2019

Joya de Nicaragua Antaño 1970 Gran Consul

jdn-antano-gran-consul
Nicaragua

Nicaragua

MEDIUM-FULL body

Intensità MEDIUM-FULL

Costo medio

Costo medio**

**medio: da 7 a 10€

Ring Gauge 60

RING GAUGE 60

Complessità Media

Complessità Media

Fumata di Media durata

Fumata di Media durata*

*media: 60 - 90 min

Lunghezza

  • 4 3/4″ / 120 mm

Anatomia

Fascia Criollo Nicaragua
Sottofascia Nicaragua
Ripieno Nicaragua

 

Valutazione

MOLTO BUONO

MOLTO BUONO

La fumata

L’incredibile Hulk dei sigari di JdN.

Ebbene sì, perché ci vogliono i muscoli dell’incredibile Hulk per affrontare questa fumata ma anche perché ti fa diventare verde se la sottovaluti. Il classico sigaro vecchia scuola. Ring da 60 per 121mm di lunghezza, un piacere averlo tra le dita.

A crudo forte il sentore del legno e della terra, che ritroviamo anche in fumata. In accensione e sul finire un po’ di pepe che non guasta, in mezzo un’evoluzione cremosa, quasi dolciastra che sicuramente non ci si aspetterebbe da un sigaro cosi.

Decisamente da provare. Un sigaro da uomini duri.

Riconoscimenti

2013

ECCELLENTE

Eccellente

Oooookay! Ready to go… pollice alzato, materiale e sigaro sotto braccio. Sembra sia tutto a posto, ultimo controllo… sono pronto. Pronto per cosa? Per il secondo incontro di lotta con uno dei Titani che mi ero prefisso di recensire, questa sera sono in forma e sono convinto sarà memorabile.

Il mio avversario? Il mitico e cicciotto Joya de Nicaragua Antaño Gran Consul, lotta alla pari perchè più o meno siamo ugualmente grossi e pesanti… scherzo! Lui è mooolto più grosso di me. Ironia a parte devo ammettere che sono molto amante della linea Antaño di Joya de Nicaragua di cui fumo spesso altri moduli ma il Gran Consul mi mancava anche se ha da sempre esercitato un grosso fascino su di me. Sicuramente è un sigaro che si fa notare per le dimensioni e per quella sua testa rastremata che ricorda i figurado, ma che vero figurado non è.

Come tralasciare poi il merito di aver approcciato il mondo dei “Big” RG molto prima che altri brand lo facessero. Lungimiranti? Non saprei dare risposta ma sicuramente alla Joya de Nicaragua hanno precorso i tempi lanciando una linea di sigari, gli Antaño 1970, riesumando la potenza e l’essenza di un glorioso passato fatto di prodotti superbamente forti, potenti e speziati, precursori di un cambiamento nei gusti dei fumatori che di li a poco si sarebbe manifestato.

Ma torniamo al mio incontro… “pardon” alla mia fumata, lui si presenta bello abbronzato e tirato a lucido, piacevole in quel suo essere denso e sodo ma nel contempo tonicamente elastico. Esteticamente sembra veramente un lottatore ma un lottatore di Sumo da tanto è largo e corto però affascina, si affascina per quel suo essere al di fuori degli schemi e delle mode imperanti. Un sigaro di sicura sostanza ma non per la quantità di tabacco che racchiude quanto per la ricchezza della sua ligada, lo dimostra già ad un primo esame a crudo con profondi sentori di terra, pepe, spezie nere e cacao dolce. Sentori tipici di tabacchi ben fermentati e invecchiati che solitamente regalano fumate di un certo tono.

Lo accendo e… Sbaam! Prendo una prima sberla a base di pepe che non fa poi così tanto male, quasi subito si mitiga e la fumata si assesta su un registro di legno umido, terra e uno spettacolare mix in sottofondo di caffè nero e spezie nere che danno al tutto un tocco di decadenza, di “retrò” che si sposa benissimo al nome che porta.

La prima parte di fumata rivela un sigaro per nulla stravolgente, di forza media e gentile, per nulla lottatore ma ad un certo punto, dopo circa un centimetro di braciere, lui svolta pagina, cambia registro e accelera. Ora schiude una dolcezza mielata e speziata che cresce di intensità man mano che ci si avvicina alla parte centrale del sigaro, si trasforma come un camaleonte e diventa carnoso e sensuale, la cremosità esplode accompagnata da sentori di pelle che  si acuiscono puff dopo puff mentre il legno resta ma passa in sottofondo gentilmente.

Superata la metà si ha una svolta decisiva, cambia ancora registro e, seppur mantenendo una accentuata cremosità, ora si fa più decadente, più antico con sapori di caffè, cacao e liquirizia bilanciatissimi ed eleganti e riemerge il legno. Man mano che il braciere aumenta lui diventa un dolciario paese del bengodi in cui riaffiorano prepotenti i sentori pepati, speziati e forti conosciuti in partenza.

Una cosa sorprendente nel fumare il Gran Consul è che gioca non sui soliti terzi a cui siamo abituati, bensì su due semplici metà. Si avverte precisamente il cambio di registro, il culmine dello “Sweet Spot” ovvero la sua massima espressione a circa metà fumata. Sweet spot che lo trasforma in una beltà carnosa, sensualissima dove le sue dimensioni, le sue curve, lo rendono più simile alle dive del cinema anni ’50 che ad un lottatore. Dive famose famose per le loro curve che erano veramente tali, genuine e facevano sognare.

Il sigaro che forse incarna più di altri il nome che porta, Antaño, perchè il suo blend gli dona un tocco di classe decadente e antica, retrò ma meravigliosamente bilanciata. Sicuramente diverso dai suoi fratelli, meno irruento e più fruibile è forse la miglior biglietto di ingresso che si possa avere per una delle più stupefacenti crociere nel mondo oramai passato dei sigari “tosti”, il mondo degli Antaño.

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