Non so quanti di voi conoscano la legge di Murphy di Arthur Bloch del 1977, quell’insieme di paradossi pseudo-scientifici e molto ironici che però spiegano incredibilmente molte delle situazioni che ci accadono realmente. La “Legge di Murphy” può essere riassunta efficacemente con il primo assioma (che è in realtà la “Legge di Murphy” vera e propria) che dice: Se qualcosa può andar male, andrà male.

E non ditemi che non è azzeccata…

A questo aggiungo la fondamentale Legge di Gumperson da essa derivata: la probabilità che qualcosa accada è inversamente proporzionale alla sua desiderabilità.

Ora considerando entrambe le leggi posso tranquillamente affermare che:

Oliva Serie V Melanio Figurado = 1° assioma Legge di Murphy + Legge di Gumperson

ovvero sfiga intergalattica se di sfiga vogliamo parlare.

Con Oliva non ho mai avuto un grosso feeling, men che meno con i suoi figurado su cui ho da tempo immemore riscontrato problematiche costruttive. Oliva V Belicoso, Torpedo, Oliva O Perfecto mi hanno dato molto filo da torcere in passato tanto da averli inseriti, assieme ai sigari Cubani, nella mia personale Black List dei “vaffanculonontifumomaipiù”.

Incappare in problematiche costruttive o in sigari tappati o plugged come dicono gli Americani non è impossibile a dire la verità, stiamo pur sempre parlando di manufatti realizzati completamente a mano e si sa, la mano umana è tutto fuorchè perfetta.

Per arginare e combattere questa problematica i produttori di sigari (non tutti) hanno costruito quello che si chiama “controllo qualità”, una serie di procedure operative e controlli che vanno dal seme al prodotto finito atte proprio a contenerla e minimizzzarla quanto più possibile a livello percentuale. Minimizzare ho detto, non debellare che è un’impresa impossibile purtroppo.

Salendo con la qualità dei sigari, con il loro costo, ergo entrando nella fascia dei “super-premium” come dicono negli USA questa percentuale diminuisce esponenzialmente grazie alle cure profuse dai produttori nella loro realizzazione. Il discorso non fa una grinza ovviamente, sigari da 2 euro difficilmente possono rivaleggiare in qualità con sigari da 18-20 euro e oltre e non solo per la materia prima. Perchè? La risposta è nelle meccaniche produttive che nel primo caso prevedono numeriche importanti anche a discapito della qualità mentre nel secondo caso è spesso l’esatto contrario.

Tutta questa filippica introduttiva serve non solo a tritarvi i maroni ma a segnalarvi che se scelgo sigari di un certo costo la probabilità di incappare in sigari difettosi è la stessa che prendersi un asteroide nel culo, ovvero possibile concettualmente ma estremamente rara in realtà. Figurado a parte.

Intendiamoci non è che un sigaro da 6 o 7 euro tappato non faccia girare i coglioni, dico solo che se scelgo di spendere “molto” per avere il meglio del meglio di un certo marchio mi aspetto naturalmente e insindacabilmente di ottenerlo in cambio, altrimenti qualcosa non funziona per il verso giusto. Davidoff insegna, Padron insegna, Oliva… hmmmmm….NO.

La fumata dei due Oliva V Melanio Figurado, il mio e quello di Giuseppe Stucchi, che ci raccontavamo strada facendo sembrava la parodia di un episodio di Stanlio e Ollio. Il mio completamente tappato agli inizi e quando ho risolto il problema “tappo” si è rivelato un sigaro comunque dal tiraggio difficoltoso, oltre al non essersi mai schiuso del tutto negli aromi e sapori mentre quello di Giuseppe praticamente perfetto, gustoso e complesso. La parodia più o meno faceva così:

Inizi
Giuseppe: delicato, dolce con un tocco elegante di pepe.
Io: tira un cazzo. E taglia di qui, taglia di là sembro una sartina…

Dopo un po’
Giuseppe: sta entrando il cacao e la dolcezza sta crescendo in misura esponenziale. Note speziate, di pane e un po’ tostate. Goduria
Io: mah, sento solo pepe, uno zic di terra e flebili spezie. Mi fanno male le guance a furia di tirare.

Parte centrale
Giuseppe: la cremosità è super, terra, nocciola, spezie esotiche e complesse. Mi sto cappottando.
Io: mah, sento solo pepe, uno zic di terra e flebili spezie. Mi fanno male le guance a furia di tirare.

Verso il finale
Giuseppe: la fumata è quasi grassa, cacao e spezie a gogò. Bello tonico.
Io: mah, sento solo pepe, uno zic di terra e flebili spezie. Mi fanno male le guance a furia di tirare. Vaffanculo.

Ironia a parte potete ben comprendere la mia frustrazione e malgrado il sigaro appartenga ad un’ipotetica eccellenza, confermata anche dallo stesso Giuseppe di cui mi fido ciecamente, non mi sento di soprassedere su quanto accaduto a fronte anche delle passate esperienze e delle segnalazioni che da più parti girano in Internet.

Basta questa esperienza per etichettare un sigaro? Assolutamente NO ma avendo vissuto i tempi bui del periodo nero delle fumate cubane, dove giravo con perlomento tre sigari e non per variare o scegliere ma per il semplice motivo che ero quasi certo che due non avrebbero funzionato a dovere, ci ho messo una pietra sopra e non ho intenzione di toglierla adesso.

I Melanio Figurado si sono giocati il primo approccio, che è sempre quello fondamentale, prendendosi un “underdog” come monito, come segnale di allarme per un produttore che deve assolutamente dare risposte invece di negarle. Lascio a voi il compito di verificarne l’eccellenza e se ne avete voglia scrivetemi o commentate questo scritto.

Ora concludo con un Figurado Addio, Goodbye, Au revoir, Mirupafshim, Näkemiin, Do widzenia, Visu labu, Ha det, Na svidenje, Auf Wiedersehen, Comiat, Zbogom, Sbohem, Despedida, Perpisahan, Adieu, Farväl. Capitolo chiuso.

ENGLISH REVIEW

With Oliva I never had a big feeling especially with its figurado on which I have found a lot of construction problems. Oliva V Belicoso, Torpedo, Perfecto Oliva O make me upset in the past so I’ve included them in my personal blacklist of “fuckoffIdontsmokethemanymore”.

Anyway run into construction problems or cigars plugged it’s not impossible to tell the truth, those are still products made entirely by hand and you know that the human hands is anything but not perfect.

To better control this problem the manufacturers of cigars (not all) have built what is called “quality control”, a series of operational procedures and controls that range from seed to finished product and are precisely created to reduce as much as possible the amount of defective cigars. I said reduce not eliminate all, that’s impossible unfortunately.

Going on the upper level ergo entering into the world of “super-premium” cigars the percentage of defective cigars decrease exponentially due to the care provided by the producers in all the phases. To sum up a 2$ cigars cannot compete in quality with cigars from 18-20$ and not just for the quality of the raw material. Why? The answer is inside the production workflow that in the first case are structured to obtain massive numbers despite of quality, in the second case it is often the opposite.

This long introduction means that if I choose a cigar on the higher level (cost) the probability to get a bad one is the same as get an asteroid in the ass, possible but extremely rare in reality. Oliva V Melanio Figurado apart.

To be honest a 6/7$ plugged cigar make me upset anyway but if I choose to spend a lot to have the “best of the best” of a certain brand what I’m expecting is get one in return unquestionably, if this not happen there’s something wrong. Davidoff teaches, Padron teaches , Oliva … hmmmmm …. NO.

The review of the two Oliva V Melanio Figurado smoked looks like a parody of a Laurel and Hardy comedy’s episode. Mine completely plugged at the beginning and when the plug got off the cigar had always a difficult draw and never opened up completely on flavors while my friend’s one was virtually perfect, tasty and complex. More or less the parody was:

Beginning
My friend: delicate, sweet with an elegant touch of pepper.
Me: No draw at all. Cut here, cut there I’m looking like a dressmaker…

After a while
My friend: now cocoa is entering and the sweetness is growing exponentially. Spicy notes of bread and lil bit of toasted nouances. Pure pleasure.
Me: mah… I’m tasting just pepper, lil bit of earth and feeble spices. My cheeks hurt…

Central part
My friend: the creaminess is super, earth, hazelnut, exotic and complex spices. I’m overturning myself.
Me: mah… I’m tasting just pepper, lil bit of earth and feeble spices. My cheeks hurt…

Towards the end
My friend: the smoke is almost fat, cocoa and spices galore. Nicely tonic.
Me: mah… I’m tasting just pepper, lil bit of earth and feeble spices. My cheeks hurt…
Fuck off.

Irony aside you can understand well my frustration and despite the cigar belongs to an hypothetical excellence, confirmed also by my friend, I cannot totally ignore what happened, my past experiences and the reports running on the Internet. When you pay around 20$ for a cigar you ask for a perfection like Davidoff, Arturo Fuente Opus X or Padron cigar.

Is this experience enough to label this cigar? Absolutely not, but I lived the dark age of Cuban cigars where usually I bring at least three cigars with me every time I would smoke and not to diversify but for the simple reason that I was almost sure that two would not work properly at the end. I put a stone on it and I’m not going to take it off now.

The Oliva V Melanio Figurado failed on the first and most important approach, so it takes an “underdog” as a warning, as an alert for a producer who absolutely must fix this problem on figurado shape. I leave to you the task to verify the excellence and if you like please email me or comment this review.

IL VERDETTO - DEBOLE (UNDERDOG)

IL VERDETTO - DEBOLE (UNDERDOG)

Nazione: Nicaragua


By: Oliva Cigars


Manifattura: Tabacalera Oliva de Nicaragua S.A.


Fascia: Ecuador Sumatra


Sottofascia: Nicaragua


Ripieno: Nicaragua


Formato: 52 x 6.5 – Figurado


Body: Full


Euro: 18,50

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