2019

Jaime Garcia Reserva Especial Petit Robusto

Jaime Garcia Reserva Especial Petit Robusto
Jaime Garcia Reserva Especial Petit Robusto
Nicaragua

Nicaragua

MEDIUM-FULL body

Intensità MEDIUM-FULL

Costo medio

Costo medio**

**medio: da 7 a 10€

Ring Gauge 50

RING GAUGE 50

Complessità Media

Complessità Media

Fumata di breve durata

Fumata di breve durata*

*breve: meno di 60 min

Lunghezza

  • 4 1/2″ / 114 mm

Anatomia

FasciaConnecticut Brodleaf
SottofasciaNicaragua
RipienoNicaragua

 

W B F

Valutazione

MOLTO BUONO

MOLTO BUONO

La fumata

Un sigaro che per formato e qualità non può proprio mancare nei vostri humidor. Una foglia da fascia dal colore scuro e intenso proprio come gli aromi che questo sigaro è capace di sprigionare. In partenza tanto cuoio, legno, terra. Sensazioni persistenti per tutta la durata della fumata, con tanto fumo in bocca. Ottimo anche in retronasale.

A metà e fino in fondo terra persistente con note fruttate che addolciscono le sensazioni al palato. Si finisce come si è iniziato con un po’ di pepe ed una leggera piccantezza. Especial di nome e di fatto.

Riconoscimenti

2015

ECCELLENTE

Eccellente

Sorprendersi con i sigari è meraviglioso e non capita poi così spesso, quando ciò avviene si arriva a percepirne l’anima unica e magica che appartiene loro e non è mai uguale a se stessa. A me è appena successo con questa piccola perla tabacalera che è il Petit Robusto della linea Jaime Garcia Reserva Especial.

Premetto che amo molto le fasce maduro, non posso nasconderlo, specialmente la San Andres Messicana e la Connecticut Broadleaf ma se analizziamo ciò che alla fin fine regalano nella loro espressione potremmo affermare, senza tema di smentita, che si parla di caffè e di note tostate. Questa volta però i tabacchi maduro che lo compongono, scuri come la notte e ruvidi al tatto, regalano una stupefacente e diversa interpretazione del mondo Connecticut Broadleaf, molto diversa ve lo assicuro da quanto affermato poco fa.

Mi sono ritrovato al cospetto di una fumata sì Nicaraguense con il suo classico “Pepin Pepper Blast”, che peraltro si attenua immediatamente, ma molto più morbida e complessa di quanto onestamente mi aspettassi. Certo siamo al cospetto di una classica base legno/terra ma quello che la differenzia è il delicato fondo speziato ed elegante che delizia i miei sensi.

Diverso, sì diverso e dolce, armonico e ogni boccata mi stimola con un mix di frutta e cacao ma piccante allo stesso tempo, quel piccante che stimola a lungo come solo il pepe nero riesce a fare. Durante la fumata si fà anche sempre più maschio sfoderando un considerevole aumento delle sue note terrose mentre il legno si fa quasi erbaceo e il fumo risulta ricco, veramente ricco e intrigante.

La sua particolare e complessa espressività, sebbene non delineatissima, dal tono quasi mieloso indubbiamente affascina. Non è un sigaro che evolva nel senso più letterale del termine ma gioca molto sull’alternanza dei toni. Dolcezza, spezie, terra, legno, cioccolato amaro, frutta, pelle si alternano in una divertentissima e mai noiosa fumata che si fa sempre più affumicata (non tostata) mantendosi sempre morbida ed elegante.

Il regno dei contrasti oserei dire dove ogni nota viene controbilanciata da una completamente diversa, frutta dolce con il piccante delle spezie, cioccolato dolce con quello amaro, legno con terra. Ogni volta diverso, ogni volta tremendamente espressivo con le labbra meravigliosamente stuzzicate da un delizioso piccantino e qua e là note di pelle che corroborano e enfatizzano la fumata.

Nel finale il legno scompare del tutto e mi ritrovo nel paese di “bengodi” dove il cacao e un fondo ai frutti di bosco regnano sovrani accompagnati da un fumo denso e quasi masticabile. Perplesso rimiro il mozzicone riflettendo su come sia stata veramente una fumata diversa, niente caffè, niente tostato ma note affumicate mai assaporate prima, dolcezza a gogò, spezie e cacao a profusione che lo rendono unico e straordinariamente piacevole.

Inspiegabilmente questa linea non ha mai riscosso il successo che merita, da sempre nell’ombra delle altre linee My Father ha invece delle sue caratteristiche che la rendono unica e molto più fruibile delle più classiche e conosciute del brand. Forza media non soverchiante, una straordinaria espressività ed una manifattura di alto livello vengono abbinate ad un costo più contenuto rispetto a tutte le altre che la pongono come candidata ideale in cui pescare il sigaro “giornaliero” o “Go-to” come dicono gli Americani.

Un maduro diverso, unico nel suo genere che affascina per la sua morbidezza e dolcezza, per la fragranza delle sue spezie e la dominante fruttata e affumicata che caratterizza tutta la fumata. Perfino coloro che non apprezzano questo genere di sigari sono sicuro finiranno per sorprendersi a godere di tale unica e bilanciatissima bontà.

Forse non sarà mai un capolavoro assoluto di complessità ma dopotutto non è questo il suo scopo bensì è la sua fruibilità ed equilibrio generale che lo pongono nel regno dell’eccellenza e sono questi sigari, forieri di immenso piacere, a farci amare il “fumare sigari” o perlomeno è quello che accade a me…

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