2016

MBombay Habano Churchill

MBombay Habano Churchill
Costa Rica

Costa Rica

MEDIUM-FULL body

Intensità MEDIUM-FULL

Costo medio alto

Costo medio alto**

**medio alto: da 10 a 15€

Ring Gauge 48

RING GAUGE 48

Complessità Medio Alta

Complessità Medio Alta

Fumata di lunga durata

Fumata di lunga durata*

*lunga: oltre 90 min

Lunghezza

  • 7″ / 178 mm

Anatomia

Fascia Ecuador Habano
Sottofascia Ecuador Criollo
Ripieno Nicaragua e Peru

 

Valutazione

ECCELLENTE

Eccellente

La fumata

Arrivo a casa di Giuseppe Stucchi con largo anticipo, programma della serata è libagione a base di risotto allo zafferano e fegatini, innaffiato di vino francese “Arrogant Frog Syrah” e post cena fumoso con un meraviglioso MBombay Habano Churchill.

MBombay? Vedo un punto interrogativo dipinto sul vostro volto, scommetto che questo nome non vi dice nulla. Beh, dietro MBombay si cela una Boutique Brand nuovissima, nata nel giugno del 2014 ad opera di un imprenditore Americano, Mel Shah, di chiare origini indiane.

Al lancio del suo brand furono presentate la Connecticut Classic e la Corojo Oscuro seguite negli anni successivi dalla linea Habano, oggetto della fumata, Mora, Kesara e Vintage Reserve. Tutte prodotte in Costa Rica e dalla chiara impronta estetica indiana, peraltro straordinariamente bella e impattante.

Torniamo un attimo indietro. Al mio arrivo cercando di comportarmi da buon ospite mi offro di aiutare Giuseppe in cucina, naturalmente in facili mansioni non essendo all’altezza delle capacità culinarie del nostro “boss chef”. Non volevo a onor del vero rovinare la prelibatezza della portata, quindi mi ritrovo a mescolare il risotto innaffiato da un buon brodo di carne.

Chiacchieriamo del più e del meno indaffarati sui fornelli, io al risotto e Giuseppe alla padella con i fegatini quando lo vedo armeggiare nella credenza ed estrarre due bustine di zafferano.

Andrea mi aiuteresti a versare delicatamente la polvere di zafferano nel mestolo di brodo?

Che damine certo che sì, rispondo io. Prelevo le due bustine e cerco di aprire la prima… cerco di aprire… cerco… aaargjhkjhkfsdfjfjl…. rantolo… ecchecazzo non ci riesco!

Giuseppe sbotta, molla il mestolo di brodo nella padella e sacramenta: ci stai mettendo troppo, mi si brucia il risotto. In cucina come aiutante fai proprio cagare!

Abbozzo un sorriso di circostanza, non è mai bello ne edificante fare la figura del rimbambito incapace perfino di aprire un fottutissima bustina di zafferano. Imprecando mentalmente con il produttore alla fine vinco io. Bustina aperta e zafferano aggiunto.

Andrea 1 – Zafferano 0. Palla al centro e torna il buonumore.

La cena va meravigliosamente e goduriosamente bene, malgrado il mio tentativo di sabotaggio, così arriviamo finalmente al dopo cena… LA FUMATA!

Questo lussurioso MBombay Habano Churchill è impressionantemente bello alla vista grazie anche alla gigantesca fascietta che non si può certo affermare passi inosservata.

Al piede profonde note di pepe, cacao, frutta secca e “tetta di mucca” (pelle e stallatico) ci fanno sorridere dalla contentezza, a crudo un ospettacolare bouquet di cacao, spezie dolci e fiori di campo ci saluta lasciando un leggero effetto salato sulle labbra.

Fuoco in buca. Accendiamo il bussolotto di tabacco

Stikazzi, una volta acceso si rivela uno zampirone aromatico, una partenza decisa alla nocciola ma con note vegetali e un fondo leggermente amarognolo dall’effetto “dry” che ci lascia perplessi. Vedo il seme del dubbio sul viso di Giuseppe… sarà mica una solenne cagata?

Quasi a fugare i nostri dubbi si schiude a una velocità sorprendente, a manetta direbbero i ragazzi, su una straordinaria dolcezza con sfumature tostate e pepe bianco in sottofondo, con spezie esotiche e anice stellato.

in un comunicato stampa del lancio del brand Shah affermava: come brand è nosto compito creare una piacevolissima esperienza nel fumatore di qualsiasi livello, che comprenda veramente la complessità e sfumature che un sigaro gustoso dovrebbe fornire. Che dire? Mi sa che ci stiamo avvicinando.

Il fumo si fa veramente denso e cremoso e questo MBombay Habano Churchill costruisce un apparato aromatico unico e impressionante su complessissime note speziate e terrose. Non so se sia per l’impatto estetico della fascetta ma risulta molto indiano ai miei sensi, rivivo profumi e odori di questa lontana terra compreso l’incenso che avverto deciso nell’aria.

A corredo vaghe sfumature di anice, di liquirizia, di tostato e un leggero amaricante di fondo contribuiscono a rendere sempre più intrigante la fumata. Fumata che è come un codice morse, va decifrata nel suo comunicare e non è per nulla intuitiva.

Il pepe continua magistralmente a lavorare in sottofondo e nel fumo, non è per nulla aggressivo e la sua azione è di breve durata.

Complesso dicevo prima, realmente complesso da interpretare ma forse è questa la magia dei sigari. Con i tabacchi da varie sementi nasce sempre qualcosa di diverso, di unico e di caratterizzato, mai uguale ad altri e mai scontato. Mi viene in mente un altro paese produttore dove… dove… va bene lasciamo stare.

La componente di cacao assume un ruolo ora predominante e allo stesso tempo l’effetto dry degli inizi, così come l’amaricante, scompare. Malgrado sembri aver ascritto una recensione completa non siamo nemmeno alla fine della prima parte della fumata.

Il sigaro ora si assesta su standard dolcissimi e morbidi mentre il fumo acquista miriadi di sfumature realmente complesse. Indugio sulla fascetta che occupa gran parte del sigaro, più che una fascetta sembra un arazzo coloratissimo da appendere al muro, su cui appaiono animali venerati nella religione indiana come l’elefante, il pavone e il leone. So per certo che il disegno è opera della moglie di Mel, complimenti a lei e alla sua capacità artistica.

Torniamo a questo Habano Churchill, ogni boccata genera tonnellate di aromi e sapori ben amalgamati e fusi fra loro, non esistono confini netti così risulta difficile entrare nel dettaglio delle singole componenti. Quello che ai meno esperti risulta è una morbida, saporita e tonica fumata.

Nelle spezie arriva qualcosa che ricorda il rosmarino, il cardamomo e la carruba ma la varietà è talmente ampia che solo un’affermazione di Giuseppe penso possa rendere giustizia a quello che stiamo assaporando: fai mente locale ad una spezia? Osti c’è! Un sigaro che spiazza, sconcerta veramente per l’unicità della sua espressività racchiusa in un corpo sempre ben bilanciato e amalgamato.

Trattenere il fumo a lungo in bocca è quasi un’esperienza mistica, mi ricorda per certi versi le sensazioni regalate dal Kristoff Ligero Maduro fumato tempo fa.

MBombayHabanoChurchill-bandArriva il momento di staccare la fascetta, anzi la matrioska delle fascette perchè una volta tolta… sorpresa, appare una seconda e più piccola riportante la scritta MBombay. Questo sigaro costa più in fascette che in tabacco!

Nella parte centrale si addolcisce ancora di più ed arriva il caramello, l’uvetta passa e un retrogusto che mi ricorda i marshmellows. Se non sapete cosa siano andate a cercarli su wikipedia ‘gnurant.

Il fumo sempre più denso e pastoso risulta gradevolissimo al palato e la fumata cambia completamente dagli inizi impegnando meno pur non avendo perso complessità. Un sottobosco profumato in cui perdersi e in cui non serve perdere tempo a decifrare nulla, occorre solo godersi i suoi effluvi e farsi poche seghe mentali.

La retroinalazione diviene pura goduria. Uno sweet spot assoluto tutto da gustare e questa fase, diciamo centrale, raggiunge la perfezione al palato, nel fumo, in retroinalazione. Fori le nubi e vedi il paradiso soleggiato e caldo al sapore ora di miele e di caffè.

Se dovessi paragonarlo ad un film lo definirei l’Avatar Indiano dei sigari, un mondo a sè, sconosciuto, pieno di templi sensoriali e di una piacevolezza infinita.

Esplode il caramello su una base dolce e incensata, per nulla amaricante e la sua aromaticità racchiude come non mai l’india e i suoi contrasti, come fra il pepe deciso e la dolcezza di fondo. In questa fase la permanenza post puff è pazzescamente lunga.

Millimetro dopo millimetro dall’accensione l’MBombay Habano Churchill continua a migliorare anzichè cadere e scomporsi, cosa che vi assicuro non è per nulla facile da ottenere.

Giuseppe mugula: se l’è bùn.

Il finale gioca su note tostate, incensate, di caramello e di pane dove terra e caffè regnano sovrani, immersi nella diffusa e morbidissima dolcezza al cioccolato fondente. Mantiene perfino lo stuolo di spezie in sottofondo che non accennano a sparire.

La cosa più strabiliante è che non scade, come spesso avviene, su chiusure di fumata stereotipate al caffè e/o alla liquirizia dovute all’accumulo di condensato e nicotina. Questo sarebbe perfino comprensibile e perdonabile in un sigaro lungo 7 pollici ma lui NO, non accetta questo clichè e fino alla fine riesce a tenere desta l’attenzione e alta la piacevolezza.

Spettacolo di sigaro.

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