sul mercato, spesso senza comunicati stampa ne indicazioni sulla composizione del blend e arrivando addirittura, come nel caso della Alec Bradley, a non possedere neppure un nome definitivo. (Parlo dei nuovi AB Code No. 27, 54, 89 e 95)

Perchè è successa una cosa del genere? Facile, i produttori si sono affrettati a riversare sul mercato tutto quello che avevano in sviluppo o in progetto per i prossimi anni. In questo modo hanno due anni di tempo per valutare e decidere se una tale linea sia da mantenere o cancellare, sulla base presumo dei risultati di vendità e apprezzamento da parte di noi consumatori. Folle? Dal mio punto di vista NO, ma di certo genera confusione e caos.

Magicamente dal caos è nato un nuovo trend di recensioni, un filone etichettato “Unicorn cigars” o da alcuni “Stealth cigars“, ovvero tutti quei nuovi sigari di cui si sa poco o nulla. La blogosfera farà a gara a chi ne recensirà di più. Del resto come lasciarsi scappare l’occasione di spendere parola su qualcosa che probabilmente scomparirà per sempre e diverrà storia? Chi prima arriverà meglio alloggerà, one shot one kill senza prova d’appello. Perso il treno non ci sarà più possibilità per nessuno di salirci nuovamente. Facciamo Puff salirà sul treno? No way, le possibilità di mettere le mani sui sigari Unicorno sono nulle o quasi. Più facile che mi cada un asteroide sulla testa, quindi abbandono ogni velleità.

Panoramica del mercato finita. Tempo di parlare di questo sito e dei buoni propositi.

Anticipo subito che non vi sarà nessun drastico cambiamento, perlomeno estetico. Facciamo Puff era e resta un sito moderno, tecnologicamente avanzato e funzionale. Nessuna necessità impellente quindi per drastici cambiamenti, almeno per il momento. Il 2016 è stato un anno per certi versi difficile e di svolta, che mi ha portato e fare delle scelte necessarie ma per certi versi penalizzanti. Un esempio? Le recensioni in doppia lingua (italiano e inglese) volte ad espandere l’audience attuale e raggiungere meglio anche coloro che non sono di madrelingua italiana.

Questo da un lato mi ha sicuramente aiutato a far crescere il pubblico ma dall’altro ha penalizzato la frequenza delle recensioni. Vi assicuro che già non è semplice scriverne una alla mia maniera, figuriamoci tradurla in una lingua che non padroneggio al meglio e ovviamente la numerica delle recensioni ne ha risentito. Comunque la strada è stata tracciata e continuerà negli anni a venire, almeno per me visto che non posso pretendere lo stesso dai collaboratori.

Ridotta la numerica delle recensioni non avevo sufficiente materiale per stilare una classifica di fine anno che avesse un senso logico. Del resto non ho mai creduto fino in fondo sulla reale utilità di siffatti elenchi, nemmeno per quelli blasonati e internazionali. Che fare quindi? Scelta drastica, ho abolito la classifica. Non del tutto in realtà ma ora ve lo spiego meglio.

Facciamo Puff nasce con la finalità di essere un filo diretto tra un consumatore (me) e un altro consumatore (voi) e sempre lo sarà. Non vi è e non vi sarà mai spazio per contenuti prezzolati e/o valutazioni di comodo atte a privilegiare un sigaro o un brand/importatore. Non sono pagato, non dipendo da nessuno e la passione è l’unico motore che spinge questa entità, ovviamente grazie anche e soprattutto a voi lettori.

Ragionando come consumatore ho sempre quindi provilegiato contenuti che fornissero valore aggiunto per il consumatore e onestamente le varie classifiche poco ne portano. Chiunque su questo sito può facilmente filtrare le recensioni, dall’apposita sezione, ed ottenere immediatamente una lista delle migliori fumate. Detto questo cosa avrei potuto fare e/o creare su Facciamo Puff per compensare la mancanza e fornire al tempo stesso qualcosa di utile? Ecco cosa…

Conspiracy of The Monkey (La cospirazione della scimmia)

conspiracy of the monkey

Una nuova sezione in cui, ogni fine anno, pubblicherò senza paura segnalazioni, positive o negative che siano, avvertimenti o indicazioni su tutto ciò che funziona o non funziona per il verso corretto nell’industria del sigaro. Ad esempio segnalerò brand che si contraddistinguono per il customer care, per evidenti cali o crescite qualitative, per comportamenti a mio giudizio non corretti o sbagliati e tanto altro ancora. Le finalità sono ovviamente propositive e costruttive, volte a indicarvi dove è meglio indirizzare le vostre attenzioni e dove invece non farlo.

Di base lo scheletro strutturale della sezione è costituito da due specifici argomenti, i sigari P4P o “Pay for Pleasure” e una menzione speciale (award) “Best Boutique Brands of the Year” ovvero le migliori piccole realtà produttive che si sono particolarmente distinte, non solo dal punto di vista qualitativo, per la loro capacità di comunicare, socializzare, curare i propri clienti e ovviamente promuovere i loro prodotti.

Perchè solo Boutique Brand? Perchè le piccole realtà produttive sono molto più in contatto con noi consumatori e ne rispecchiano maggiormente, dato che ascoltano, le esigenze di noi consumatori. Poi perchè i grossi produttori non hanno bisogno della mia pubblicità e/o segnalazione, hanno soldi a palate e possono investire in ben altre e impattanti forme di comunicazione.

I Pay for Pleasure invece sono un progetto a parte che sostituirà per sempre le classifiche dei migliori sigari dell’anno e dei Best Buy, che siate contenti o scontenti poco importa.

Ma cosa sono i P4P? Sono essenzialmente i sigari che più di altri mi hanno regalato sensazioni meravigliose e appagato i sensi, indipendentemente dal loro costo e dalla importazione sul mercato Italiano. Non ha quindi a che fare con i Best Buy o con i rating assegnati, ma con la soddisfazione e l’appagamento in fumata in una sorta di consiglio/conversazione tra un consumatore (me) e altri consumatori (voi). La graduatoria prevede e prevederà una Top 10 annuale.

Simpatica vero? Ma le novità non finiscono qui.

Ratings – la valutazione del lettore

Ho fatto in modo che ogni lettore possa in ogni recensione pubblicata ivi compresi i King Kong esprimere la sua valutazione, un rating del sigaro basato sulle sue esperienze pregresse e/o recenti nella fumata di quel sigaro. Si basa su un semplicissimo sistema di valutazione da 1 a 5 stelle che riprende il sistema di rating di Facciamo Puff ovvero:

  1. stella – Underdog
  2. stelle – Buono
  3. stelle – Molto buono
  4. stelle – Eccellente
  5. stelle – Wow factor

Ogni lettore alla fine di ogni articolo e in fondo ad ogni pagina dei King Kong troverà, a fianco dei pulsanti per la condivisione sui social, le stelle del rating. Selezionando con un click quella che corrisponde alla vostra personale valutazione (scorrendo il cursore del mouse sopra ogni stella apparirà la classe corrispondente), il sistema visualizzerà in automatico il rating assegnato e quello complessivo (vostro e degli altri) oltre alla media delle valutazioni. Spettacolo no? Ma non è tutto.

Se la cosa funziona e prende piede, grazie al vostro contributo, a fine anno e sempre in Conspiracy of The Monkey pubblicherò i vostri 10 migliori sigari. Quelli a cui tutti voi avrete assegnato la valutazione più alta. Insomma una speciale TOP 10 tutta vostra e su cui io non ho possibilità di intervento. Cosa volete di più dalla vita? Una Mastercard?

Diventate parte attiva di Facciamo Puff.

VOTATE, VOTATE, VOTATE.

Social Network – Facebook

Facebook page

Nell’ottica di miglioramento della pagina Facebook e dei suoi diversi meccanismi di interazione, ho deciso di creare un nuovo stile di recensione social anche grazie al prezioso contributo di Giuseppe Stucchi, collaboratore e gestore della pagina.

Sono nuove, simpatiche e brevi recensioni, con tanto di valutazione finale, che si adattano meglio al diverso modo di comunicare e leggere dei frequentatori di questo canale social, abituati ad una maggior velocità di fruizione dei contenuti.

Sono già attive e le potete visionare nei post della pagina, viaggeranno separatamente dal piano editoriale del blog, che ha necessità diverse, ma verranno comunque riportate nella lista completa delle recensioni con tanto di link diretto.

Come potete vedere non mi accontento mai e cerco sempre di ingegnarmi per regalarvi qualcosa di nuovo e, dovete ammetterlo, di carne al fuoco ne è stata messa tanta ma le novità potrebbero non esaurirsi tutte qui.

Stay Tuned!

Written by Andrea Zambiasi

Facciamo Puff nasce per dare voce ad una passione che oramai coltivo da molto tempo, quella dei sigari. Non mi considero un esperto di sigari (etichetta che odio) ma un consumatore "attento" a cui piace condividere le sue esperienze emozionali con altri consumatori.

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