Sigari Box-Pressed | questi sconosciuti

box-pressed

Posted On 25/01/2016

Diciamoci tutta la verità, i sigari dalla forma squadrata o si amano o si odiano. I detrattori non ne vedono un senso logico, gli amanti ne sperticano le lodi per la loro maggiore gestibilità e in alcuni casi ne decantano superiori capacità espressive.

Io li amo a prescindere. Anzi li amo a tal punto che renderei box-pressed qualsiasi sigaro in commercio se potessi. Ma cosa si cela realmente dietro la famosa dicitura box-pressed?

Anzitutto precisiamo che la nomenclatura odierna prevede addirittura tre diciture: box- pressed, trunk-pressed e vice-pressed. Le differenze? Le modalità utilizzate per ttenere la forma squadrata ma le vedremo nel dettaglio più avanti.

Un po’ di storia. Indovinate dove ha origine il sigaro box-pressed? A Cuba ovviamente.

La leggenda narra che fu un caso e dovuto ad una partita di box leggermente più piccoli del normale. Vennero utilizzati lo stesso ed i sigari schiacciati all’interno assunsero una forma leggermente schiacciata. Altri sostengono che invece fu una pianificazione voluta e atta a risparmiare spazio fisico (le scatole erano più piccole) nelle spedizioni e quindi un netto risparmio in costi.

La verità? Non la so e francamente “chissene” ma resta il fatto che moltissimi sigari (es. Ramon Allones) tuttora in produzione a Cuba sono box-pressed.

La forma dei sigari box-pressed è leggermente squadrata ma non presenta bordi netti, ciò è dovuto alla pressione meccanica di schiacciamento del coperchio della scatola che, ovviamente, non può essere elevata.

Questo concetto fu nel tempo sviluppato e perfezionato con l’utilizzo di veri e propri stampi (mold) dando origine ai trunk-pressed e vice-pressed. Le differenze? Nella modalità di ottenimento della forza necessaria a schiacciare i sigari negli stampi ma vediamo nel dettaglio le differenze:

Trunk pressedTrunk-pressed – questo metodo laborioso prevede l’utilizzo di una vera e propria pressa che comprime i sigari negli stampi, posizionati impilati su più strati fra due assi di legno. Gli stampi possono contenere fino a 25 sigari e gli strati di stampi possono arrivare anche a 10.

Una volta serrata la pressa i sigari restano in compressione per ore o per giorni in base alle esigenze del produttore. Trascorso questo periodo i sigari vengono ribaltati e compressi ancora una volta per lo stesso periodo di tempo. Questo metodo ovviamente richiede cura nel riempimento dei sigari e attenzioni per non danneggiare la delicata foglia da fascia.

Estratti dagli stampi i sigari hanno una forma rettangolare perfetta con angoli netti. Ovviamente è un procedimento laborioso e dispendioso in termini di tempo,il costo normalmente viene passato al consumatore nel prezzo di commercializzazione.

Vi sono produttori come Rocky Patel che amano particolarmente questa tipologia di lavorazione.

Vice-pressed – molto simile al precedente, cambia solamente la dimensione del trattamento e della quantità di sigari lavorati. Fondamentalmente si utilizzano delle morse a “C” (come quelle da bricolage per intenderci) che serrano la pila di stampi che ovviamente sono di dimensioni inferiori e quantitativamente limitati.

Il trattamente prevede le stesse modalità operative compreso il ribaltamento dei sigari e la successiva ricompressione. Sembra che il vice-pressed generi sigari dagli spigoli ancora più definiti e delineati rispetto al trunk-pressed.

Ora che siete edotti sulle lavorazioni passiamo alla sfera emotiva e sensoriale ovvero è vero che i sigari box-pressed durano più a lungo (come sostengono alcuni) e bruciano meglio regalando sensazioni migliori in fumata? NO o perlomeno non è sempre vero.

Gli esempi potrebbero essere tantissimi ma in soldoni tutto dipende dal tabacco utilizzato e dal blend, ovvero non tutti i blend sono adatti alla forma box-pressed o che dir si voglia. In questo video Rafael Nodal della Boutique Cigar Brands ne spiega le ragioni:

Io continuerò a preferirli rispetto ai sigari rotondi, è una mia mania, ma non intendo asserire che siano meglio o peggio degli altri. Di sicuro li gestisco meglio specialmente dal calibro 50 in sù e tanto mi basta… e voi cosa ne pensate?

Written by Andrea Zambiasi

Facciamo Puff nasce per dare voce ad una passione che oramai coltivo da molto tempo, quella dei sigari. Non mi considero un esperto di sigari (etichetta che odio) ma un consumatore "attento" a cui piace condividere le sue esperienze emozionali con altri consumatori.

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09/11/2019 17:56

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