2016

La Flor Dominicana Double Ligero Chisel Maduro

LFD-DL-Chisel-Maduro
Rep-Dominicana

Rep. Dominicana

MEDIUM-FULL body

Intensità MEDIUM-FULL

Costo medio

Costo medio**

**medio: da 7 a 10€

Ring Gauge 54

RING GAUGE 54

Complessità Medio Alta

Complessità Medio Alta

Fumata di Media durata

Fumata di Media durata*

*media: 60 - 90 min

Lunghezza

  • 6″ / 152 mm

Anatomia

Fascia Ecuador Sumatra Maduro
Sottofascia Rep. Dominicana
Ripieno Rep. Dominicana

 

Valutazione

ECCELLENTE

Eccellente

La fumata

Prima domanda che mi è venuta alla mente, ma come cacchio si taglia la testa del sigaro? Non è uno scherzo. Ci ho messo tempo per capire il giusto metodo per questo sigaro dalla forma unica e atipica, per la verità ci sono arrivato scovando un video esplicativo che potete visionare in questa recensione.

Il problema è che solo il secondo sigaro ha beneficiato della giusta tecnica, Il primo? Beh, ne ha fatto le spese. Dovete sapere che il Chisel, dalla caratteristica forma a becco d’anatra, ha la testa realmente schiacciata ed il tabacco è compresso a tal punto che il tiraggio non è per nulla agevole recidendo semplicemente la piccola testa del sigaro.

Siccome il primo tirava male ho seguito il detto romanesco “e daje de tacco e daje de punta” con il tagliasigari ma mi sono fatto prendere la mano, ritrovandomi alla fine con un tronchetto della felicità che tirava agevolmente ma aveva perso totalmente le sembianze di un figurado.

Poco male, fumare l’ho fumato ed era per giunta eccezionalmente buono. Il secondo però me lo sono goduto di più, non fosse che per la soddisfazione di star fumando un… un Chisel di nome e di fatto, non un surrogato di “tronco” tabacalero. Sono pirla lo so, ma con la vecchiaia anche queste piccole soddisfazioni possono rendermi felice. Che ci volete fare…

Vicissitudini a parte come è stata la fumata, anzi le due fumate? Ora ve le racconto.

Questo maduro dalla fascia maculata ma ben stesa, impressiona al piede con profonde note pepate, di cacao, spezie e terra degne della nomea a lui associata mentre a crudo per la verità risulta un po’ anonimo con note di fieno dolce.

Chissene direi, tempo di accenderlo ma non prima di aver indossato casco e cinture di sicurezza… non si sa mai.

Alla partenza il sigaro parte con il post-bruciatore e genera tonnellate di fumo che divengono sempre più dense e pepate millimetro dopo millimetro. Crogiolandomi beato al sole del primo pomeriggio di una domenica invernale, cerco di capire quello che ha da raccontarmi.

LFD-DL-Chisel-MaduroIn retroinalazione una decisa componente di pepe rosso regna sovrana, assieme a note tostate, ma sono le spezie, la nocciola, il cioccolato e una notevole dolcezza fruttata che guidano la fumata assieme a una punta di caffè. A contorno avverto pelle e sfumature che ricordano il pane.

Indubbiamente complesso fin dai primi centimetri di fumata e già medium-full come intensità di corpo. Slaccio il casco e le cinture di sicurezza, non perchè sia una mammoletta ma perchè nella sua generale morbidezza sembra più docile del previsto. Per fortuna.

Il pepe continua la sua incessante scalata ai vertici sensoriali ma fortunatamente la dolcezza va di pari passo, mitigando moltissimo l’effetto bruciante del primo e restituendo un tripudio di cioccolato al peperoncino. Provare per credere.

In sottofondo avverto spezie esotiche acuite dalla crescente densità del fumo, mentre la dolce cremosità di questo Chisel Maduro permane a lungo al palato deliziando e saziando al tempo stesso. Proprio questa dolcezza cremosa e speziata guida la parte centrale della fumata.

Oh mamma mia… il sigaro ora riesce a costruire un’amalgama globale realmente complessa e bilanciata, in cui avverto un bengodi di note aromatiche e di sapori come crema, cioccolato, spezie, ciliegie mature, note floreali, caramello, pelle, terra e miele. Forse il tutto è la risposta alla magistrale stimolazione sensoriale e alla piacevolezza globale. Forse… o forse anche no… di sicuro è una goduria.

LFD-DL-Chisel-Maduro

Il pepe a questo punto raggiunge vette inaudite ma l’effetto alla fine non è così aggressivo perchè non permane a lungo in bocca e al naso. Pfffiiiiuuuuuuuu, non devo ricorrere ad un otorinolaringoiatria.

Sweet spot e full-body raggiunti. Ora la dolcezza fruttata e il sapore di ciliegia dominano incontrastati in primo piano mentre il resto, ovvero caramello, cacao, crema e una punta di caffè le rincorrono.

Non risulta così nicotinico come molti lo descrivono, forse è il suo essere morbidamente bilanciato a falsare la sensazione. Se mi scricchioleranno le rotule ve lo farò sapere!

Una leggera acidità di fondo amplia le percezioni gustative mentre mi godo il tepore dei raggi diretti del sole. La lunga permanenza post boccata di aromi e sapori uniti alla masticabilità del fumo mi fanno schioccare spesso la lingua sul palato, nel tentativo di assaporare ancora meglio le delizie che questo Chisel Maduro esterna.

La crociera sensoriale continua su una texture dolce amaricante, grazie al caramello, che prende saldamente il comando. Il tutto però ha una spiccata componente di frutta estiva, come il melone per intenderci.

Nel finale il pepe invece rallenta finalmente la sua inarrestabile corsa corroborando la fumata senza risultare così deciso e invadente come agli inizi. Ooooooppsssss, solenne cagata, mi sbagliavo e occhio alla retroinalazione se siete deboli di cuore.

Latenti in sottofondo avverto ancora terra, pelle, caffè che poi virano su un impianto caratterizzato dalle spezie, ginepro, e liquirizia. Tanta liquirizia, da gustare e da mordere se potessi farlo. Ecco un altro sigaro della famiglia “scottadito”, spiace doverlo abbandonare ma non viè più nulla da fumare.

Il La Flor Dominicana Double Ligero Chisel Maduro gioca molto sulle transizioni, anche inaspettate, ma come altri sigari della La Flor Dominicana non sono loro o la complessità la chiave di lettura ma l’intensa godibilità in fumata che lo distingue e lo rende un’esperienza che ricorderete a lungo.

How To Cut A La Flor Dominicana Chisel Cigar by Litto Gomez

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raindogger
raindogger
19/01/2016 15:11

Sigaro interessante, questa particolare testa non l’avevo mai vista, ovviamente presente nelle tabaccherie d’oltralpe, vero?

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