2017

Rocky Patel The Edge Corojo Corona

Rocky-Patel-the-Edge-Corojo-Corona
Honduras

Honduras

FULL body

Intensità FULL

Costo basso

Costo basso**

**basso: meno di 7€

Ring Gauge 42

RING GAUGE 42

Complessità Media

Complessità Media

Fumata di Media durata

Fumata di Media durata*

*media: 60 - 90 min

Lunghezza

  • 5 1/2″ / 140 mm

Anatomia

Fascia Honduras Corojo
Sottofascia Nicaragua
Ripieno Secret

 

W B F

Valutazione

MOLTO BUONO

MOLTO BUONO

La fumata

Henri Bergson diceva: l’arte di scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole.

Il mio problema è trovare le parole. Alcuni lo chiamano il blocco dello scrittore ma visto e considerato che tale non sono, dubito di poter usufruire degnamente di tale scusa. Nel mio caso è più adatto un termine tipo “encefalogramma piatto”.

Una sorta di blocco mentale che rende frustrante ogni mio tentativo di buttare su carta una frase di senso compiuto. Mi sono messo davanti al computer svariate volte ma sempre con lo stesso risultato, mani immobili sulla tastiera, sguardo inebetito, occhietto sinistro in fibrillazione per lo sforzo e —————————- encefalogramma piatto.

Niente. Nada. Nichts. Le parole non escono.

Un vuoto mentale abissale in confronto al quale la fossa delle Marianne, la più profonda depressione oceanica conosciuta al mondo, sembra meno profonda della mia vasca da bagno. Che fare?

La colpa non è certamente del sigaro che vi vorrei raccontare, ma devo trovare una soluzione che non sia posticipare la recensione nel 2167. Anche perchè probabilmente dovrei scriverla in Klingoniano. Volete provarci? Eccovi accontentati:

‘oH laH rur chaH pagh chomuvbe”a’ ‘ach HeH pong Rocky patel icon qo’ HochDaq cigars ‘ej Sar meq.

Non vi dirò mai cosa ho scritto!

Torniamo al mondo reale e a questo sigaro. Comincio con il raccontarvi le particolarità dei The Edge di Rocky Patel, perchè di particolarità ne hanno molte e magari mi sblocco.

  1. Potranno piacere o non piacere ma sono le linee di più successo e più vendute del brand.
  2. Sono degli inossidabili perchè risalgono al 2004, 13 anni sembrano pochi ma nel mondo dei sigari equivalgono a ere geologiche.
  3. Sono il primo e più duraturo sodalizio tra Rocky Patel e la manifattura del mitico Nestor Plasencia in Honduras.
  4. Hanno sempre fatto della consistenza, consistenza e ancora consistenza il loro cavallo di battaglia.
  5. Sono i precursori del filone “full-body” divenuto negli scorsi anni molto in voga, ora molto meno.
  6. Qualità, ricchezza aromatica e favorevole rapporto qualità prezzo sono indubbiamente le tre principali caratteristiche di queste linee.
  7. Sono in grado di soddisfare qualsiasi naso e/o palato grazie alle differenti foglie da fascia: Candela, Sumatra, Corojo, Maduro, Connecticut (Lite) e Habano (Nicaragua).

Elenco finito.

Oggi Corojo time. Dei tre che verranno importati a breve in Italia e già iscritti in tabella, Corona, Robusto e Toro fumo il Corona. Non solo perchè amo il formato ma soprattutto perchè sono un “outdoor smoker” (fumo all’aperto) e fuori fa un freddo banano. Un’ora e mezza o due ore al freddo per fumare un Toro? No grazie.

Sniffing-time. Nulla di trascendentale in questa fase, a crudo percepisco pepe, spezie, cacao e legno esotico mentre al piede spezie dolci e tè. Nulla di trascendentale quindi ma gran buono e ottimo biglietto da visita per la fumata che sto per godermi.

All’accensione una bella e insolita sorpresa… Smarties! Sì avete capito bene, Smarties, i dolci al cioccolato ricoperti di zucchero colorato. Se non sapete cosa siano andate nel primo supermercato, compratene una confezione e assaggiateli. Allora capirete.

Smarties a parte la partenza è un po’ in sordina e non allineata alla fama di tonicità associata a questa linea. Ma è una falsa partenza perchè dopo pochi attimi, come un Jet, accende i post bruciatori e mi scaraventa in un mondo parallelo circondato da un’atmosfera pepata che mi coglie impreparato. Cerco di riavermi dallo shock aiutato da una base di spezie dolci, tè, chiodi di garofano e note di legno.

Se fossi nel sedile del pilota stringerei le cinture di sicurezza, non si sa mai.

Nel fumo una sfumatura affumicata contrasta piacevolmente con la dolcezza palatale. Un Corojo a mio avviso sui generis, diverso, anzi piacevolmente diverso ma del resto quando si tratta di tabacco Plasencia ha un tocco magico.

L’intensità di corpo di questo Corona ha dell’incredibile, è straordinaria e non va a discapito del bilanciamento globale di aromi e sapori, cosa questa per nulla scontata.

Mentre una dolcezza speziata cresce di intensità e domina nella fumata, avverto qua e là sfumature di frutta caramellata, agrumi e pelle. Un mix davvero particolare e piacevole dove il dolce viene bilanciato dall’acidità sottile delle note fruttate. Me la sto davvero godendo!

A contorno una nota minerale accompagna l’addensarsi del fumo.

Stranamente la colonna di cenere si curva decisamente verso il basso, come un’erezione mancata. Che sia un messaggio subliminale sulla mia età? Hmmmm, non voglio pensarci!

Quando il pepe scompare quasi del tutto, l’espressività del sigaro gioca la mano della dolcezza e delle spezie con note di legno e liquirizia in sottofondo. Globalmente gli manca però mordente per diventare realmente intrigante, gli manca quello “zing” godurioso che proietterebbe la fumata su livelli di assoluta eccellenza.

La nicotina comincia a farsi sentire ed io comincio a preoccuparmi della mia incolumità. Contemporaneamente le spezie passano in sottofondo lasciando campo libero alla liquirizia e al caffè, ma il sigaro entra in una fase di stanchezza, perde smalto risultando noiosetto in fumata.

Poi si riprende, arriva il caramello e si rianimano le spezie dolci donando alla fumata una texture simile al Chai, il tè Indiano. Gli ingredienti? Tè nero, latte, acqua, chiodi di garofano, cardamomo verde e nero, zenzero e cannella. Insomma una saporitissima e speziata goduria che lascia una sensazione untuosa al palato, come in questo sigaro.

In sottofondo invece avverto salvia! Stranissimo vero? Ammetto che sa farsi volere bene quando vuole.

Arrivando vicini al finale di fumata le spezie si adagiano in sottofondo e il sigaro sembra modificare la sua espressività spostandola decisamente sulle note di liquirizia, caffè e pelle come spesso avviene nei sigari Honduregni e Nicaraguensi.

Sono ormai convinto di essere giunto al termine del mio viaggio sensoriale quando torna sui suoi passi e fa riemergere la dolcezza caramellata e speziata. Non me lo sarei mai aspettato, ma il piacere non dura a lungo. Purtroppo scompare di nuovo e questo rende la fumata leggermente confusionaria e disorientante. Fanculo.

Fortunatamente il finale è una bomba, intenso e potente come non mai e accompagnato dal ritorno deciso del pepe. Caffè, spezie e note di legno amaricanti sono indubbiamente le cose più nette che percepisco.

Un po’ impastato forse in aromi e sapori nella sua globalità e meno armonico degli inizi per chiudere degnamente la fumata, ma data la natura del sigaro, la sua intensità e la sua forza direi che è tutto perdonabile.

Rocky Patel the Edge Corojo Corona1

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