2017

Rocky Patel Vintage 1999 Connecticut Corona

Rocky-Patel-Vintage-1999-corona
Honduras

Honduras

MEDIUM-LIGHT body

Intensità MEDIUM-LIGHT

Costo basso

Costo basso**

**basso: meno di 7€

Ring Gauge 44

RING GAUGE 44

Complessità Media

Complessità Media

Fumata di Media durata

Fumata di Media durata*

*media: 60 - 90 min

Lunghezza

  • 5 1/2″ / 140 mm

Anatomia

Fascia Connecticut USA
Sottofascia Nicaragua
Ripieno Nicaragua, Rep. Dominicana

 

W B F

Valutazione

BUONO

Buono

La fumata

Una classica giornata NO dove nulla va per il verso giusto. Avevo programmato delle cose da fare e non ci sono riuscito, dovevo cercare delle cose e non riesco a trovarle. La mia pazienza si sta esaurendo e la mia frustrazione aumenta esponenzialmente con il passare del tempo.

Giorgio Gaber cantava: Una brutta giornata – chiuso in casa a pensare – una vita sprecata – non c’è niente da fare – non c’è via di scampo – mah, quasi quasi mi faccio uno shampoo…

Uno shampoo onestamente non lo vorrei fare, preferirei svaporare lo stress e la frustrazione con un sigaro. Ma quale?

Visto il mio stato d’animo direi di sceglierne uno non impegnativo come formato, e assolutamente di intensità media. Mi conosco, quando sono in questo stato la mia tolleranza alla nicotina e alla forza aromatica crolla miseramente. Non voglio soccombere anche al sigaro, non lo sopporterei.

Frugo nel mio humidor. Il mio sguardo cade su un Rocky Patel Vintage 1999 Connecticut Corona, direi perfetto per quello che ho in mente. L’ho già fumato? No, però è un Connecticut e da un Connecticut non è che mi aspetto una fumata “piega-menischi”.
Scelta fatta. A crudo questo Vintage 1999 ha discrete note di cacao e pelle che non mi dispiacciono affatto. Non indugio oltre e accendo.

Parte con un fumo copioso, denso e speziato. Al momento è leggero, soave direi ma dagli aromi fini ed eleganti. Una leggera dolcezza di fondo stempera la componente speziata al limite dell’amaricante. Un equilibrio non propriamente stabile che mi suscita qualche preoccupazione.

Fortunatamente i menischi sono almeno salvi.

Su note classiche di legno si innestano terra e pelle latente che però non rafforzano più di tanto la fumata. Arriva anche una punta di nocciola tostata.

Un Connecticut al momento leggero ma sempliciotto negli aromi per intrigarmi davvero. Leggero va benissimo, old style anche ma noiosetto proprio no, non me lo merito!

Malgrado la fumata lentamente si intensifichi poco o nulla cambia nella sua globalità. Mi sento come un funambolo in equilibrio sulla corda, da un lato la dolcezza, dall’altro l’amaro ed io nel mezzo in perenne oscillazione.

Di sicuro non è un sigaro per notti di caccia ai vampiri e salvataggio di avvenenti donzelle. Gli eroi impavidi fumano altro, pensandoci bene forse è adatto a… Shrek!

La fune su cui sto camminando alla fine si rompe e cado verso una nota minerale e spezie pungenti, che scombinano definitivamente il già precario equilibrio globale.

Superata questa fase la fumata vira verso note più tostate e caramellate e finalmente la dolcezza imbriglia le spezie ridando una parvenza di piacevolezza all’insieme. Su questa falsa riga, con il sigaro che incespica diverse volte, mi avvio a chiudere la fumata di questo Connecticut Corona.

Di blend con questa foglia da fascia ve ne sono tanti ma questo non fa parte della ristretta cerchia dei “grandi”.

Rocky Patel Vintage 1999 Connecticut Corona

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