Il sigaro

Nazione – country: Rep. Dominicana

Manifattura – factory: PDR Cigars

Fascia – wrapper: Cubra Habano Brasile

Sottofascia – binder: Criollo 98 Dominicano

Ripieno – filler: Corojo Dominicano & Corojo Nicaragua

Formato – vitola: Petit Robusto

Lunghezza – length: 3.5 inch.

Ring Gauge: 52

Body: Medium to Full

Euro: 5,70 (CH)

PDR – Il Brand

Thomas Jefferson affermava – se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto.
Abe Flores della PDR Cigars deve averla presa alla lettera perchè questa affermazione racconta alla perfezione la genesi del suo brand.

Sintetizzando ai massimi livelli posso affermare che tutto comincia con lo sviluppo del brand Pinar del Río per conto dei fratelli Rodriguez, che possedevano il negozio di sigari Don Leoncio a New Orleans.

Dopo qualche anno di collaborazione Abe Flores ne ha però abbastanza, vuole un controllo diretto su ciò che sviluppa e fa produrre, così decide lanciarsi nell’attività imprenditoriale e aprire una sua propria manifattura.

Uno dei tre fratelli Rodriguez, Luis, lo segue nell’avventura e, grazie al supporto di Jochy Blanco della Tabacalera Palma, il sogno diventa realtà e nasce la PDR Cigars così come la conosciamo oggi.

Da allora di strada ne è stata percorsa molta. In pochi anni infatti la sua realtà produttiva esce dal rango di Boutique Brand e sforna anche alcuni dei maggiori successi commerciali di marchi stra-conosciuti e blasonati.

La PDR oggi è un polo produttivo da circa 10.000.000 di sigari annui, un successo dovuto alla combinazione tra qualità della materia prima, packaging, prezzo di commercializzazione e alto gradimento dei suoi prodotti da parte dei consumatori.
Insomma sto parlando di una delle odierne eccellenze Dominicane e il perfetto clone di un’altra eccellenza di successo questa volta del Nicaragua, la A.J. Fernandez.

Io amo la PDR Cigars perchè trovo che ogni loro prodotto possieda qualcosa di magico, di unico che li differenzia da tutti gli altri sul mercato e che me li fa piacere oltre misura, senza dubbi o incertezze.

Significa che piaceranno anche a voi? Naaaa, non funziona così.

Provateli e poi giudicate.

PDR Small Batch Reserve – La fumata

Oggi fumo uno Small Batch Reserve Habano. Gli Small Batch Reserve sono due linee a produzione regolare ma limitata nei quantitativi, una versione ha fascia Habano mentre l’altra maduro.

Seguendo il proverbio – nella botte piccola sta il vino buono – scelgo il più piccolo formato disponibile, il Petit Robusto. Un piccolo tronchetto della felicità di tabacco, 52 x 3.5, adatto a una breve ma intensa fumata.

Amo davvero questi atipici formati. Non sono belli a vedersi ne eleganti ma per chi, come me, ha sempre poco tempo a disposizione per fumarsi un sigaro sono perfetti, anche se hanno dei limiti strutturali con cui bisogna convivere.

Da spento mi sorprende positivamente al piede con una pletora di note aromatiche che mi ricordano la pelle, lo stallatico, l’uvetta, i fichi secchi e il cacao. Tanta robba direbbero a Roma ma ancora più sorprendente è il loro contrasto con quanto percepisco nelle prime boccate da spento, note erbaceo speziate a manetta.

Strano vero? Beh, chissene… accendo.

3… 2… 1.

Il PDR Small Batch Reserve parte fruttato e speziato su una base di note di legno e nocciola. Pepato al naso, già intenso negli aromi ma leggero nella forza. Corojo docet.

Basta poco perchè cominci a costruire la sua struttura aromatica dove le spezie dolci e la frutta secca dominano. In sottofondo cacao con a corredo carruba (davvero avvertibile), uvetta sultanina e pelle.

Gongolo come uno dei sette nani.

Diventa denso, masticabile nel fumo e anche complesso nel suo particolare intreccio di aromi e sapori. Emergono decise note agrumate e fruttate a cui poi si aggiunge il caramello.

Il gioco sensoriale è indubbiamente retto dalle spezie ma l’ingresso di queste ultime note diverte e si crea una finta semplicità dove mi risulta difficile delineare ogni singola componente.

Un finto sempliciotto questo PDR Small Batch Reserve, che prende in giro perfino il mio naso perchè ad un certo punto mi sembra di avvertire incenso. Sì avete capito bene, incenso ma rincaro la dose aggiungendo gallette integrali!

Che stia svalvolando? Non più del solito.

Quello di cui sono certo è la discreta dose di pepe che avverto in sottofondo e che stuzzica le mie cavità nasali. Sul resto lascio a voi la conferma, vi toccherà provalo.

All’aumentare del braciere la fumata si fa più maschia, si intensifica e la nota di legno lascia ora il posto alla terra, a una nota caramellata, a una punta di cioccolato al latte e a una sorprendente dolcezza candita.

Proprio questa dolcezza comincia a inglobare tutto e unita all’effetto vellutato e rinfrescante del fumo (menta) mi lascia la sensazione di assaporare un vero e proprio dessert.

Il PDR Small Batch Reserve si è trasformato in una goduria palatale che poi chiude la fumata con un accenno di caffè.
Di contro dura poco, ma quel poco rasenta la libidine e vi assicuro che se tutti i Petit Robusto fossero così… fumerei solo loro.

Gran, gran, gran bel sigarino.

PDR Small Batch Reserve Habano Petit Robusto

Il verdetto

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

PDR – The Brand

Thomas Jefferson said – if you want something you’ve never had, you have to do something you’ve never done.
Abe Flores of the PDR Cigars follows this statement like gospel which perfectly tale the genesis of his brand.

Summing up to the highest levels I can say that everything begins with the development of the Pinar del Río brand on behalf of the Rodriguez brothers who owned the Don Leoncio cigar’s shop in New Orleans.

However after a few years of collaboration Abe Flores reach his limit. He wants direct control over what he develops and produces, so he decides to jump into this business and open up his own cigar’s factory.

One of the three Rodriguez brothers, Luis, follows him in the adventure and thanks to the support of Jochy Blanco of Tabacalera Palma, the dream becomes reality as well as the PDR Cigars as we know it today.

Since then a lot has been done. In just a few years his factory loose the Boutique Brand title and also create some of the best commercial successes of well known brands.

Today the PDR is a productive pole of about 10,000,000 annual cigars, a success builded on a combination of raw material quality, packaging, sales price and consumer satisfaction.

In short, I’m talking about one of today’s Dominican excellences and the perfect clone of another successful excellence, this time in Nicaragua, the A.J.Fernandez brand.

I love PDR Cigars because I find that each of its products has something magical, unique that differentiates them from everything else on the market and I enjoy them beyond any measure, without doubts or uncertainty.

PDR Small Batch Reserve – The Smoke

Today I smoke a Small Batch Reserve Habano. Small Batch Reserve are two regular production lines but limited in volume, one version has Habano wrapper while the other has a maduro one.

Following the proverb – in the small barrel there is good wine – I choose the smallest available format, the Petit Robusto. A small trunk of tobacco, 52 x 3.5, suitable for a short but intense smoke.

I really love these atypical formats. They are not beautiful or elegant but for those who, like me, have always little time to smoke a cigar they are perfect, even if they have some structural limitations.

On pre-light at the foot I am pleasantly surprised with a plethora of aromatic notes that remind me leather, manure, raisins, dried figs and cocoa. Even more surprising is their contrast with what I perceive in the first few cold puffs, herbaceous spices at full throttle.

Is it strange, isn’t it? Well, forget it… time to light the gar.

3… 2… 1.

The PDR Small Batch Reserve start fruity and spiced on a background of wood and hazelnuts. Peppery in the nose, already intense in the aromas but light in strength. Corojo docet.

In the meanwhile it begin to build its aromatic structure where sweet spices and dried fruit dominate. In the background cocoa with carob (really noticeable), raisins and leather.

Happy like one of the seven dwarfs or, if you prefer, the pleasure makes me running around like a headless chicken.

The smoke becomes dense, almost chewable and also complex in its particular mix of aromas and flavors. Citrus and fruity notes jump out and then caramel is added.

The sensorial game is undoubtedly base on spices but the entry of these latest notes generate fun and creates a fake simplicity where it’s difficult to delineate every single component.

A fake simplicity that joke with my nose because at some point I perceive incense. Yes, you have understood well, incense but I increase the dose by adding rice cakes!

For sure is the fair amount of pepper in the background I notice more and that tickles my nostrils. On all the rest I leave you the confirmation, but you’ll must smoke it.

As the brazier grows, the smoke gets more macho, intensifies and the woody note now leaves the place to earth, caramel, a tip of milk chocolate and a surprisingly candied sweetness.

It’s this sweetness that begins to encompass everything and is combined with the velvety and refreshing effect of the smoke (mint) that gives me the feeling of enjoying a real dessert.

The PDR Small Batch Reserve is a real goodness that then closes the journey with a hint of coffee.

Sadly it does not last long, but that short time is really close to lust and I assure you that if all the Petit Robusto would be like this one… I might smoke just them.

Great, great, great gar. Want more!

The verdict

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)
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