I Paradiso (San Cristobal negli USA) Quintessence rappresentano l’ultima collaborazione, in ordine di tempo, del brand Ashton con la famiglia Garcia (My Father Cigars) e nel mio immaginario rappresentano probabilmente il punto di arrivo, di maturità di questa collaborazione e il nome ne è un chiaro indizio.

Da un bell’articolo di Simone Fazio sul suo blog ed io quoto in toto si evince che se le altre linee Paradiso sono, per un verso o per l’altro, molto più in linea con la tipicità “Garcia” e la tonicità Nicaraguense, in questa nuova linea queste peculiarità si sono fuse con l’eleganza, l’equilibrio e la complessità tipiche dell’altra grande collaborazione di Ashton, quella con la Arturo Fuente. Una sorta di ibrido insomma, in grado potenzialmente di soddisfare a 360 gradi gli odierni fumatori.

Del resto anche sul sito di Ashton la cosa è palesemente dichiarata.

Oggi provo il Quintessence Majestic, il Double Toro (60 x 6) della linea e il merito va al mio buon amico Giuseppe Stucchi che, come mio pusher personale, è sempre un passo avanti rispetto al sottoscritto.

Un King Kong dal nome altisonante e pieno di promesse. Quintessence o quintessenza , il grado massimo, perfetto della manifestazione di qualcosa e se aggiungiamo Majestic o Maestoso, ovvero che possiede un’imponenza e una solennità tali da ispirare riverenza o ammirazione, significa essere al cospetto del Rè dei Double Toro… almeno sulla carta!

Senza indugi accendo cotanta quintessenza.

Parte incredibilmente deciso e tonico, ma anche cremoso, dolcissimo e fruttato su una base di nocciola e spezie complesse. Sorprende perchè solitamente i Double Toro tendono a “svuotare” i blend invece di enfatizzarli, qui NO.

Malgrado sia a mio avviso da subito incredibilmente intenso rimane altrettanto incredibilmente equilibrato e elegante. Lo dimostra anche in retroinalazione dove il pepe e le spezie esotiche non graffiano le mie cavità nasali, le coccolano invece e resto ammaliato dalle loro delicate sfumature.

Sono completamente a mio agio, cosa che non capita spesso, e questa prima parte di fumata si rivela all’altezza del suo nome. Strutturato, complesso, morbido e bilanciato come deve esserlo un vero Rè.

La parte centrale è il regno delle spezie. La dolcezza passa in sottofondo e in primo piano emerge una nota di caramello oltre a una discreta sapidità.

Ma è nella costante crescita di intensità di corpo che realmente eccelle e diventa molto più interessante degli inizi. Il gioco sensoriale che innesca è vario e intrigante e appaga i sensi a un livello davvero alto.

Il fumo risulta pastoso, denso e grasso con sfumature torbate e note di legno nobile ora molto evidenti. Una texture globale dolce speziata che si fonde magistralmente in un oceano di cioccolato per un godimento sopraffino.

Con la bavetta agli angoli della bocca mi avvio alla parte finale della fumata, dove al cioccolato si aggiunge la torba e il caffè espresso, mentre il pepe in retroinalazione raggiunge picchi notevoli. L’intensità di corpo non accenna a smettere di crescere, ma del resto è pur sempre un vero Nicaraguense.

Piano piano la componente cioccolato vira verso una connotazione fondente, si aggiunge il caramello e una notevole dose di terra. Le spezie passano in sottofondo e questo passaggio anticipa la fine dei giochi che avviene su un ribaltamento di ruoli.

Il saluto finale avviene infatti su caffè amaro e spezie potenti che evidentemente non accettavano di essere relegato in un mero sottofondo.

Ho conosciuto davvero un Rè? Quasi, in effetti le premesse sono in parte mantenute perchè malgrado non sia un’eccellenza strabiliante si è rivelato pur sempre uno fra i migliori Double Toro da me fumati. E questo non è cosa da poco, credetemi.

Nicaragua

Nicaragua

IL VERDETTO - ECCELLENTE (EXCELLENT)

ECCELLENTE

MEDIUM-FULL

MEDIUM-FULL

RING GAUGE 60

LUNGHEZZA (inch)

MANIFATTURA - FACTORY

My Father Cigars S.A.

FASCIA - WRAPPER

Ecuador Habano

SOTTOFASCIA - BINDER

Nicaragua

RIPIENO - FILLER

Nicaragua

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