Chiacchierando fra amici, ai soliti incontri fumosi, e perfino in Internet mi è capitato di notare che erroneamente le persone associano ad un certo colore “scuro” della foglia da fascia, l’epiteto di “Maduro”. Non che questo sia del tutto sbagliato ma nella realtà non è sempre completamente vero.

Per dirla tutta non è che vale sempre l’equazione fascia scura = Maduro, infatti ve ne sono alcune che sembrano in tutto e per tutto maduro ma non lo sono per nulla e sono le “oscuro”. Mai sentito questo termine? Se foste appassionati del brand La Flor Dominicana lo sapreste ma perfino in Italia abbiamo esempi di foglia oscuro. Quali? Uno per tutti la linea Don Pepin Original che adotta proprio fascie Corojo Oscuro.

Non è a dir la verità il migliore esempio perchè la sua colorazione non è così intensa e scura come nella linea Ligero Oscuro della Flor Dominicana. In quest’ultimo esempio se il produttore non dichiarasse la tipologia di fascia la scambieremmo tranquillamente per una maduro.

Oscuro e maduro dicevo, non riconoscibili quindi per la colorazione, sono di fatto due tipologie di fascie diversissime ed ottenute attraverso procedimenti completamente distanti uno dall’altro. Basta applicarne uno per ottenere una delle due desiderate foglie da fascia (maduro e oscuro)? La risposta è NO ma ci arriveremo strada facendo.

Analizziamo per primo il processo per ottenere una vera foglia maduro. In soldoni tutto quello che dobbiamo fare è far fermentare in una maniera particolare le foglie di tabacco. Il termine spagnolo maduro significa “maturo” e per creare questa maturazione si adotta un particolare processo di fermentazione che prevede, dopo aver sovrapposto le foglie in grandi pile dette appunto “pilón”, la loro fermentazione naturale mediante alte temperature (possono arrivare anche a 150 gradi). Pian piano le foglie cambiano tonalità, texture ed aromi e l’entità di tali modifiche dipende in diretta misura sia dalla temperatura che dal tempo impiegato.

Possiamo standardizzare e quantificare con certezza le due variabili? La risposta è ancora una volta NO. Dipende dal raccolto e dalle condizioni del tabacco, solo un occhio esperto potrà valutare ed adottare quale sia il corretto trattamento a cui sottoporle.

Poniamo di avere una partita di tabacco definito “umido”, che è stato molto tempo sotto l’acqua piovana mentre cresceva. Di solito ha grandi foglie di colore chiaro, con poche venature e pochi olii naturali, la sua fermentazione prevederebbe un periodo più corto e a temperature più basse del normale ma questo comporta anche il fatto di non essere candidato ideale per una bella foglia maduro.

Viceversa se abbiamo una partita di tabacco definito “secco” le foglie saranno più piccole, con venature più spesse e saranno di colorazione più scura e con molti più olii naturali. Questa volta il processo di fermentazione sarà molto più lungo e a temperature più alte, ottenendo una vera foglia maduro.

Ma allora tutti i tabacchi vanno bene? NO, alcune varietà si prestano pochissimo a questa tipologia di trattamenti diventando di fatto inutilizzabili se trasformate in maduro. Quali varietà sono idonee? Ne esistono diverse, le più conosciute sono Corojo, Connecticut Broadleaf, Ecuador e altri tabacchi Messicani, Nicaraguensi e Honduregni. Devono solamente essere idonei per caratteristiche fisiche a sopportare egregiamente il trattamento a cui verranno sottoposte.

E i tabacchi, le foglie definite “oscuro”? Il termine spagnolo oscuro significa scuro o nero e sono foglie generalmente provenienti dal top priming, ovvero la parte più alta della pianta del tabacco. Alcuni le chiamano corona altri medio tiempo ma di sicuro sono esposte alla radiazione solare molto più a lungo delle altre cominciando, a tutti gli effetti, a subire un primo trattamento. Il risultato finale sono foglie scure, spesse, più ricche ed aromatiche del normale senza peraltro dover subire una vera e propria fermentazione maduro.

Infatti le foglie oscuro passeranno attraverso un normale processo di fermentazione, meno lungo e a temperature più basse. Dopo la fermentazione però, e prima di essere utilizzate per confezionare il sigaro, le foglie oscuro sono lasciate a invecchiare. Qui le ricette si sbizzarriscono, alcuni produttori le lasciano invecchiare in barili, altri in balle, altri in casse ma comune a tutte queste scelte è il fatto che cominciano a scurirsi naturalmente arrivando in alcuni casi alla colorazione quasi nera e da qui la confusione con le foglie maduro.

Tirando le sommo possiamo affermare, senza tema di smentita, che NON è possibile distinguere una foglia oscuro da una maduro sulla base del colore. Ciò che le identifica è unicamente il differente processo di fermentazione e la posizione delle foglie sulla pianta se parliamo di maduro e oscuro.