LA FUMATA

Apprezzare un’opera musicale non è difficile se riesce ad arrivare alla nostra anima. Suscita emozioni, ci fa venire la pelle d’oca, ci fa commuovere e tutte queste reazioni sono scatenate dalla melodia a patto che sia ben fatta e strutturata. Ma cos’è la melodia?

Nella teoria musicale la melodia è una catena di suoni differenti la cui struttura genera qualcosa di musicale con un suo senso compiuto. Fa parte delle componenti fondamentali del linguaggio musicale e, aggiungo io, ha una sua essenza positiva. Ergo un’accozzaglia di suoni destrutturati che perforano i timpani non è e non sarà mai melodia.

Fra le sue proprietà vi è quella di essere individuabile, riconoscibile all’interno della composizione o nel caso di struttura polifonica le melodie non devono confondersi fra loro. Fico eh? Sembro un professorone di teoria musicale, in realtà non ho capito una beata fava di quello che appena scritto. Sulla fiducia mi dò ragione e mi auto-complimento per la bella introduzione ma andiamo oltre.

Compatibilmente con le mie scarse competenze musicali so che la melodia, se ben strutturata e armonica ha valenza positiva, è piacevole e il suo ascolto dona piacere. La stessa cosa avviene in un sigaro, se la sua melodia aromatica è ben architettata e strutturata donerà piacere in chi fuma altrimenti è come tirarsi una martellata sui testicoli… meglio dimenticare!

L’Herrera Esteli Norteño Corona Extra della Drew Estate non fa parte, a mio personae giudizio, della schiera dei melodiosi. Nemmeno di quella della “martellata sui testicoli” però… è in una terra di mezzo dove “barcamenarsi” è la filosofia imperante.

La prima parte della fumata è confusionaria, somiglia ad una prova d’orchestra dove ogni elemento umano che la compone accorda individualmente il suo strumento. La risultante è un caos sonoro francamente poco piacevole da udire.

Herrera Esteli Norteno-CoronaExtraQualità positive ve ne sono come la sferzata meravigliosamente pepata in retroinalazione, le note decise di terra e spezie, la connotazione tostata di sottofondo e la spiccata dolcezza che sa esternare. Tutto però è poco legato, leggermente confuso e limitato nella sua espressione malgrado il fumo profumi di buonissima crosta di pane.

Lascia il palato asciutto e qua e là note metalliche e minerali disturbano l’equilibrio generale. Un equilibrio precario e ballerino di note di pelle, caffè, terra, pepe, caramello e spezie dolciastre stranissime come il melograno e il ribes nero, il tutto su un onnipresente fondo tostato. Molto buono per certi versi ma questo suo essere ballerino e confuso non lo rende al momento esattamente indimenticabile.

A incrinare ulteriormente la situazione la sensazione dry si acuisce e ne compare una amaricante su note vegetali e spezie stridenti che è anche peggiore della prima, allappando il palato. Un guazzabuglio aromatico dove non percepisco la melodia, la sua struttura espressiva piuttosto una monotona prova d’orchestra dove l’attesa per qualcosa di buono che verrà è l’unica consolazione.

Finalmente si sblocca, trova la sua strada e la sua melodia, si armonizza creando una struttura più coerente appoggiata a una nuova cremosità che comincia a carezzare il palato. Su una base sempre terrosa, caramellata e pepata si innestano note dolci che a me ricordano le caldarroste e si fa nettamente più gustoso e pastoso in bocca.

Si delineano sempre più nel dettaglio le note aromatiche, gli aromi e la componente tostata di fondo mentre una sensazione al pane imburrato accoglie e abbraccia il resto lasciando emergere una nuova nota alla nocciola. Da questo momento in poi e su questa esatta struttura arrivo alla fine della fumata, senza che nulla rinnovi o acuisca il mio interesse inficiato anche dalla scarsa permanenza post fumata.

IL VERDETTO – BUONO (GOOD)

good

Nutrivo enormi aspettative da questa linea, complice anche la fascia San Andrés maduro Messicana che amo molto, ampiamente disattese.

Forse è il formato o forse è l’esemplare da me fumato che non ha funzionato ma non ho possibilità di verifca, segnalo peraltro che le recensioni di questo sigaro negli USA lo dipingono sempre come una fumata al di sopra delle righe e di ogni sospetto, insomma secondo loro siamo nel campo dell’eccellenza.

Io posso solo affermare che non è cattivo in fumata ma nemmeno mi sento di definirlo molto buono, insomma una buona fumata dimenticabile.

MA CHI è COSTUI?

NICARAGUA | HERRERA ESTELI Norteño Corona Extra | 48 RG x 4 3/4″

Dal sito della Drew Estate – Introducing “Norteño by Willy Herrera”: This full bodied, Maduro expression is the first blend released from the Drew Estate factory since Herrera was named Master Blender in June, 2014.

Il blend dei Norteño prevede tabacchi invecchiati dalle regioni di Estelí e Jalapa in Nicaragua, un sottofascia speziato dall’Honduras e fascia maduro San Andrés Messicana.

 

By: Drew Estate


Manifattura: La Gran Fabrica Drew Estate


Fascia: San Andrés maduro Messico


Sottofascia: Honduras


Ripieno: Nicaragua (Estelí e Jalapa)


Body: Medium Full


Conservazione: 68% U.R.


Sigari fumati 1