Intervista a Daniel Guerrero – El Viejo Continente

Intervista a Daniel Guerrero

Posted On 10/01/2021

Intervista by Alessandro Piazza

Durante il secondo lockdown ho avuto l’opportunità di fare una chiacchierata con Daniel Guerrero, titolare e Master Blender di El Vejo Continente. Abbiamo cominciato parlando della sua storia e di quella della sua azienda. Daniel mi ha raccontato di aver iniziato a lavorare nel mondo del tabacco oltre trent’anni fa in quanto la sua famiglia possedeva una delle tabaccherie più importanti di Barcellona. Suo padre importava tabacco dalle Isole Canarie per venderlo in Europa, in particolare in Olanda. Insomma, è entrato in questo business molto giovane.

DG: “Ho deciso di iniziare a produrre sigari per conto mio circa otto anni fa in Messico. Ho vissuto lì per due anni facendo avanti e indietro da Barcellona ogni due settimane. Durante un viaggio in Nicaragua ho scoperto e conosciuto differenti blend, foglie e coltivazioni: per me è stato incredibile perché ho trovato tutti i tipi di tabacco necessari per realizzare un ottimo blend e ho deciso di spostare lì la produzione, presso la Costa Factory. Dopo qualche tempo ci siamo trasferiti presso un’altra tabacalera dove siamo rimasti fino allo scorso dicembre quando abbiamo iniziato la nostra produzione ad Estelì. Non è una fabbrica molto grande, abbiamo 220 dipendenti; considera che le fabbriche più importanti ne hanno qualche migliaio. Sono molto felice perché produciamo da pochi anni e già vendiamo in 34 paesi; in questo momento i nostri mercati più importanti sono la Spagna e gli Stati Uniti e un passo alla volta stiamo crescendo anche in altri mercati.”

AP: “Immagino sia anche per questo che abbiate iniziato la produzione di sigari short filler oltre ai vostri premium…”

DG: “Esatto, perché il mercato richiede questo tipo di prodotti per il loro prezzo. C’è un impoverimento globale e questa ne è la conseguenza. Io non sono un appassionato di sigari short filler ma ricorda che questi sono fatti con i nostri tabacchi. Il nostro tabacco è fantastico, ha una buona combustione ed una buona fermentazione e lo usiamo per realizzare differenti blend per differenti target di mercato”

È stato curioso scoprire come i suoi sigari siano tra i più venduti in Svezia, in particolare la linea The Circus, a sua sensazione, probabilmente, anche per la maggior facilità di pronuncia rispetto alla “jota” di El Viejo Continente. Abbiamo ripreso a parlare della storia del suo brand che festeggia il suo primo lustro di attività e delle novità che ci possiamo aspettare.

DG: “El Viejo Continente è partita cinque anni fa e quindi stiamo presentando il Salomón Edicion 5 Años per celebrare il nostro anniversario. È un sigaro incredibile lungo 18 centimetri, che sarà distribuito in scatole da dieci e spero di presentarlo in Italia il prossimo anno.”

AP: “Hai anticipato la mia prossima domanda: ho visto su Instagram delle anteprime di questo sigaro celebrativo. Puoi darci qualche informazione in più sul blend? Puoi svelarci qualcosa?”

DG: “Il Salomón è 100% puro Nicaragua, con tabacchi che arrivano da Condega, Jalapa e Ometepe.”

AP: “Ometepe? Ottima scelta!”

DG: “Sì, per questo blend abbiamo deciso di utilizzare anche tabacco Ometepe! È un tabacco incredibile, molto costoso e difficile da trovare ma per questo Salomones volevamo qualcosa di speciale!”

AP: “Un sigaro di questo tipo merita di essere fatto con tabacchi speciali! Pensi di aggiungere nuovi formati o miscele alle tue linee standard?”

DG: “Beh, al momento abbiamo 28 diversi formati in produzione, il mio portfolio è molto grande. In Italia abbiamo solo 5 o 6 referenze ma negli altri paesi europei puoi trovare tutto il nostro vitolario. Il prossimo anno ci complicheremo le cose con l’uscita della linea 5 años che comprendereà il Salomones e forse un Robusto oppure un Toro ma, in realtà, credo che 28 tipologie di sigaro siano già sufficienti. Anche il Culebra che abbiamo fatto è stato un esperimento per il mercato spagnolo e statunitense, ed è andato sold out. A breve dovremmo ricevere un nuovo batch per la Spagna e sono praticamente già esauriti.”

AP: “Congratulazioni!”

DG: “Grazie, grazie davvero. Salomones, Lanceros, Culebras Robusto, Toro, Half Corona; abbiamo nel nostro portfolio una grande varietà di vitola che copre quasi tutte le esigenze del mercato”

Parlando di questo gli ho chiesto qualche informazione anche sugli short filler che ho avuto modo di provare recentemente e Daniel mi ha detto che sono 100% Nicaragua, realizzati con gli stessi tabacchi della loro produzione. Si tratta delle stesse foglie utilizzate per la linea Classic ma in versione short filler. Gli ho poi chiesto delle informazioni circa i sigari dedicati a Gaudì.

AP: “Ho letto una notizia interessante che ti riguarda, ovvero dell’incarico di realizzare un sigaro per il centesimo anniversario della scomparsa di Gaudì.”

DG: “Sono il CEO della Gaudì Cigars e sono un appassionato di architettura. Vivo a Barcellona e conosco molto bene il lavoro di Gaudì. L’esclusiva di questo progetto è stata acquistata da una ricca compagnia asiatica e sfortunatamente non sarà possibile trovare questi sigari in Europa ma solo in oriente.”

AP: “Ecco perché nonostante tutte le mie ricerche io non sia riuscito a trovare informazioni…” 

DG: “La storia di Antoni Gaudì è semplice, fumava tanti sigari, fino a 3 al giorno, principalmente spagnoli e filippini. Al momento sono l’unico produttore di sigari catalano e, quando sono entrato in contatto con la Fondazione Gaudì e mi hanno comunicato di essere interessati a questo progetto, mi hanno detto che ero la persona giusta proprio perché catalano, con le stesse origini e la stessa storia, ed ho accettato. Abbiamo studiato  a lungo un blend interessante e abbiamo speso molto tempo a disegnare la scatola che avrebbe dovuto contenere i sigari; l’Istituto Gaudì si è rivelato estremamente esigente per quanto concerne il design ed abbiamo realizzato un humidor grandioso. Tutti i pezzi realizzati sono gia stati venduti in Cina.

Insomma, un progetto estremamente esclusivo per cui saranno realizzate circa duemila scatole di Salomones e trecento o quattrocento di Robusto, praticamente nulla, quantitativi che in Cina dureranno meno di un mese

AP: “Peccato non poterli trovare in europa”

DG: È  un peccato anche per me perché saranno realmente impossibili da trovare. Anche se la prossima settimana sarò in Nicaragua e potrò provare dalla sala di invecchiamento alcuni di questi esclusivissimi sigari. Ma alla fine saranno introvabili.”

La discussione poi è tornata sulle prossime novità di El Viejo Continente e ne ho approfittato per chiedergli se ci siano in programma sigari fatti con foglie Cameroon

AP: “Recentemente mi sono innamorato dei sigari con wrapper Cameroon… pensi di usare questo tabacco in futuro?”

DG: “Amo i sigari con fascia Cameroon, ne ho fumati tanti! Ho fumato molte scatole di La Aurora Cameroon. Il tabacco Cameroon è molto costoso e difficile da reperire, soprattutto per una realtà piccola come la nostra. Certo, la nostra produzione è ok, facciamo circa 1 milione di pezzi all’anno, ma rimane un prodotto particolare a cui penseremo, e una delle prossime famiglie di sigari El Viejo Continente potrebbe essere con fascia Cameroon. A dirla tutta, in fabbrica abbiamo già alcuni campioni in maturazione e ci piacerebbe riuscire ad introdurre una nuova linea con questo tipo di tabacco; stiamo già facendo i nostri test per realizzare sigari con questa fascia… il problema non è solo riuscire a procurarsi il tabacco Cameroon, ma riuscire a sfruttarlo al meglio. Bisogna fare un buon blend per sfruttare bene questa fascia o eventualmente altri tabacchi, come anche il Kentucky, ma c’è bisogno di provare per trovare la giusta ricetta. La prossima settimana quando arriverò in fabbrica, avrò un sacco di compiti da fare (ride).”

In seguito mi ha detto che l’ultima volta che ha potuto visitare la fabbrica è stato a marzo poi, a causa della pandemia globale, per circa 9 mesi non ha potuto andare in Nicaragua e mi confessa di non vedere l’ora di poter partire perché ha bisogno di essere sul posto per avviare i nuovi progetti.

Visto che siamo finiti su quell’argomento mi sono collegato alla mia ultima domanda, legata al coronavirus.

AP: “Come questa pandemia ha influenzato il mercato?”

DG: “Beh, ovviamente la produzione continua e, sarò onesto, questo è stato l’anno migliore per la mia compagnia. È un vero peccato per quello che sta succedendo a livello sanitario ma, parlando di affari, questo è stato un anno eccezionale per il mondo del tabacco”, continuando “La gente è costretta a stare a casa e alcuni rivenditori on-line hanno notevolmente incrementato il loro volume d’affari. Neptune Cigars, che è il mio distributore negli Stati Uniti, da 8 mesi vende senza sosta via web alle persone costrette a rimanere a casa. Anche in Germania ed altri paesi europei la situazione è simile”. 

Questo purtroppo non è fattibile in Francia, Italia e Spagna, con la presenza dei monopoli non è possibile acquistare questo tipo di prodotti tramite e-commerce.”

Terminato il tempo a nostra disposizione ci salutiamo con la speranza di rivederci presto, magari proprio in fabbrica ad Estelì.

Un enorme ringraziamento a Daniel per il tempo che mi ha dedicato per questa intervista.

Written by Andrea Zambiasi

Facciamo Puff nasce per dare voce ad una passione che oramai coltivo da molto tempo, quella dei sigari. Non mi considero un esperto di sigari (etichetta che odio) ma un consumatore "attento" a cui piace condividere le sue esperienze emozionali con altri consumatori.

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