Il sigaro

Nazione – country: Rep. Dominicana

Manifattura – factory: PDR Cigars S.A.

Fascia – wrapper: Ecuador Sun Grown Habano Oscuro

Sottofascia – binder: Habano Dominicano

Ripieno – filler: Corojo ’99 & Criollo ’98 Dominicano

Formato – vitola: Toro

Lunghezza – length: 6

Ring Gauge: 52

Body: Medium full

Euro: 8,90 (EU)

La fumata

Il mondo dei sigari è una galassia immensa come la via lattea, ed ogni puntino luminoso, ogni stella è un diverso sigaro. Anche fumando a velocità WARP occorrerebbero 6 vite e 12 reincarnazioni solo per farsi un’idea approssimativa del ben di Dio che viene prodotto e commercializzato. Ma non è l’unica difficoltà.

Da neofita ogni sigaro acceso suscita emozioni intense. Non importa quale sia o che qualità possegga, vi sarà sempre qualcosa che stupisce, che accende la meraviglia come accade ad un bambino in un immenso negozio di dolci e caramelle. Ci ritroviamo con lo stesso sguardo bramoso, languido e con la bava alla bocca, ed è proprio questo trasporto emozionale l’aspetto a mio avviso più bello di questa passione. Poi purtroppo diminuisce.

Sigaro dopo sigaro l’immensità si riduce come una stella che implode. Non possiamo farci nulla, è insito nell’animo umano. Più proviamo, più sperimentiamo più diveniamo selettivi sulla bontà dei prodotti, e le emozioni sono ovviamente le prime a risentirne così come il nostro fanciullesco trasporto. Dopo decadi saranno realmente pochi quelli in grado di sorprenderci, ve lo dico per esperienza, ma fortunatamente esistono.

Sono sigari che si rivelano sempre spettacolarmente buoni, emozionanti e in grado di stupirmi ogni volta che li accendo. Uno di questi è senza ombra di dubbio il PDR 1878 Capa Oscura Reserva Dominicana. Il formato non ha nemmeno importanza, sono tutti ottimi a prescindere.

Boooom, l’ho sparata grossa? No, non lo credo.

Dopo aver fumato la scurissima gemma Dominicana PDR 1878 Capa Oscura Robusto, ne ero rimasto ammaliato ed il Toro mi ha riconfermato la sua bontà. Del resto come non restare sedotto da un sigaro che ha nelle nuance dolci e fruttate, nella morbidezza e nell’eleganza le sue migliori qualità? Io me ne sono innamorato.

Con pochissimo sforzo convinco il mio fido compagno di fumata, Giuseppe Stucchi, a fumare il Toro per la recensione. Lo desideravo ardentemente e non potevo aspettare ancora.

Per inciso io e Giuseppe siamo veramente una coppia di “maramaldi”, due bambini in corpi da adulto appassionati di sigari. Convincere me o lui a provare un sigaro è come convincere un bambino ad assaggiare un barattolo di marmellata. Non fai in tempo a dire: Assagg… che ha già i lati della bocca sporchi!

Dopo una lauta cena ci accomodiamo nel “Fumoir” di Giuseppe e ci prepariamo per la fumata di questi meravigliosi PDR 1878 Capa Oscura.

Pre-accensione emanano suadenti note floreali e di menta, contornate da una stimolazione pepata goduriosa. Non indugio oltre e accendo il piede del sigaro. Faccio qualche boccata e un sorriso ebete mi si stampa in volto.

Con la coda dell’occhio controllo Giuseppe che armeggia con l’accendino. Non proferisco parola, aspetto che faccia le prime boccate. Lo vedo esalare le prime nuvole di fumo e attendo, dopo qualche attimo gira il sigaro, lo guarda e esclama: porca boia quanto è dolce!

Scoppiamo a ridere, ho avuto la stessa identica sensazione. Accendere questo sigaro significa proiettarsi immediatamente in un universo ammaliante di spezie dolci e di frutta candita, ma anche di cacao, terra umida e legno resinoso in sottofondo. Ma è la dolcezza da paura che sorprende chi fuma.

Costruendo la sua espressività arriva la frutta secca e la componente pepata, decisa, lavora meravigliosamente al naso corroborata anche da note tostate di caldarrosta. Note di terra e pelle divengono sempre più marcate man mano che aumenta il braciere.

Non è un sigaro come gli altri, anzi non è un sigaro, è l’abbraccio amorevole di un figlio, appassionato e di una delicatezza infinita. Una sensazione che vi assicuro merita di essere provata.

La fumata si fa sempre più densa, quasi masticabile, dolce e morbida e la dolcezza degli inizi sembra cambiare dalla frutta candita alla frutta secca. Straordinario e possiede una struttura speziata davvero complessa, amalgamata e anche difficile da delineare nel dettaglio.

Eleganza e morbidezza sono sicuramente due delle qualità che possiede, ma questo sigaro va ben oltre. Estasi pura su un oceano di dolcezza speziata e di wafer alla nocciola e quando percepisco anche note di anice e cioccolato mi rendo conto di assaporare un misto di pasticceria.

Un’opera d’arte! Con questi tabacchi se non riuscite ad apprezzare un simile sigaro è meglio smettere di fumare, non fa per voi. Essere avvolti dal suo voluttuoso fumo è un piacere primordiale, una stimolazione in grado di risvegliare anche i sensi più sopiti.

La parte centrale è indubbiamente il regno delle favolose spezie a cui si aggiunge un tocco di mandorla, di vaniglia e una sfumatura agrumata. Ma è anche una danza elegante e perenne fra dolcezza e spezie, che sembrano volersi contendere la passerella in fumata. La componente pepata è nulla in bocca ma presente nel naso senza mai avvicinarsi alla soglia del fastidio.

Lentamente il PDR 1878 Capa Oscura Toro vira verso note intense di pane di segale, cioccolato e caffè cremoso che si contrappongono magistralmente ad altrettanto intense note torbate le quali, influenzate dalle spezie, regalano un effetto whiskey in sottofondo davvero notevole.

Tutto è in perenne movimento, una danza infinita, un gioco in cui perdersi e perdere la cognizione del tempo, cullati da un fumo pieno di mille fragranze profumatissime.

Quando non resta poi molto da fumare il pepe scompare quasi del tutto e sul palato rimane una nota dominante di gustosissima crema al caffè. Lussuoso, vellutato, opulento e senza sbavature e come non bastasse mi saluta con un guizzo di dolcezza, su inedite note di vaniglia e marshmallow.

Lo ripeto, se non riuscite ad apprezzare questo sigaro smettete di fumare perchè i vostri recettori sensoriali sono irrimediabilmente danneggiati. Siete per caso stati in vacanza a Chernobyl?

Il verdetto

IL VERDETTO - WOW FACTOR

The smoke

The world of cigars is an immense galaxy like the Milky Way and each point of light, each star is a different cigar. Even smoking at WARP speed you would have 6 lives and 12 reincarnations just to get a rough idea of ​​what is produced and selled. But it is not the only hard task.

On newbie any lighted cigar evoke intense emotions. No matter which cigar is or which qualities it possesses, there will always be something amazing as it happens to a child in a huge store of pastries and candies. Same eager and languid look, with foaming at the mouth and it’s this emotional aspect the most beautiful one of this passion. Unfortunately it fades away mostly.

Cigar after cigar the immense galaxy implodes like a supernova at the end of life. We can not help it, it’s inherent in the human soul. More gars we smoke, more selective we become about the quality of what we smoke and the global pleasure are obviously the first to suffer. After decades only few cigars will actually be able to surprise me but fortunately they exist.

These cigars are always spectacularly good, exciting and able to amaze me every time I light one. The PDR 1878 Capa Oscura Reserva Dominicana is without a doubt one of these. Doesn’t matter which size, they are all good regardless.

Boooom, is it a bullshit? No, I don’t believe it.

After the review of the dark Dominican gem PDR 1878 Capa Oscura Robusto, I was spellbound about it and the Toro confirmed me its goodness. To be honest how don’t be seduced by a cigar that has in sweet and fruity nuances, in the softness and elegance its best qualities? I’m loving it.

Without effort I convince my faithful smoking buddy, Giuseppe Stucchi, to smoke the Toro  for a cigar review. I could not wait anymore.
We are really a pair of “Maramaldi” (italian slang), two children into adult bodies that love to smoke cigars. Convince us to light one is like to convince a child to taste a jar of jam. You do not have time to say: taste… that they already have jam on the lips!

After a lavish dinner we sit in my buddy’s “Fumoir” to smoke the wonderful PDR 1878 Capa Oscura.

Sniffing-time. I get mellow floral notes and mint, surrounded by a gorgeous peppery stimulation. I don’t want to delay further so I light the foot of the cigar. After a few puffs a silly smile appears on my face.

With my side view I see Giuseppe fiddling with his lighter. I do not utter a word while I’m waiting he takes the first puffs. I clearly see him exhaling clouds of smoke and immediately look at the cigar saying: mother fucker, it’s damn sweet!

We burst out laughing, I had the exact same feeling. Light this cigar is like to jump in a bewitching universe of sweet spices and candied fruit, but also cocoa, damp earth and resinous wood in the background. But it is the terrific sweetness that surprises the smoker.

When builds its flavors it add dried fruit and vigorous pepper that wonderfully works on retrohale together to a roast chestnuts touch. Also earth and leather are becoming more pronounced increasing the brazier.

It’s not a cigar like the others…  it’s the loving embrace of a child, passionate and delicate. A feeling which I assure you is worth trying.
The smoke is getting thicker, almost chewy, sweet and soft, but the sweetness of the beginning seems to change from candied fruit to nuts. Extraordinary and with a very complex structure on spices, well blended and also difficult to deeply define.

Elegance and smoothness are definitely two of the best qualities it possesses, but this cigar goes well beyond. Pure ecstasy on an ocean of ​​spicy sweetness and hazelnut wafers, when I taste also anise and chocolate I realize to savor mixed pastries.

Work of art! If you fail to appreciate such a cigar is better to quit smoking, it’s not for you. Go to play bowls. Be wrapped by its voluptuous smoke is a primordial pleasure, a stimulation which can awaken the more dormant senses also.

The central part is undoubtedly the realm of fabulous spices to which are added a touch of almond, vanilla and a hint of citrus. Last but not least it’s an elegant and eternal dance between sweetness and spices, which seem to want to contend the boardwalk. The pepper disappear on the mouth but keeps strong on retrohale without ever approaching the threshold of discomfort.

Slowly the PDR 1878 Capa Oscura Toro veers toward intense notes of rye bread, chocolate and creamy coffee brilliantly balanced with equally intense peaty notes which, thanks to the spices, bestowing a truly remarkable whiskey effect in the background.

Everything is in constant motion, an endless dance, a game in which to get lost and lose the track of the time, cradled by a thousand fragrances.

When there is not that much to smoke pepper disappears almost completely and into my mouth remains a dominant note of tasty coffee cream. Luscious, silky, opulent and in the farewell it greets me with a flicker of sweetness, new vanilla and marshmallow.

Again, if you fail to appreciate this cigar quit smoking because your sensorial receptors are irreparably damaged. Have you been in Chernobyl on vacation?

The verdict

IL VERDETTO - WOW FACTOR

Se ti è piaciuto questo post condividilo utilizzando i pulsanti sottostanti. Condividere non è un’operazione da cervelloni dell’MIT, non porterà via troppo tempo, è facile e non costa nulla, ma certamente mi aiuterà a crescere.

If you enjoyed this post please share it using the buttons below. Sharing doesn’t require an MIT brain, it’s fast, easy and free but it help me to grow my audience.

Pin It on Pinterest