2016

PDR Flores y Rodriguez Connecticut Valley Reserve Figurado

FyR-Connecticut-Valley-Reserve
Rep-Dominicana

Rep. Dominicana

MEDIUM-FULL body

Intensità MEDIUM-FULL

Costo alto

Costo alto**

**alto: oltre i 15€

Ring Gauge 52

RING GAUGE 52

Complessità Medio Alta

Complessità Medio Alta

Fumata di lunga durata

Fumata di lunga durata*

*lunga: oltre 90 min

Lunghezza

  • 6 1/2″ / 165 mm

Anatomia

Fascia Connecticut Broadleaf Maduro
Sottofascia Ecuador Corojo / Jalapa Habano Nicaragua
Ripieno Corojo Dominicano, Criollo ’98 Condega Nicaragua

 

Valutazione

ECCELLENTE

Eccellente

La fumata

Altro gettone, altro giro sulla giostra medium body. Ci sto prendendo gusto ma questa volta non sono solo a fumare, a farmi compagnia c’è il Boss Giuseppe Stucchi e un ospite gradito, Nicola Seguino che si è accodato nella fase di reperimento dei sigari.

La scaletta della serata prevede una cena presso il ristorante da “Mamma e Papà” di Giuseppe, caffè, ammazza caffè e fumata dei Flores y Rodriguez Connecticut Valley Reserve Figurado, la linea più esclusiva del comparto PDR Cigars Dominicano. Purtroppo l’opprimente quanto indesiderata afa milanese ci ha reso la vità un pochetto dura, non tanto durante la fumata quanto a cena.

Visibilmente provati cerchiamo infatti di ignorare i rivoletti di sudore che imperlano le nostre fronti e inzuppano i nostri abiti, mentre ingaggiamo battaglia con una spettacolare spaghettata ai frutti di mare. Nicola cerca a più riprese di trovare refrigerio rinfrescandosi in bagno ma invano, sembra sciogliersi come un ghiacciolo sotto al sole cocente. Noi non siamo da meno.

Prendiamo una decisione drastica. Abbandoniamo definitivamente il cibo ed usciamo all’aperto. Miracolosamente la temperatura è scesa così come l’afa opprimente e tiriamo un sospiro di sollievo.

Ci riprendiamo visibilmente dalla sauna involontaria di prima e cominciamo ad armeggiare con gli strumenti del mestiere, in preparazione per la fumata del Flores y Rodriguez CVR che di fatto è lo scopo della serata.

Il primo impatto è meravigliosamente disarmante, opulenti note di “tetta di mucca” (n.d.r. – terra, stallatico, pelle) inondano le cavità nasali mentre una dolcezza inaudita di pasticceria rimane perfino sulle labbra che hanno appena baciato la foglia da fascia.

Se questo è il preambolo siamo già alla metà dell’opera.

L’accensione ci proietta a velocità WARP in un universo di morbidezza e dolcezza di frutti esotici unica. Un fumo profumatissimo di resina riempie l’aria mentre sfumature tostate, una discreta sapidità sulla labbra (come afferma Nicola), spezie dolci e torba completano i confini del suo universo.

Un pepe magistralmente ben dosato lavora in retroinalazione controbilanciando l’apoteosi di morbidezza di questa fumata. Non servirebbe in effetti dilungarsi in inutili liste della spesa sensoriali, questo sigaro va letto esclusivamente sulla rotondità di aromi e sapori e sull’incredibile livello di piacere che riesce a regalare.

Ma sarebbe anche un crimine omettere le note di passion fruit, di resina, di marron glacé e di mille altre sfumature profumate e nobili difficili da delineare.

L’unica nota negativa arriva dai miei due compagni di fumata, due cagoni che cercano di minare nel profondo ogni mia velleità di recensione perchè si stanno facendo bellamente i cacchi loro abbandonandomi al mio miserabile destino!

Non posso biasimarli però perchè è un sigaro che realmente rapisce ed è difficile, ve lo assicuro, non perdersi nel suo abbraccio suadente e dolcissimo.

Hmmmm, se i parenti non li puoi scegliere ma gli amici sì, comincio a domandarmi quale perverso sbaglio abbia fatto per meritarmi questi due amici. Mah, comincerò con il togliergli l’amicizia da Facebook.

In breve il Flores y Rodriguez CVR raggiunge lo status di flavor bomb e l’universo prima conosciuto diviene nettamente cioccolatoso, biscottato, con crema e uvetta passa che a tratti spiccano dal sottofondo. Non è propriamente cambiato dagli inizi, sta solo giocando con i nostri sensi con una maestria che ha dell’incredibile.

Su queste connotazioni si snocciola in realtà tutta l’esplorazione di questo universo fumoso, di cui non è difficile capirne le peculiarità ma che sa anche, fase dopo fase, regalare inaspettate novità come il cioccolato fondente e la torba nella fase centrale.

Trattenere a lungo il fumo in bocca è un piacere indescrivibile e mentre lo faccio non posso fare a meno di pensare come saper lavorare e manipolare così tanti tabacchi in questo modo sia cosa rara e notevole al tempo stesso. Pochi lo possono fare e Abe flores è uno di loro. Bravo!

Facciamo il punto della recensione e della fumata:

Nicola – quasi presente – rimandato a settembre

Giuseppe – non pervenuto – bocciato alla grande

ora devo solo stabilire quale punizione debbano subire per sdebitarsi dell’abbandono…

Il meraviglioso girotondo sensoriale di questo sigaro continua senza mai scomporsi ne sbilanciarsi fino a scottarsi le dita, con un commiato finale al pepe deciso e, come afferma Giuseppe, alla caldarrosta bruciata.

Globalmente una fumata straordinaria dove la rotondità, la morbidezza sono i cardini fondamentali su cui si regge tutta la fumata, fumata dotata anche di una marcata complessità che viene da loro mirabilmente mascherata.

Il Flores y Rodriguez Connecticut Valley Reserve non costa poco ma ripaga ampiamente ogni centesimo della spesa fatta ed io lo consiglio a chiunque voglia scoprire come sia un capolavoro medium-body.

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