Il noto uomo d’affari Americano Harvey B. Mackay, classe 1932, soleva dire: non limitarti a segnare il tempo; usa il tempo per lasciare il tuo segno. Mel Shah, titolare di una cigar & wine lounge in Palm Springs, California, nonchè l’uomo dietro la Bombay Tobak deve aver preso alla lettera questa affermazione.

La sua ultima creazione, sempre realizzata in Costa Rica, ha infatti tutto il sapore di un’opera “summa”, di una linea scolpita nella roccia che potrebbe diventare tranquillamente il riferimento della “new age” dei blend Connecticut. Quattro anni spesi, a detta dello stesso Mel nel comunicato stampa, per ricercare il blend definitivo sono un investimento notevole ma il traguardo raggiunto mi fa affermare che sono stati spesi benissimo.

Boooooom! L’hai sparata grossa direte voi. No! Rispondo io.

Il nuovo MBombay Gaaja, che in sanscrito significa elefante, prevede un blend particolarissimo con tabacchi dal Peru, Paraguay e Rep. Dominicana ma è nella sua fascia Ecuadoregna che gli sforzi sono stati massimi. Tre raccolti di tabacco e relative lavorazioni sono stati necessari per arrivare con pazienza all’hybrid Connecticut definitivo o perlomeno alla perfezione che Mel voleva ottenere.

La fascia del Gaaja nasce infatti come incrocio Ecuadoregno fra sementi Connecticut e Cameroon coltivate seguendo la tecnica “desflorado” che in soldoni prevede il taglio dei germogli prima che fioriscano per trasferire tutti i nutrimenti della pianta verso le foglie invece che nei fiori.

Ora senza entrare nel dettaglio dei tecnicismi, di cui fra l’altro non ne so una beneamata fava e manco mi interessano, il risultato ottenuto è a mio avviso a dir poco strabiliante.

Non solo esteticamente perchè bellissimo nella sua setosa fascia color crema, totalmente priva di venature, ma anche a crudo dove regala profonde note di pelle, spezie dolci, frutta secca, resina e miele. Mai incontrato un Connecticut simile!

L’accensone proietta il fumatore in un universo unico e al tempo stesso diverso, un universo inaspettatamente tonico ma al tempo stesso meravigliosamente morbido e complesso.

La sferzata iniziale e sconcertante di pepe bianco, decisa al naso, non aggredisce e sfuma presto lasciando ampio spazio a note di legno, che posseggono una sfumatura torbata, chiodi di garofano e spezie dolci preambolo all’ingresso di una cremosità crescente che millimetricamente comincia a costruirsi.

Una simbiosi quasi perfetta fra pepe, spezie e legno crea una texture di fondo davvero particolare e piacevolissima e indugiare trattenendo il fumo in bocca, esalandolo poi lentamente dal naso è un’esperienza a dir poco meravigliosa.

Quando le spezie cominciano ad attenuarsi, una dolcezza fruttata e mielata emerge in tutta la sua magnificenza, con punte di pompelmo e vaniglia. Un universo armonico e morbidissimo in grado di mettere il fumatore in uno stato d’animo di vero relax e godimento. Per la miseria, un blend davvero stupendo ed io me la godo come un riccio.

Nel suo fumo profumatissimo avverto spezie esotiche come il cumino, ma anche note più pungenti che vanno a braccetto con un delicato tocco vanigliato.

Difficile però delineare a fondo la complessità aromatica che riesce a generare, mentre l’intensità di corpo continua a crescere costantemente, meglio lasciarmi sedurre dalle sue nuance aromatiche. Lontano, molto lontano dai sigari Connecticut a cui siamo abituati.

Avvicinandosi alla parte centrale l’espressività del Gaaja cambia, vira verso il cioccolato ma in sottofondo emergono decise note di mandorla e caramello. Legno, terra, uno zic di pelle e caffè rafforzano la fumata in questa fase ma è la cremosa dolcezza mielata e speziata che continua a reggere il gioco espressivo.

Poi arriva una transizione, si invertono i ruoli, così la dolcezza passa in secondo piano mentre note sempre più “bold” di caffè, caramello e pelle divengono predominanti. Ora è decisamente più tonico e maschio rispetto agli inizi, tanto da sembrare un sigaro diverso ma pur sempre piacevolissimo.

Un sigaro sicuramente in grado di accontentare anche fumatori poco inclini ai blend Connecticut, ed assolutamente moderno nella sua interpretazione di questo mondo. A dire il vero non ha nemmeno importanza apprezzare la complessità che sviscera, nè la quantità di note aromatiche avvertibili, è la piacevolezza e morbidezza globale che si fa ricordare. Perfetto per tutti insomma machevvelodicoaffà…

Il binomio spezie/agrumi nel fumo si delinea con maggiore forza mentre al palato un cioccolato al latte, con punte al caffè, genera la stessa sensazione grassa del caffelatte… e con i cereali annessi aggiungo. Insomma la fine della parte centrale è una sorta di colazione tremendamente gustosa.

Fra me e me penso: che dire, se ha speso 4 anni a svilupparlo, sono 4 anni ben spesi.

Il finale è un trionfo di caramello, di bastoncini di zucchero, anice, caffè e torba mentre le spezie lavorano ancora ma solo in retroinalazione. Arriva perfino una componente vegetale, di salvia, che si intrufola prima del commiato finale.

Sono quasi certo di non essere riuscito a darvi la sensazione della qualità e bontà di questa fumata ma del resto le mie capacità di scrittura nulla possono al cospetto di simili sigari. Spero solo che qualcuno di voi, un giorno o l’altro, possa provarne uno e confermare le mie sensazioni.

EN REVIEW

The well-known American businessman Harvey B. Mackay, born in 1932, used to say: do not just sign time; use the time to make your sign. Mel Shah, owner of a cigar and wine lounge in Palm Springs, California, as well as the man behind the Bombay Tobak must have taken literally this statement.

His latest creation, always made in Costa Rica, lokks like his personal “work-of-art”, a line carved into the rock that could easily become the reference of the “new age” Connecticut blends. Four years spent, according to the Mel’s press release, to search for the final blend is a significant investment but the milestone reached makes me say that has been well spent.

Boooooom! Do you believe it’s a bullshit?. No!

The new MBombay Gaaja which in Sanskrit means elephant, provides a unique blend with tobacco from Peru, Paraguay and Dominican Rep., but is in its Ecuadorian wrapper that efforts were highest. Three vintages of the Hybrid Connecticut were needed to reach the perection Mel wanted.

The Gaaja’s wrapper born like a merge between Ecuador Connecticut and Cameroon seeds cultivated following the “desflorado” technique, in a nutshell involves cutting the buds before they bloom to transfer all of the plant nutrients to the leaves rather than the flowers.

Now without going into technical’s details, which I do not know exactly care of, the result is in my point of view amazing.
It’s not only aesthetically beautiful, thanks to its silky cream-colored wrapper, totally without veins, but it also has on cold draw huge notes of leather, sweet spices, dried fruit, resin and honey. Never smoked such a Connecticut in my life!

Light it move the smoker into a unique universe, at the same time different, unexpectedly tonic but at the same time marvelously smooth and complex.

The initial burst of white pepper are disconcerting, strong into the nose, but it does not hurt and fades quickly leaving plenty of room for notes of wood, with a peaty shade, cloves and sweet spices preamble to the input of a growing creaminess that millimetrically begins to build.

An almost perfect mix of pepper, spices and wood creates a very special background texture, and it’s a pleasure holding the smoke in my mouth and then slowly release it throught the nose, an experience nearby to pure pleasure.

When spices begin to fade a fruity and honeyed sweetness emerges in all its glory, with grapefruit and vanilla notes. An harmonious and smooth universe able to put the smoker in a mood of relax and enjoyment. Holy cow it’s a really gorgeous blend I enjoy it like a junkie.

In its fragrant smoke I feel exotic spices such as cumin, but also more pungent notes that go hand in hand with a delicate touch of vanilla.

Hard however to deeply define its flavor’s complexity, while the body continues to grow steadily,  better be seduced by its aromatic nuances. Far, far away from Connecticut cigars to which we are accustomed.

Close to the central part the expressiveness of Gaaja moves towards chocolate, but in the background notes of almond and caramel comes up. Wood, earth, a touch of leather and coffee reinforce the smoke but the creamy sweetness, honeyed and spicy, continues to support the game.

Then comes a transition, roles change, so the sweetness fades into the background and “bold” notes of coffee, caramel and leather become dominant. Now it is definitely more tonic and masculine than at the beginning, so it looks like a different cigar but it’s still really pleasant.

A cigar surely able to satisfy even smokers that don’t like Connecticut blend, thoroughly modern in its interpretation of this world. To be honest doesn’t matter the complexity nor the amount of noticeable aromatic notes, is the pleasantness and overall smoothness that you remember.

The combination of spices vs Citrus in the smoke emerges with greater force while the taste of milk chocolate, with a coffee touch, generates the same greasy feeling of milky coffee… and with cereal I add. In brief the end of the central part is a kind of fantastic tasty breakfast.

I’m wondering: if he spent four years to develop it, are four years well spent.

The end is a triumph of caramel, candy canes, anise, coffee and peat while spices are still working but only on retrohale. It even add a vegetal component, like sage, who sneaks before the final farewell.

I’m quite sure I didn’t give you the perception of the quality and goodness of this smoke but my writing skills are powerless in front of similar cigars. I’m only hoping that someone, one day, can confirm my feelings.

Well done Mel, I dreamed a lot!

IL VERDETTO - WOW FACTOR

Nazione: Costa Rica


By: Bombay Tobak


Manifattura: Tabacos de Costa Rica


Fascia:  Ecuador Connecticut desflorado, Variety Hybrid Mejorado 2004


Sottofascia: Ecuador HVA Seca Mejorada


Ripieno: Seco Perù Hybrid Habano, Viso Ecuador Criollo ’98, Viso Paraguay Hybrid Habano 2000, Viso Criollo ’98 Dominicano, Ligero HVA Mejorado Dominicano


Formato: 54 x 6 – Toro


Body: Medium


Costo: 15,50$


Sigari fumati 4

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