Il sigaro

Nazione: Costa Rica

Manifattura: Tabacos de Costa Rica

Fascia: Corojo Rep. Dominicana

Sottofascia: Ecuador

Ripieno: Ecuador, Peru e Rep.Dominicana

Formato: 58 x 5 – Robusto Gordo

Body: Medium full

Euro: Non importato

Il verdetto

IL VERDETTO - ECCELLENTE (EXCELLENT)

La fumata

Quesito del giorno: Quanti di voi conoscono la Bombay Tobak? Se siete frequentatori di questo blog la risposta è ovviamente affermativa. Per tutti gli altri un grosso punto interrogativo si materializza sul volto. Niente paura, provvedo io a svelare l’arcano.

La Bombay Tobak nasce nel giugno del 2014 ad opera di un imprenditore Americano, Mel Shah, di chiare origini indiane. Al lancio del suo brand furono presentate la Connecticut Classic e la Corojo Oscuro seguite negli anni successivi dalla linea Habano, Mora, Kesara e Vintage Reserve. Tutte prodotte in Costa Rica e dalla chiara impronta estetica indiana, peraltro straordinariamente bella e impattante.

Le spiccate capacità di Marketing di Mel e la sua trascinante capacità di “engagement” sui social, uniti alla bellezza e reale bontà dei suoi prodotti, ne hanno decretato il successo commerciale del brand malgrado il costo superiore alla media. Sono blend moderni, intriganti e assolutamente particolari come questo MoRA 585.

Esteticamente è veramente bello, avvolto nella sua lucida, scura e oleosa foglia da fascia, ma è anche… pesante! Avete capito bene, ho scritto proprio pesante. Non capita spesso di utilizzare aggettivi del genere parlando di sigari ma questo Mora, complice anche il generoso formato, ha un peso davvero superiore alla media e lo percepisco nettamente mentre lo tengo in mano per esaminarlo.

L’accensione ne rivela subito il carattere morbido ma ben pepato in retroinalazione. Sfumature tostate e di carne alla griglia circondano un stuolo di note speziate, di pane, di origano, cedro e bacche alpine che gli conferiscono anche un animo selvatico.

Le componenti speziate sono complesse, ben articolate e strutturate e se penso che ho appena 3 mm di braciere non posso che affermare: stikazzi!

Da questo momento in poi il sigaro si tramuta in una locomotiva lanciata alla massima velocità, carbura di brutto e il fumo lascia in bocca una piacevolissima sensazione grassa. Esalarlo lentamente è un piacere immenso.

Ha già raggiunto un livello di intensità stupefacente, medium-full, che in molti definirebbero, senza sbagliare, bold anzi BOLD con le maiuscole.

Difficile delineare nel dettaglio la quantità di note aromatiche percepibili.  Avverto quelle animali di pelle ma anche di latte, di terra, di strutto e molto altro ancora. In un centimetro questo sigaro riesce a raccontare talmente tante cose che altri sigari impiegherebbero tutta la loro lunghezza per farlo, sempre che ci riescano.

La fumata si fa sempre più densa e masticabile, arrivano note di chiodi di garofano e cardamomo e si aggiunge un tocco balsamico al naso. Note agrumate latenti, come la scorza di limone, fanno capolino qua e là stimolando con la loro acidità la salivazione in bocca.

Diventa qualcosa di unico dove la dolcezza densa e cremosa avvolge e mitiga le spezie, dove le note tostate si stemperano sul sottofondo terroso e legnoso. Bilanciatissimo e, porca vacca, proprio buono.

Ogni boccata è un atto simile al mangiare e ciò che lascia in bocca è talmente piacevole che sfrego spesso la lingua sul palato mugulando di piacere. Un vero e proprio tronchetto della felicità.

Arrivano note di frutta secca ma anche di frutta matura, e su questo mix a tutti gli effetti dolcissimo, entro nella fase centrale della fumata. Note di cioccolato e nocciola (sembra nutella) esplodono come fuochi d’artificio e l’armonia e la goduria che si generano sono da viaggio in 1a classe con tutti gli optional a corredo.

Solo l’acuirsi del pepe assieme a una lieve nota vegetale rovinano un po’ l’estasi che si era creata. Mi accorgo che la fascia non brucia bene, correggo con il jet-flame, è tutto torna alla meravigliosa normalità. Niente più nota vegetale.

Il finale resta sempre elegante e bilanciato, questa volta su note di rabarbaro, lavanda, mandorla e legno. Stranamente non vi è traccia del solito classico caffè e ne sono felice. Ritrovo anche i chiodi di garofano ma resto sorpreso da note floreali assolutamente inaspettate che rendono ancora più triste l’abbandonarlo nel posacenere.

Gran, gran bella fumata.

The smoke

Question of the day: how many of you know the Bombay Tobak? If you are a reader of this blog, the answer is obviously yes. For everyone else I see a big question mark on their face. Don’t worry, I unravel the mystery.

The Bombay Tobak was founded in June 2014 by an American entrepreneur, Mel Shah, clear of Indian origin. At the launch of his brand the lines presented were the Connecticut Classic and the Corojo Oscuro followed in the next years by Habano, Mora, Kesara and Vintage Reserve lines. All produced in Costa Rica and with a clear Indian aesthetics, extraordinarily beautiful and impressive.

The outstanding Mel’s marketing capabilities and his compelling “engagement” ability on social, together with the beauty and real goodness of his products, generate a commercial success despite the above-average cost. They are modern blend, intriguing and absolutely unique like this Mora 585.

Aesthetically it is really nice, wrapped in a shine, dark and oily wrapper leaf but it is also… heavy! That’s right, I wrote just heavy. You do not often use adjectives like that when you are talking about cigars but this Mora, thanks to its generous size, is really heavier than average and I perceive it clearly as I hold it in my hand.

Light it immediately reveals the smooth soul and well peppered on retrohale. Toasted nuances and grilled meat note surround tons of spicy notes, but also bread, oregano and mountain berries that add a wild mood touch.

The spices are complex, well articulated and structured, and if I think that only burned 3 mm of brazier I can just say: stikazzi! (cannot translate it… hmmm, could be: what the fuck!)

From this moment on, the cigar turns into a locomotive launched at full speed and the smoke in the mouth has a pleasant butter touch. Slowly exhaling it is a great pleasure. Fasten your seat belt gentleman.

It has already achieved an amazing intensity, medium-full, that many would call without mistakes bold, indeed BOLD in uppercase.
Hard to outline in detail the amount of aromatic notes perceived. For sure leather and milk, but also earth, lard and much more. In one centimeter this cigar can tell you so many things that others cigars would take all their length to do so, if they succeed to do it.

The smoke is getting thick and chewy, pop up notes of cloves and cardamom and a balsamic touch on the nose. Latent citrus notes such as lemon zest jump in front here and there stimulating salivation on my mouth thanks to their acidity touch.

It becomes something unique, where the dense and creamy sweetness envelops and mitigates the spices, where the toasted notes merge on the earthy and woody background. Balanced and, fuck the hell, really good.

Every breath is an act close to eat and in the mouth is so pleasant that I often rub my tongue on the palate making me moan. A real trunk of happiness.

Now notes of dried fruit and ripe fruit knocks on my door, and on this sweet mix I jump into the middle phase of the smoke. Chocolate and hazelnut explode like fireworks and the harmony and pleasure that are generated are worthy of a 1st class trip with all the options included.

Only the intensification of the pepper, together with a slight vegetal note ruin a bit the ecstasy reached. I realize that the wrapper start to not burn well, I correct it with the jet-flame and all comes back to the wonderful normality. No more vegetal note.

The end is always elegant and balanced, this time on notes of rhubarb, lavender, almond and wood. Strangely there is no trace of the classic coffee and I’m happy. I met again the cloves but I am surprised by the totally unexpected floral notes which makes me even more sad to leave the cigar in the ashtray.

Great, really great smoke.

The verdict – 91

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