2015

RoMa Craft Tobac Cromagnon Anthropology

RCT-Cromagnon-Anthropology
Nicaragua

Nicaragua

MEDIUM-FULL body

Intensità MEDIUM-FULL

Costo medio

Costo medio**

**medio: da 7 a 10€

Ring Gauge 46

RING GAUGE 46

Complessità Medio Alta

Complessità Medio Alta

Fumata di Media durata

Fumata di Media durata*

*media: 60 - 90 min

Lunghezza

  • 5 3/4″ / 146 mm

Anatomia

Fascia USA Connecticut Broadleaf Maduro
Sottofascia Cameroon
Ripieno Nicaragua

 

Valutazione

ECCELLENTE

Eccellente

La fumata

Il motto dei CroMagnon è: Rustic Primal Strong. Una dichiarazione forte che mantiene però le aspettative in questo full-bodied blend dalla fascia US Connecticut Broadleaf Maduro, un sottofascia Cameroon è un mix di tre tabacchi Nicaraguensi, Esteli, Condega e una piccola piantagione a nord di Esteli vicina al confine con l’honduras per il ripieno.

Questa foglia è un ligero e dona forza, note tostate e ricche al blend che combinata alle caratteristiche dolci della broadleaf maduro e all’esotica espressione del sottofascia Cameroon rilascia una profonda e ricca espressività che caratterizza questa linea CroMagnon.

Giorni prima mi ero fumato un sigaro di una Boutique Brand di cui mi sono francamente chiesto quale fosse il senso di un simile blend poi fortunatamente mi imbatto in questo Cromagnon della Roma Craft Tobac (grazie Nicola Seguino) e mi rincuoro.

Realizzo che questo sigaro, il Cromagnon Anthropology, è la risultante tangibile della capacità del master blender e della bontà della sua materia prima, sono queste le due uniche cose determinano la qualità reale di una fumata. Ovvero se uno è realmente capace riesce a realizzare manufatti di pregio altrimenti le presunte dichiarate capacità sono solo una scoreggia nel vento ed i fatti, un sigaro da dimenticare, non rispecchiano tali millantate capacità. Il mondo purtroppo è pieno di fanfuglioni…

Torniamo al Cromagnon. Bello a vedersi e bella la costruzione. Fino a ieri li avevo solo ammirati sul web ma seguo il brand dalla loro nascita. Trovo abbiano qualcosa in più rispetto agli altri in special modo nella loro visione imprenditoriale.

Una volta acceso questo corona gorda risulta atipico, strano se vogliamo perchè a fronte di note classicissime come cacao, caramello, pelle e pepe vi è invece una nota speziata particolarissima che a tratti risulta quasi resinosa, stile Opus X per intenderci.

Il fumo profuma di caldarroste in una maniera strabiliante mentre un fondo al pepe bianco stuzzica le cavità nasali. Questo preambolo serve al Cromagnon Anthropology per entrare in temperatura e quando lo fa arriva prorompente la terra, che cresce puff dopo puff, diventando anche dolce di frutta secca.

Non devo aspettare a lungo per scoprire il suo lato “bold” su lussuose note di cacao e pelle, ma quello che più mi colpisce è l’assoluto bilanciamento e la complessità che riesce ad esternare snocciolando, fra le altre cose, una furiosa rimonta speziata nel fumo che risulta balsamico e a tratti pungente di ginepro.

Ho consumato solo 1 cm di cannone e a me sembra di aver già fumato un sigaro intero ma giusto per sorprendermi ancora ingrana la quarta e a questo punto non ce n’è più per nessuno! RCT-Cromagnon-Anthropology-smoke

Si innescano note decise di crosta di pane mentre le componenti tostate e resinose si enfatizzano ed il cacao acquista una profondità aromatica tanto incredibile quanto buona. Lo sto fumando all’aperto, imbacuccato come pochi nel freddo frizzante di questa domenica sera, ma lui sembra non soffrirne e procede nella sua perfetta combustione e performance aromatica. Meraviglia di blend…

La parte centrale vede il predominio della dolcezza alla frutta secca e leggermente vanigliata, la fumata diventa goduriosa in special modo per la discreta cremosità che lascia il palato deliziosamente avvolto in un morbido abbraccio.

La resina passa in sottofondo mentre la terra contende alla dolcezza il palcoscenico. Ho indubbiamente raggiunto il suo “sweet spot” e assaporo l’assoluto godimento che il Cromagnon Anthropology mi sta regalando. Questa fase deliziosa non dura in eterno, me ne accorgo quando avverto un rimescolamento aromatico e la texture che si genera ha delle similitudini impressionanti con la panna cotta, dalle sfumature amaricanti piacevoli.

La triade però che regna sovrana è formata da terra, spezie e cacao in un mix incredibile e mai provato, omogeneo e bilanciatissimo su una cremosità che mi fa schioccare la lingua sul palato. Non perde colpi e sembra non risentire dell’accumulo di condensato e nicotina, oltre che di umidità dato il gelo in cui sono immerso.

Alla fine di tutta la triade vince il cacao, anzi un tripudio di cacao che poi sfuma verso note caffeiniche e caramellate. Per certi versi sono ancora al cospetto dell’impianto aromatico precedente, lo avverto nella sua globalità ma lui ha scelto la strada da intraprendere e lo fa con un misto di decisione e delicatezza, giusto per non disorientare il fumatore.

Non scherzo, lo trovo di una bontà unica e… mò lo sgagno!

Per un attimo rifanno capolino le spezie ma è una comparsata passeggera e mentre lui si avvia al commiato finale regala un ultimo inaspettato guizzo, differente da quanto sarebbe lecito aspettarsi ovvero caffè e liquirizia. Il Cromagnon Anthropology riesce ancora una volta a stupirmi con un impeto finale di dolcezza, ricco di sfumature alla vaniglia e pesca.

Non ho parole e sinceramente mi spiace doverlo abbandonare…

Alla Roma Craft Tobac tutta la mia stima per questa realizzazione di assoluta eccellenza.

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