Tatuaje & Pete Johnson – la genesi di un mito

Written by Andrea Zambiasi

Fumatore seriale di sigari. Rascal inside!

A molti di voi Pete Johnson non è sconosciuto, men che meno uno dei suoi più celebri brand, i Tatuaje. Ma quanti di voi conoscono il percorso che questo personaggio ha affrontato per arrivare a diventare uno dei più conosciuti e rinomati nel mondo dei sigari?.

Beh, io mi sono documentato perchè cerco di capire a fondo le personalità che si celano dietro i prodotti che tanto amo fumare, i sigari. Sono un curioso di natura, che ci volete fare, ma reputo interessante condividere con voi quanto ho raccolto girovagando nel mondo virtuale.

Pete Johnson nasce nel Maine più di 40 anni fa e all’età della ragione, ovvero dei 18 anni si sposta a Los Angeles per praticare la sua passione… NO non sono i sigari ma la musica. Background da bassista e tanta voglia di emergere come migliaia di altri nel mondo musicale. Perchè Los Angeles? Perchè è la patria di un genere musicale che lui ama moltissimo, il Sunset Strip rock and roll.

Non chiedetemi onestamente cosa sia perchè francamente non saprei rispondervi ne ho mai ascoltato tale genere musicale, almeno non volontariamente. Comunque nel giro di qualche mese riesce ad agganciarsi ad una piccola band itinerante ma l’esperienza duro molto poco. Nel giro di poche serate il manager della band finisce i soldi e loro non guadagnano abbastanza da poter andare avanti. Altri generi musicali soppiantano di fatto il loro e si ritrovano appiedati.

Durante questa breve parentesi Pete comincia a fumare sigari e durante le prove musicali ha sempre dietro il suo KIT fumatorio, accendino, taglierina e sigari. Nulla al momento che facesse presagire un suo possibile coinvolgimento come Cigar Businessman.

Per sbarcare il lunario fa il buttafuori in uno strip club, non ha molti soldi e con quei pochi si concede ogni tanto un acquisto fumoso al Gus’s Smoke Shop.

In maniera del tutto casuale viene raccomandato al titolare del negozio, era il 1993, cercavano un ragazzo part-time per aiutarli la domenica a gestire le vendite di sigari e miscelare il tabacco da pipa. Da part-time domenicale ben presto si ritrova impiegato a tempo pieno e diventa il responsabile capo delle vendite nel negozio.

Da appassionato studia, si documenta e cerca di fumare di tutto, cerca di capire aromi e gusti dei vari paesi, Repubblica Dominicana, Nicaragua, Honduras, per farsi una sua personale cultura in materia. Colleziona libri a tema, compera tutte le riviste di Cigar Aficionado e comincia a costruirsi una sua strada nel mondo dei sigari.

Ad un certo punto lascia il negozio e per sei mesi ne visita altri, visita manifatture di sigari e si informa su come poter costruire un suo brand, impresa che allora si rivela ardua e impraticabile. Era il 1996 e si ritrova ancora una volta a corto di soldi ma, come spesso accade nella vita, la fortuna gli sorride. Conosce Stan Shuster, proprietario del “The Grand Havana Room “, un grosso negozio di sigari che ha intenzione di espandersi ed entra a far parte del team.

Tatuaje Cojonu 2012

Gli anni passano ma nel 2003, mentre lavora ancora per questa catena di negozi, crea finalmente il suo brand Tatuaje. Una partenza però in sordina fino a che, l’anno dopo e inaspettatamente, Cigar Aficionado riconosce ad un suo sigaro il quarto posto nei loro Top 25 e la strada per il successo diventa in discesa.

Ma come nasce Tatuaje? Un amico del settore, tale Ben Gehrman, cominciò a lavorare per un’azienda produttrice di sigari. Gehrman lo contatta affermando che aveva trovato una persona che poteva realizzare i suoi sigari.

La conosce ad una fiera del settore e scopre che è un esule cubano, un signore di nome José Garcia, che loro chiamano Pepin ed è molto bravo a confezionare sigari. Conversano in spagnolo fino a che Pepin gli chiede cosa gli piacesse fumare come sigaro e lui risponde qualcosa di abbastanza forte.

Ne confeziona uno per lui ma curiosamente non lo apprezza molto,  cominciano però una lunga conversazione su Cuba, sulle sue origini fino a che Pete estrae un sigaro Cubano dal suo porta sigari, un sigaro che a quei tempi gli piace molto (non so però quale fosse…). Pepin lo squadra e gli dice:”Ne vuoi uno come questo?” Lo accende e dopo averlo assaggiato afferma: “è facile!”. Pete risponde… fai semplicemente del tuo meglio.

Risultato? Gli confezionò un grande sigaro, il primo Tatuaje della storia!

Nel 2004 la sua passione per i sigari si trasforma in business e nel 2006 il tutto diviene un lavoro a tempo pieno. Nasce il sodalizio Pete-Pepin e la linea Tatuaje prende forma definitivamente. Acquistano notorietà e successo assieme mantenedo però distinte le due nuove realtà imprenditoriali. Pepin con la sua manifattura a Miami e Pete con la sua linea Tatuaje prodotta però dallo stesso Pepin.

Non solo si consolidano i loro rapporti commerciali, si consolida la fiducia ed il rispetto reciproco, lo scambio di esperienza oltre all’apprezzamento incondizionato e sincero per le reciproche attività. Prende forma una profonda amicizia che renderà Pete Johnson un membro effettivo della famiglia Garcia e legherà indissolubilmente il brand Tatuaje alla manifattura di Pepin.

Da Miami al Nicaragua il passo è breve. Il brand Tautaje è oramai proiettato nel gotha mondiale dei sigari premium ma consapevolmente Pete Johnson sa anche che non può restare fermo a guardare l’evolversi della situazione. Le persone chiedono a gran voce qualcosa di nuovo e sebbene le linee Tatuaje crescano numericamente e venga creata la linea Cabaiguan tutto è sempre associato alla manifattura di Miami e non è più sufficiente. L’occasione arriva con lo sbarco dei Garcia in Nicaragua.

Il passo più semplice sarebbe stato clonare la linea “brown label” originale in una nuova Nicaraguense ma Pete decide che sarebbe stata una mossa sbagliata. Si lancia in un nuovo progetto che avrebbe dovuto vivere di vita propria e dimostrare, senza legami di sorta, ai consumatori la sua validità. Nasce così la linea Tatuaje Havana VI.

Impiega del tempo per essere capita dai consumatori, tutti volevano i sigari realizzati a Miami, sebbene anche in Nicaragua vengano realizzati prodotti eccellenti. Le abitudini e le passioni sono dure a morire ma piano piano anche la Havana VI si ricava un suo ruolo e per Pete è un’altro successo commerciale.

Il consolidamento di questo successo e del brand Tatuaje, in ogni sua variante, sarebbe di per sè sufficiente ma lui non è contento, non vuole che tutto sia legato a questo progetto.

Da uomo poliedrico ed appassionato quale è, decide di imbarcarsi in una nuova avventura, un’avventura fatta di riscoperta di storici brand di cui, fortunatamente, nessuno ha mai pensato di registrarne il nome.

Arrivano nel tempo la linea El Triunfador, La Riqueza, Fausto, tutte possiedono un’aurea di storicità, sono un tributo personale a quello che nel passato hanno rappresentato. Un tributo alle antiche tradizioni tabacalere e ad un mondo che in parte si è perso nell’evolversi continuo e costante delle cose.

Il resto? Il resto è storia dei nostri giorni e continua…

Tatuaje-Regios-Model

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