Per la prima volta nella mia vita ho utilizzato una macchina del tempo. Mi sono sentito come Marty McFly in Ritorno al futuro, solo che non sono più un sedicenne ne posseggo la mitica DeLorean ultra modificata.

La mia macchina del tempo ha forme più semplici ed è fatta di tabacco, si chiama SAGA Golden Age e a detta del produttore racconta oltre alle storiche tradizioni tabacalere della famiglia Reyes, anche le fumate di un’epoca passata o come dicono loro alla Hemingway.

Figata. Urca, urca, tirulero… oggi splende il sol…

Quando mai mi ricapiterà di fare un viaggio nel tempo? Poi adoro i sigari old-style, strutturati per dare tutto senza fronzoli, orpelli e pippe sull’evoluzione. Gusto a manetta dall’inizio alla fine. Occorre altro? Per me no grazie.

Faccio un preambolo però perchè sono quasi certo che molti di voi non conoscono la De Los Reyes Cigars (Corporación Cigar Export S.R.L. o CCE), quindi ecco qualche perla di cultura spicciola.

La famiglia ha una lunga storia nel mondo del tabacco e risale a oltre 150 anni fa, oggi l’azienda di famiglia è gestita da Augusto Reyes e da sua figlia Nirka Reyes (6a generazione Reyes) nella Repubblica Dominicana e nel loro portafoglio compaiono i SAGA ovviamente, i Don Julio e le linee produttive realizzate per Debonaire e Patoro.

Purtroppo le mie conoscenze di questa realtà produttiva Dominicana si fermano qui. Non ho mai avuto occasione di fumare i loro prodotti (SAGA a parte) ma so che riscuotono lusinghieri successi oltre oceano, specialmente i Don Julio. Ma torniamo al sigaro in questione.

Le premesse per un viaggio a ritroso nel tempo ci sono tutte, al piede la famosa “tetta di mucca” (stallatico, terra, pelle) regna sovrana anche se nelle prime tirate a crudo non è che arrivi granchè. Poco male, accelleratore a tavoletta ed ecco la mia DeLorean sfrecciare a gran velocità.

Il passato che mi si paventa innanzi ha un mix strano di note di legno, spezie, una punta di ciliegia e tanto pepe bianco. La particolarità è che le sfumature dolci della ciliegia controbilanciano perfettamente la punta amaricante delle note di legno, in una sorta di equilibrio dalla stabilità incerta.

Nulla di eccezionalmente complesso ne articolato al momento, ma di fatto gradevole anche se non saprei dire se sto ritornando alla “golden age”, alle fumate alla Hemingway ma del resto in quel periodo non ero nemmeno nato!

Quello che posso dire è che nella base predominante di legno rispecchia i sigari Dominicani del passato (venivano fatti così pare) ma trovo abbia un piacevole tocco di modernità grazie alle spezie, alla dolcezza di ciliegia e alla tonicità pepata sicuramente più allineata ai tempi moderni.

Il mio viaggetto con la DeLorean procede tranquillo su questa falsa riga, con l’aggiunta a tratti di sfumature più animali, di pelle.
Nella parte centrale diventa più classico, stile Davidoff vecchia scuola per intenderci, con ancora legno predominante ma con una vena affumicata ed erbacea avvertibile mentre in sottofondo si adagia il resto speziato. In compenso la fumata diviene molto cremosa e comincio a divertirmi sul serio.

Mi sento un tantino Hemingway in questo momento, a pescare su una barca d’altura con il sigaro in bocca sorseggiando Margarita. Lo so lavoro di fantasia ma dovete ammettere che fa molto figo!

Ora si tonifica decisamente ed in questo si stacca da un passato in cui certe intensità di corpo non erano proprio contemplate. Meglio così.

La crescita di intensità va di pari passo con la ripresa di corpo delle spezie e della dolcezza, ma non riescono mai del tutto a spodestare l’onnipresente legno ne cambiano di fatto la fumata. Il pepe man mano che il sigaro si consuma si affievolisce quasi del tutto, e se ne avverte la presenza solo sporadicamente ed in retroinalazione.

Il mio giringiro con la DeLorean fumosa volge al termine e la parte finale della fumata clona gran parte delle caratteristiche di quella centrale, eccetto il fatto di ritrovarsi nel regno insindacabile delle spezie a cui si aggiungono una vena quasi biscottata ed una nota di cannella.

Per certi versi mi ricorda i biscotti IKEA.

Alle volte una punta amaricante disturba però più del dovuto, minando la piacevolezza globale.

EN REVIEW

For the first time in my life I used a time machine. I felt like Marty McFly in Back to the Future, but I’m no longer a teenager nor I own the legendary heavily customized DeLorean.

Luckily my time machine is made of tobacco and is called SAGA Golden Age which, according to the manufacturer, tell you the historical traditions of the Reyes family and also the cigars of a bygone era or as they say the Hemingway era.

Cool. Urca, urca, tirulero … today the sun is shining …

When I will ever happen to use a time machine? Also I love the old-style cigars, structured to give you all without frills, flavors at full throttle from start to finish. Do I need more? No thanks.

Before to start I’ll do a preamble because I’m pretty sure many of you do not know the De Los Reyes Cigars (Corporación Cigar Export S.R.L. or CCE), so here’s some trivial culture pearls.

The family has a long history on tobacco and dates back to over 150 years ago, today the family business is run by Augusto Reyes and his daughter Nirka Reyes (6th generation tobacco Reyes) in the Dominican Republic and in their portfolio appear the SAGA obviously, the Don Julio and other lines designed for Debonaire and Patoro.

Unfortunately my knowledge about this Dominican reality stops here. I never had the opportunity to smoke their products (except SAGA) but I know that they collect excellent results across the pond, especially the Don Julio line. Time to get back to the cigar.

The preconditions for a jump into the past are here, at the foot the famous “cow tit” (manure, earth, leather) reigns supreme even if in the first cold draw I don’t taste so much. Never mind, I push the accelerator throwing my DeLorean at full speed.

The past that emerges has a strange mix of notes of wood, spices, a hint of cherry and a lot of white pepper. The peculiarity is that the sweet cherries nuances perfectly counterbalance the bitterness of wood.

Nothing exceptionally complex or articulated at this time, but surely pleasant although I cannot say to be back to the “golden age”, to the Hemingway cigars but to be honest at that age I was not even born!

What I can say is that the predominant woody notes reflects the Dominican cigars of the past but this SAGA has a nice modern touch thanks to the spices, the sweetness of cherries and the bold pepper surely more aligned to our modern times.

My trip with the DeLorean goes smooth based on these components, with an extra touch of leather.

In the middle part it becomes close to the classic old school Davidoff style, still with predominant wood but with a smoked and herbal tones really noticeables while in the background lies the spices world. In return the smoke becomes very creamy and I start to seriously enjoy it.

I’m feeling little bit Hemingway now, making deep-sea fishing on a boat with this cigar in my mouth while I’m sipping Margarita. I know, I know its a fantasy but you have to admit that it’s very cool!

Now it’s really bold and this detaches it from an age in which certain body strength were not really covered. A lot better in this way.

The boldness goes hand in hand with the growth of spices and sweetness, but they never entirely ousted the ubiquitous wood nor they never will change in fact the smoke. The pepper component fades almost completely, I feel it sporadically and on retrohale only.

My walkabout with this smoky DeLorean has come to a close and duplicates most of the features of the middle one, except that now I’m in a kingdom of spices to which are added cookie and cinnamon.

 

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

Nazione: Rep. Dominicana


By: De Los Reyes Cigars


Manifattura: Corporación Cigar Export S.R.L.


Fascia: Corojo 2006 Dominicano


Sottofascia: Dominicano


Ripieno: Cuban Seed Dominicani


Formato: 46 x 5 1/2 – Corona Gorda


Body: Medium to full