Le nuove tendenze in fatto di sigari

Posted On 15/03/2013

questa mattina mi sono svegliato nei panni di un Druido così ho pensato che, data la mia posizione, fosse auspicabile una mia predizione in ambito sigari. Non sono serio naturalmente ma alcune evidentissime “macro” tendenze del 2012 possono essere discusse senza “punzecchiare” gli animi sensibili di nessuno, sono sotto gli occhi di tutti e ben in evidenza. Vediamole nel dettaglio…

+ Sigari Box Pressed
Molti non li amano ma esistono da quando è nato il sigaro, alcuni brand li hanno da sempre utilizzati e “caratterizzati” per una o più linee produttive. Padron ha perseguito questa strada con la linea “1926” e la “1964 Anniversary”, Oliva con linea V Melanio ma molti altri brand li stanno rivalutando, nomi di spicco quali Ortega, AJ Fernandez, 262 Paradigm hanno imboccato questa strada e molti altri stanno arrivando. A me piace la forma “box-pressed” e reputo dia, grazie all’effetto di canalizzazione, un “quid” in più alla fumata. La stessa cosa la faccio, da tempo immemorabile, con i Torpedo in generale schiacciando fra i denti la testa conica fino a farla diventare piatta… si acuiscono i sapori del sigaro, provare per credere! Del resto Litto Gomez della “La Flor Dominicana” insegna (anche lui fautore dello schiacciamento della testa del sigaro) con la creazione di una vitola assolutamente innovativa come il “CHISEL”, vogliamo poi tralasciare il fatto che se appoggiato il sigaro non rotoli via? Scherzo naturalmente.

+ Sigari di grosso calibro
Fino a pochi anni fa parlare di “Ring Gauge” di 50, 52 era sinonimo di grosso calibro. Robusto a parte ben pochi si avventuravano alla scoperta di tali sigari, spesso nel mondo Cubano ci si spingeva anche fino al 54 ma solo nelle Edizioni Limitate. Il Montecristo Edmundo è storia recente ma era pur sempre un “piccoletto” da 52 di RG. Improvvisamente è scoppiata la “BIG RG” mania e ci si è spinti a nuovi limiti, molti brand hanno (come Oliva) nel calibro 54 una base standard ma si vedono sempre di più sigari da 56, 58 per arrivare al gigante della famiglia… il “60” che nella vitola 6×60 (Double toro) ha trovato un suo posto d’onore. Ci siamo fermati? Ma nemmeno per sogno, si parla già di 62 (Alec Bradley Prensado Double T – boxpressed) e oltre. Il trend che chiamerei “60+” e che attualmente si è spinto fino al mostruoso Bazuka (https://www.bazukas.com/products.php) sembra inarrestabile e fa gola a molti produttori che, specie nel mercato Americano, vogliono soddisfare i gusti dei nuovi consumatori. A detta dei produttori non sono vitole economiche da realizzare, serve moooolto più tabacco del normale calibro 52/54, ma il prezzo di vendita deve essere allineato al mercato e quindi i margini di guadagno si assottigliano. Io non amo particolarmente i calibri dal 54 al 60 e oltre, ho difficoltà a gestirli e maneggiarli ma se penso allo strepitoso rapporto gusti/tempo di fumata/prezzo me li faccio andare bene! Sì perchè nel realizzare blend per siffatti diametri ci si può veramente sbizzarrire e spesso ci si trova davanti a produzioni che hanno proprio nell’esplosione e complessità olfattivo/gustativa i loro punti di forza.
Tutti a gran voce dichiarano di preferire i diametri più piccoli ma la realtà dei fatti è che poi tutti comperano calibri grossi… che ci volete fare, la realtà è sempre diversa dalla fantasia e ci dobbiamo convivere!

+ Diversificazione produttiva
Coprire ogni nicchia di mercato sembra essere la nuova parola d’ordine, perfino discostandosi dalla normale tipicità di una marca. Possiamo citare il brand Tatuaje di Pete Johnson che ha appena creato la nuova linea produttiva “L’Atelier”, discostandosi dal brand Tatuaje per sapori, aromi e forza media. Joya de Nicaragua con la nuova nata “CyB” di Jose Blanco si scosta pienamente dalle linee 1970 Antano e Dark Corojo, forza media e aromi complessi che stanno portando al marchio un successo mai conosciuto prima. Vero è che per il lancio di questo brand si sono profuse energie mai prima investite ma è anche vero che il ritorno di consensi che stanno avendo la dice lunga sulla qualità del nuovo prodotto. Sono solo alcuni esempi ma il concetto che si evince è uno solo, diversificare per soddisfare tutti i gusti e tutte le nicchie di mercato, anche a costo di uscire dai canoni “storici” di un brand. Che vantaggi ne ricaviamo noi? Semplice, queste continue energie profuse stanno regalandoci migliori fumate, più qualità e sopratutto fumate sempre di più permeate sui nostri gusti personali. Con un po’ di sforzo possiamo veramente trovarci il “NOSTRO” sigaro, abbiamo solamente l’imbarazzo della scelta…

+ Boutique Cigar Company
Nel mondo tabacalero esistono nomi importanti, nomi che molti se non tutti conoscono almeno per sentito dire, che riempiono il mercato con i loro prodotti. Esistono solo grandi brand? Nemmeno per sogno, da qualche anno stanno emergendo realtà più piccole, di nicchia, con produzioni o lotti limitati. Nate per soddisfare nicchie di mercato hanno nell’innovazione, nella diversità e nella qualità (di solito) i loro punti di forza. Nomi come Romacraft, Tortuga, Ezra Zion, 1502, Espinosa, Viva Republica sono solo esempi che mi vengono alla mente. Alcuni hanno un polo produttivo personale altri si appoggiano a note fabbriche tabacalere, è tutto di alta qualità come suggerisce il nome? Spesso sì, ma non è sempre detto. Tralasciando i gusti personali sui vari brand, le vere differenze stanno nei differenti approvvigionamenti di tabacco e nelle capacità dei Master Blender utilizzati. La qualità delle partite di tabacco su cui riescono a mettere le mani o che riescono, in base alla capacità di investimento, a comperare conta tantissimo ma perfino la persona che costruisce il “blend” per i sigari fa la differenza tra un prodotto semplicemente onesto ed uno spettacolare.
Io sono favorevolissimo al trend e reputo dia anche vivacità e competizione ad un mercato altrimenti statico e fermo, gli unici aspetti negativi sono le ridotte quantità produttive e la scarsa reperibilità nei territori extra America.

Buona fumata a tutti.
Andrea

Written by Andrea Zambiasi

Facciamo Puff nasce per dare voce ad una passione che oramai coltivo da molto tempo, quella dei sigari. Non mi considero un esperto di sigari (etichetta che odio) ma un consumatore "attento" a cui piace condividere le sue esperienze emozionali con altri consumatori.

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