2015

Alec Bradley Family Blend The Lineage Robusto

AlecBradley-The-Lineage
Honduras

Honduras

MEDIUM BODY

Intensità MEDIUM

Costo medio

Costo medio**

**medio: da 7 a 10€

Ring Gauge 52

RING GAUGE 52

Complessità Media

Complessità Media

Fumata di Media durata

Fumata di Media durata*

*media: 60 - 90 min

Lunghezza

  • 5 1/4″ / 133 mm

Anatomia

Fascia Trojes Honduras
Sottofascia Nicaragua
Ripieno Honduras e Nicaragua

 

Valutazione

MOLTO BUONO

MOLTO BUONO

La fumata

PREAMBOLO

“Gli errori, come pagliuzze, galleggiano sulla superficie: chi cerca perle deve tuffarsi nel profondo.” – John Dryden

Un’affermazione perfetta per i due Family Blend The Lineage Robusto fumati che mi hanno lasciato perplesso, dubbioso e con la convinzione che non fossero al meglio delle loro potenzialità. Erano in effetti due esemplari pre-importazione e non ho la certezza che fossero in condizioni ideali anche a fronte della fumata di un altro sigaro, in formato Toro, che ha regalato sensazioni ben diverse.

Dovrei immergermi più in profondità per arrivare alla verità ma non ne ho il tempo ora, lascio a voi e alle mie future fumate l’onere e il compito di svelare l’arcano.

IL SIGARO

La prima versione dei Family Blend, uscita se non ricordo male nel 2009, rendeva omaggio al padre Di Alan Rubin, al mitico George Sosa e al suo socio Ralph Montero.

La seconda versione dei Family Blend del 2014 rende omaggio ai figli di Alan Rubin, Alec e Bradley, e al superamento dell’età legale per poter fumare.

Comune a tutte e due è una notevole presenza estetica e la chiusura della testa a “pig-tail”, nome esplicativo se non fosse che a me invece viene in mente la “cofana” (testa) della principessa Leila di Guerre Stellari, saga di cui la mia famiglia va letteralmente pazza. Se non capite di cosa parlo andatevi a vedere il primo episodio e relativa acconciatura…

Intermezzo film finito. Come non bastasse muoio dalla voglia di fumarlo.

L’accensione del Family Blend The Lineage Robusto mi proietta immediatamente in un universo dolcemente speziato, dagli aromi vagamente pungenti di bacche alpine su una base di legno di cedro, lievemente terrosa e con sfumature che ricordano il tabacco umido.

Tutta la prima parte di fumata ricade in questa semplice e laconica descrizione sebbene avverta, millimetro dopo millimetro, la crescita di struttura e intensità di corpo del sigaro. Indubbiamente particolare grazie anche alla sfumatura tostata che subentra, ma resto perplesso perchè la sensazione è di una macchina che cerca di procedere con il freno a mano tirato. Accelera ma non aumenta mai la velocità.

Ne intuisco le potenzialità latenti ma è un peccato che non riescano ad emergere fin dagli inizi, questo sigaro si trasformerebbe realmente in una eccellenza al di sopra delle righe.
Chi visse sperando morì non si può dire… cantavano i Litfiba anni orsono!

Poi la svolta, si schiude una cremosità nocciolata e speziata, quasi resinosa regalando una notevole morbidezza globale pur restando a mio avviso poco profondo nelle note aromatiche. Diviene però masticabile nel fumo, riempie la bocca e comincia a stuzzicare con il suo sottofondo pepato e pian piano vira verso una accentuata aromaticità.

Aromaticità sempre più floreale e fruttata che comincia a deliziare in bocca. Non è realmente cambiato dagli inizi ma avverto che le note di caffè tostato, di pepe, di cacao, di spezie e caramello si siano delineate e strutturate con maggiore decisione dando la percezione di un cambiamento, di una evoluzione.

Guidano la macchina adesso e non ha più il freno a mano tirato. Sui sedili posteriori si accomodano una bella acidità agrumata e un morbido abbraccio cremoso che aiutano a rendere il viaggio più intrigante e gustoso.

Questa coperta di Linus è indubbiamente la caratteristica che più di altre esemplifica la parte centrale della fumata e resta presente fino all’arrivo improvviso di un cambio alla guida che ha il sapore prorompente del cacao e mi introduce alla parte finale.

Il sigaro diventa una bombetta aromatica adagiata su una dolcezza che ricorda il cheesecake con nocciola e caffè ad arricchire il sottofondo. Ad un certo punto fa anche capolino una lieve nota di marzapane che trasforma il tutto in una piccola goduria gustativa. Se fosse tutto così il sigaro sarebbe una meraviglia.

Prima del commiato finale vi è ancora un guizzo aromatico che rende il fumo più animale, più carnoso con un effetto “grigliata” assolutamente particolare.

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