2016

Juan Clemente Club Selection No.2

juan-clemente
Rep-Dominicana

Rep. Dominicana

LIGHT body

Intensità LIGHT

Costo basso

Costo basso**

**basso: meno di 7€

Ring Gauge 48

RING GAUGE 48

Complessità Bassa

Complessità Bassa

Fumata di breve durata

Fumata di breve durata*

*breve: meno di 60 min

Lunghezza

  • 4 1/2″ / 114 mm

Anatomia

Fascia Connecticut
Sottofascia Rep. Dominicana
Ripieno Brasile, Rep. Dominicana

 

W B F

Valutazione

Debole

Debole

La fumata

Non è la prima volta che mi imbatto in un sigaro di cui si sa poco o nulla, cosa per certi versi anche intrigante, e solitamente ricercando nel web arrivo a dipanare la matassa. Ma non questa volta.

Dopo ore spese in internet, arrivo all’amara conclusione che più che un sigaro è un buco nero esistenziale. Le rare informazioni reperibili sono tutte inerenti alla storia del marchio, sui sigari nulla, nada, uno stracacchio di niente. Non sono nemmeno certo che il sigaro fumato sia effettivamente appartenente alla linea che indico nel titolo, perchè ad essere onesti le poche immagini reperibili sono contraddittorie sul colore della fascetta.

Che fare?

Ma vada via il… ve lo racconto comunque ma non prima della genesi del marchio.

I Juan Clemente nascono ben prima del periodo d’oro, del Cigar Boom degli anni ’90, precisamente nel 1982 da un certo Jean Clement, un francese della regione dello Champagne in Francia.

Giovanissimo emigra nella Rep. Dominicana ben prima che la stessa costruisse la sua fama di miglior paese produttore di sigari. Nel 1982 però la svolta, Clement decide di intraprendere la carriera di roduttore di sigari lanciando il suo primo brand destinato inizialmente al mercato francese e svizzero e poi a quello USA. Curiosamente fu il primo produttore ad adottare una fascetta per proteggere il piede del sigaro, particolarità poi divenuta diffusa.

Per questioni commerciali latinizzò il suo nome che da Jean Clement diventa Juan Clemente e in breve il suo brand diventa una delle super eccellenze del paese, se non la migliore, assieme alla sua manifattura, la Tabaquisa S.A.

Poi il tracollo, il brand non regge la concorrenza ne interna ne esterna al suo paese ed oggi i prodotti Juan Clemente, privi anche della sapiente guida del suo fondatore ora deceduto, precipitano dalle stelle alle stalle.

Ad oggi la cosa più intrigante e buona di questi sigari è la loro storia, il resto… beh, oltre a non essere una fumata indimenticabile presenta perfino, se mi baso sull’esemplare da me fumato, problematiche costruttive. Basta un esemplare per giudicare appieno una linea? Assolutamente no, ma vista l’esperienza mi guardo bene dall’investirci ancora tempo e denaro. Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico.

Se erano la super eccellenza Dominicana deve essere successo qualcosa di drammatico, che so un olocausto nucleare che ha svaporato la manifattura costringendoli a produrre alla meno peggio per sopravvivere. Insomma poca struttura e altrettanto poca qualità.

A crudo non lo si direbbe perchè i lievi aromi di questo short robusto, di fieno e spezie dolci, sono abbastanza comuni in sigari dal blend old-style e per nulla indicativi della fumata che verrà.

Il problema vero verissimo è che una volta acceso non arriva proprio nulla, o meglio arriva qualcosa non all’altezza nemmeno delle più semplici e basse aspettative.

Il viaggio fumoso parte lieve su note di legno e nocciola, con spezie latenti in sottofondo e una vaga dolcezza che sembra cercare una strada per emergere. Quando la trova purtroppo viene in parte offuscata dall’amaricante della mandorla tostata, e accompagnata da note di origano e spezie varie molto confuse.

Una fumata sorniona (aspetto positivo) ma poco intrigante a essere onesti, di poca struttura e caratterizzata da un amaricante sempre avvertibile e da note erbacee troppo sopra la media. Nemmeno quando il fumo si addensa e arrivano pepe, scorza di agrumi intrigante e un accenno cremoso al cappuccino, la situazione riesce a risollevarsi del tutto. Nel finale un tocco di caramello e… basta.

La parte centrale è indubbiamente la migliore, si fa per dire, ma globalmente risulta una fumata destrutturata e noiosetta che richiede anche continue correzioni dovute ad una foglia da fascia che non ne vuole sapere di bruciare come Dio comanda.

Per una spesa intorno ai 6 Euro non faticherete sicuramente a trovare in commercio decine e decine di sigari superiori.

#MaChetteLoDicoAffa

Juan Clemente1

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