Il Natagheddon e la fumata di Natale

Written by Andrea Zambiasi

Fumatore seriale di sigari. Rascal inside!

Natale. Non che non ami questa festività ma ogni maledettissimo anno lui arriva e con lui di solito il rischio di esaurimento nervoso e/o schioppo delle coronarie. Perché direte voi?

Una delle risposte potrebbe essere che siamo geneticamente modificati, noi uomini, per essere… dei perfetti cazzoni avariati. Mai che si riesca a pianificare i regali, organizzare magari il pranzo e godersi l’atmosfera Natalizia che regna in questo periodo, non ce la facciamo, non è nel nostro DNA e non possiamo farci nulla se non arrenderci alla consapevolezza di essere… dei cazzoni avariati.

Non abbiamo scusanti perchè l’atmosfera Natalizia in questo mondo consumistico si sta perfino espandendo, lentamente ma inesorabilmente, come l’universo dopo il Big Bang. Si allarga, acquista sempre più spazio e tempo nei negozi e nelle vetrine in una sorta di gioco perverso a stimolare per primi la necessità consumistica dei regali e manca poco che ci ritroveremo a fine estate, ancora con le ciabatte infradito e i pantaloncini corti, a girare per le città ammirando incuriositi gli addobbi natalizi… ma noi non riusciamo a coglierla.

Tutti noi, non negate, ci ritroviamo sempre a dicembre con l’incombenza di trovare cosa regalare. Allora parte il “Natagheddon” che è una sorta di cataclisma, di apocalisse che ci vede frequentare i posti e i negozi più impensati alla spasmodica ricerca di qualche regalo magari “intelligente” e utile.

Chimera! Il risultato è che ci ritroviamo spesso in una trasumanza umana, freneticamente in movimento caotico. Cerchiamo di sopravvivere ma è come cercare di sorseggiare tranquillamente un drink durante un uragano sperando che non si rovesci. Fino a questo momento non potevate immaginare che:

  1. La popolazione della vostra città fosse così numericamente corposa
  2. Che un dato spazio potesse contenere così tante persone tutte assieme
  3. Che la speranza di trovare i regali che avevamo in mente è sì l’ultima a morire ma nemmeno si concretizza mai

Poco male, anno dopo anno sopravviviamo e ci godiamo comunque il Natale con la famiglia e con qualche amato sigaro. Anche la scelta della fumata celebrativa della festività ha un non so che di “perverso” perché tende sempre ad avere il sapore dell’unicità, della particolarità, della celebrazione a tutti i costi.

Non che sia sbagliato ma il Natale ha radici più profonde, vere e autentiche che hanno a che fare con l’amore, con la famiglia, con la celebrazione di valori più autentici e reali che poco hanno a che spartire per esempio con l’ostentazione. Godiamoci il momento, godiamoci la famiglia e godiamoci il sigaro che più amiamo non quello più “particolare” e magari costoso.

Nel web in molti si prodigano a suggerimenti fumosi più o meno validi, me compreso lo scorso anno, ma spesso hanno a che fare con gusti e valutazioni personali pertanto per questo Natale ecco il mio unico suggerimento: accendetevi il sigaro che amate di più, meglio se è un formato che non tolga troppo tempo alla vostra famiglia in una giornata speciale da dedicare anche a loro. Non ha nessuna importanza se non sarà unico, costoso o raro.

Vi starete chiedendo quale sarà il mio… ebbene mi accenderò un Alec Bradley Black Market Robusto. Buon Natale a tutti voi.

 

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