Foglie da fascia Corojo | la genesi di un mito

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Posted On 15/10/2015

Al giorno d’oggi vi sono una miriade di foglie da fascia utilizzate per vestire i sigari premium, alcune più diffuse e/o pregiate di altre, ma nel mucchio ne esiste una che ha un retaggio storico non indifferente, la Corojo. Come mai? perchè questa foglia da fascia ha rivestito TUTTI i sigari cubani dal 1930 alla fine del 1990, per poi essere sostituita con altre sementi.

Da sempre sinonimo di aromaticità e complessità espressiva la fascia Corojo fu inizialmente sviluppata, intorno al 1930, da un certo Diego Rodriguez coltivatore Cubano della regione di Vuelta Abajo, una delle più pregiate. Una curiosità, il nome deriva dalla piantagione “Santa Ines del Corojo Vega”, meglio conosciuta come “El Corojo”, non lontana dalla cittadina di San Luis y Martinez in Pinar del Rio.

n.d.r. – Questa è la storia ufficiale ma non tutti sanno che, nel lontano 1876, un antenato di Jesus Fuego piantò le prime sementi di tabacco proprio nel terreno dove ora si trova la piantagione “El Corojo”, uno dei quattro piccoli appezzamenti di terreno della piantagione di Fuego si chiamava proprio “Corojo #1”. L’attuale produttore Jesus Fuego nacque presso “Corojo #1” e non è un caso che una delle sue linee più pregiate porti la dicitura “Gran Reserva Corojo #1”.

L’intento di Rodriguez era di produrre una fascia di qualità superiore e adatta a rivestire i più pregiati sigari cubani, così partì dal celeberrimo tabacco Criollo e, dopo una decina d’anni di sperimentazioni e incroci, arrivò a creare il Corojo. Una lunga e laboriosa genesi dunque, tutt’altro che semplice e scevra da complicanze. Una volta sviluppata la semente Rodriguez partì a coltivare il Corojo non alla luce diretta del sole ma coperto, come le fascie Connecticut, mediante teli che filtrassero la luce e il calore solare (tapado). Il risultato fu una pianta che produceva dalle 8 alle 9 coppie di foglie con venature sottili che una volta trattate assumevano una colorazione marrone scuro molto uniforme e connotazioni aromatiche dolci, speziate e pepate oltre a una spiccata morbidezza.

Il mito era nato. Da questo momento fino alla fine degli anni ’90 le foglie da fascia Corojo vestirono i migliori sigari Cubani.

Non è tutto oro quello che luccica però, infatti il tabacco Corojo si rivelò così delicato da essere molto soggetto alla terribile “muffa blu” e alla “Black shank”, altra terribile pestilenza del tabacco. Questa sua delicatezza ne decretò la morte assieme al suo genitore Criollo e dopo gli anni 90 queste sementi furono rimpiazzate da ibridi molto più resistenti e con caratteristiche qualitative a detta loro similari. Sigh!

Il primo del suo genere fu il famoso Habano 2000, ricavato da sementi Corojo e Bell 61-10, al tempo utilizzato per la fabbricazione delle sigarette cubane. L’Habano 2000, sebbene tuttora utilizzato in alcuni sigari, rivelò parecchie problematiche a livello di fermentazione e combustione tanto da relegarlo in un oblio da cui non si è più risollevato.

I suoi sostituti furono il Criollo ’98 e Corojo ’99, ibridi che si presume ricavati dalle ovvie sementi cubane e Connecticut. Il successo arrise a queste due varianti che restarono in auge fino al 2006 circa, il resto è storia dei nostri giorni…

Malgrado la scomparsa da Cuba il Corojo risorse nei caraibi con alcune varianti famose come quelle di Plasencia, uno dei più grandi coltivatori di tabacco del centro America. Plasencia sviluppò degli ibridi di Corojo e Criollo in Honduras e Nicaragua, molto più resistenti degli originali, che sono tuttora utilizzati nei suoi Plasencia Reserva Organica e coltivati senza pesticidi o sostanze chimiche. Il suo Hybrid Corojo non solo è estremamente resistente alla Black Shank, ma restituisce foglie più scure e aromatiche dei predecessori.

Altre celeberrime varianti definite “authentic” Cuban-seed Corojo e Criollo sono quelle della Camacho, che le utilizza dal 1960 circa. La famiglia Eiroa (ora non più collegata al brand) portò con se da Cuba sementi originali che piantò e perfezionò nella Jamastran Valley in Honduras, dove il terreno e il clima era più adatto a far crescere questi tabacchi. Le sementi che la famiglia si portò via da Cuba, udite udite, furono proprio acquistate a Daniel Rodriguez, nipote di Diego Rodriguez. Per questo motivo il tabacco Camacho è il più vicino, il più simile al tabacco originale figlio di un’epoca (pre-embargo) oramai passata. Trapiantate in Honduras queste sementi dimostrarono anche una maggiore e naturale resistenza alle pestilenze.

Molti altri produttori coltivano e/o utilizzano tabacco Corojo e Criollo, fra questi vi sono nomi altisonanti come La Aurora e la My Father ma posso anche fornirvi esempi pratici e acquistabili in Italia:

  • Don Pepin Garcia Original
  • La Aurora 1495 Series
  • Camacho Corojo e Criollo

La prossima volta che accendete un sigaro provate a chiedervi se nel blend vi sia un figlio o un nipote di questo tabacco, informatevi (non è difficile) perchè magari, dico solo magari, state fumando un pezzo di storia del tabacco che si credeva scomparso. A tutti coloro che fumano cubano invece, mettetevi l’anima in pace. I gloriosi sigari del passato non esistono più ne mai potranno tornare perchè il tabacco con cui erano realizzati è oramai introvabile a Cuba. Sorry.

Buone fumate a tutti voi.

n.d.r. – la piantagione El Corojo di Diego Rodriguez pare esista ancora e continua a produrre tabacco per i sigari cubani.

Written by Andrea Zambiasi

Facciamo Puff nasce per dare voce ad una passione che oramai coltivo da molto tempo, quella dei sigari. Non mi considero un esperto di sigari (etichetta che odio) ma un consumatore "attento" a cui piace condividere le sue esperienze emozionali con altri consumatori.

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