La linea La Aurora 107, nata nel lontano 2010, è una sorta di pietra miliare nella produzione Dominicana. Non perchè sia la migliore o più apprezzata ma perchè celebra il 107° Anniversario (da qui il nome) di un successo commerciale che perdura nel tempo, quello della Tabacalera La Aurora di Guillermo Leon.

107 anni di operatività continuativa sono un traguardo indubbiamente straordinario, ma questa linea possiede anche uno straordinario blend. Un perfetto esempio del filone “medium-bodied” e precursore del concetto di “flavor-bomb” tanto caro ai produttori odierni.
Certamente non sofisticatissimo però offre a suo modo un’elegante, tonica e ricca fumata. Sono di parte? Ohhh, yes!

Il Sumo Short Robusto è un formato recente e molto caro allo stesso Guillermo Leon, che praticamente lo ha introdotto in tutte le sue linee prodottive. Strizza l’occhio ovviamente (non è possibile non notarlo) all’idea di Sam Leccia sfociata nei Nub. Uno sweet spot, una fumata immediata, di sostanza ma di breve durata dovuta al formato.

Comune a tutti questi sigari sono le fattezze tozze e cicciotte. Sembrano un Robusto che è stato sottoposto ad una dieta ipercalorica ingrassante ed in questo il nome Sumo, lo sport nazionale Giapponese, rende perfettamente giustizia a questo formato non esattamente elegante e snello.

Dei Sumo avevo già provato il La Aurora 1495 Series ma questo nuovo pacioccone ammetto mi ha intrigato molto di più perfino da spento. Infatti sorprende con fichi secchi, pelle, legno e lieve stallatico al piede mentre a crudo stuzzica decisamente le labbra con il pepe e la bocca con le spezie dolci.

n.d.r. – segnalo che il blend elencato nella recensione del “107 Corona” differisce molto da questo. Le indicazioni furono a suo tempo prese dal sito La Aurora ma evidentemente non erano corrette. Parto dal presupposto che sia quella riportata in fondo alla pagina l’esatta composizione del blend oggi dichiarata dal produttore.

Accendo. Mi ritrovo su un Freccia Rossa, lanciato a tutta velocità, in direzione pepe. Una sorta di schiaffo degno di un lottatore di Sumo che però si attenua rapidamente, o forse i miei recettori nasali sono defunti.

Quando raggiunge la velocità di crociera si costruisce su note di torba, spezie indiane, erbe aromatiche da cucina per poi innescare lentamente sfumature al caffè e cioccolato sempre più evidenti e davvero piacevoli.

Nel mezzo di questa pseudo evoluzione sensoriale si innesta la cremosità che da questo momento in poi acquisisce una costante e decisa crescita, pardon spinta visto che stiamo parlando di Sumo.

La cremosità viene accompagnata da un sottofondo dove spiccano sulle altre le note di spezie esotiche, come il cardamomo, e frutta acidula che regalano un contorno piacevole e intrigante.

Si fa anche più animale grazie a un tocco di pelle accentuato ma è la dolcezza che alla fine esplode e vince su tutto. Una dolcezza particolarissima, alla frutta secca anzi al sapore deciso di noce con la sua tipica sfumatura amaricante.

La texture generata sebbene non possa definirsi pazzescamente complessa è ben strutturata, decisamente piacevole. Forse non farà sognare ma non è scomposta ne sbilanciata risultando a tutti gli effetti estremamente godibile.

La parte centrale, se così possiamo definirla vista la lunghezza totale del sigaro, è il regno incontrastato delle spezie che dominano su tutto in primo piano mentre la dolcezza, ora vagamente tostata, permane a lungo in bocca.

Questa parte centrale in effetti si costruisce e rinsalda su queste basi sensoriali ed ogni boccata di fumo è un piacevolissimo e godurioso contrasto fra il dolce di fondo, ora nocciolato, lo speziato in primo piano e un effetto che da tostato sfuma nel caramello. Insomma a mio avviso una goduria infinita che trovo difficile non apprezzare fino in fondo.

Verso il finale però qualcosa si incrina, la dolcezza acquista note di spezie forse troppo sopra le righe, troppo decise per non stridere un poco con il resto ma fortunatamente la nocciola vira sempre più verso il caffè che in parte controbilancia l’esuberanza speziata.
Arriva anche una nota di anice avvertibile perfino sulle labbra.

Indubbiamente si irrobustisce, come un vero lottatore di Sumo che si rispetti, ma al posto di frantumarti le ossa e rimischiartele traformandoti in un quadro di Picasso, ti assesta giocose pacchette sulle spalle che contribuiscono solo a elevare il pacere che questa fumata regala. A patto ovviamente che le boccate siano ben dosate.

Se amate questi formati, questi “tronchetti della felicità” e la vostra mascella è a prova di lussazione allora dovreste fumarlo.

EN REVIEW

The La Aurora 107 line, born in 2010, is a sort of milestone in the Dominican cigars production. Not because it’s the best or most popular line, but because it celebrates the 107° Anniversary (hence the name) of a commercial success of Tabacalera La Aurora owned by Guillermo Leon.

107 years of continuous operation is undoubtedly a remarkable achievement, but this line has an extraordinary blend also. A perfect example of the “medium-bodied” world and a forerunner of the “flavor-bomb” concept so used today by manufacturers.
Certainly not so sophisticated in its own way. However it offers an elegant, bold and rich smoke but I’m biased. Ohhh, yes, I am! Love the 107.

The Sumo Short Robusto size is quite new and very dear to Guillermo Leon, which practically introduced it in all his lines. Clearly close to the idea of Sam Leccia and his Nub it delivers a sweet spot, a straightaway smoke but short due to the format.

Common to all these cigars are the stubby and chubby features. They look like a Robusto which has been subjected to a fattening diet and in this case the name Sumo, the Japanese national sport, it’s perfectly fitted for this format, not exactly elegant and slender.

I had already reviewed another Sumo, the La Aurora 1495 Series, but this 107 intrigued me a lot more even on pre-light. It surprises with dried figs, leather, wood and slight manure on the foot while on pre-light draw it definitely tickles my lips with pepper and my mouth with sweet spices.

Light it. Jumped on board on an high-velocity train, launched at full speed in the direction of pepper. A sort of slap worthy of a Sumo wrestler but fades quickly, or perhaps my nasal receptors died.

When it reaches the cruising speed it builds on notes of peat, Indian spices, kitchen’s herbs and then slowly moves toward nuances of coffee and chocolate really enjoyable.

In the middle of this sensorial evolution the creaminess start and from this moment on, it acquires a steady and strong growth, pardon push since we are talking about sumo.

The creaminess is accompanied by a background where shine notes of exotic spices, like cardamom, and acid fruits that give a pleasant and intriguing side dish.

It also becomes more animal thanks to a leather touch but it’s the sweetness that explodes and conquers all. A peculiar sweetness, of dried fruit rather of walnut with its typical bitter nuance.

This texture although cannot be called insanely complex is well structured and very pleasant. Perhaps it don’t make you dreaming, but it’s not unbalanced resulting highly enjoyable.

The central part, if I may call it in this way due to the total length of the cigar, is the undisputed realm of spices, which dominate over all in the foreground while the sweetness, now vaguely toasted, remains for a long time in the mouth.

This central part actually builds and strengthens on these sensorial bases and every puff is a delightful contrast between the background sweetness, now nutty, spices in the foreground and a toasted nuance that fades in caramel. In my opinion is an infinite pleasure that I find hard not to fully appreciate.

However towards the end something cracks, the sweetness gain notes of spices maybe too bold to don’t squeak a little with the rest, but fortunately the hazelnut moves towards the coffee which partly offset the spices exuberance.
Also a newly note of anise comes up, noticeable even on the lips.

Undoubtedly it strengthens, like a Sumo wrestler worthy of respect, but instead of break my bones and mix them transforming me into a Picasso painting, it gives me playful smacks that only contribute to raise the pleasure that this smoke gives to me. Provided of course that the puffs are well measured.

If you like these formats, these “logs of happiness” and your jaw is solid like a rock then you should smoke it.

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

Best Buy

Nazione: Rep. Dominicana


By: La Aurora Cigars Co.


Manifattura: E. León Jimenes Tabacalera


Fascia: Ecuador Sumatra Sun Grown


Sottofascia: Corojo Dominicano – Valle del Cibao


Ripieno: Valle del Cibao (Rep. Dominicana), Brasile, Nicaragua e Perú


Formato: 58 x 4 – Short Robusto


Body: Medium to full


Euro: TBD


Sigari fumati 3