Venerdì 8 Aprile 2016 – Una mattinata spesa con la testa altrove, lavorando meccanicamente e sbirciando con frequenza esasperante l’orologio del computer. Mentalmente il conto alla rovescia era iniziato… meno 4 ore, meno tre, meno due, meno uno… pronti partenza e via!

Appuntamento con un evento esclusivo di presentazione nazionale del brand Dominicano La Aurora e della sua linea 107 alla stampa digitale, ovvero anche noi blogger, in quel di Cison di Valmarino (TV) a Castelbrando. Prevista la presenza di Facciamo Puff (io e Giuseppe), GustoTabacco, CigarsLover e la rivista Sigari della CCA.

L’evento sapientemente organizzato e orchestrato dal buon Enrico Della Pietà, brand Manager Davidoff Italia, prevedeva addirittura la ghiotta presenza di Gustavo Velayos, direttore marketing e vendite mondo de La Aurora, e del mitico Manuel Inoa, Master Blender del brand e co-artefice di quello che ci saremmo fumati.

Che dire ancora? Non stavo più nella pelle, mi sentivo come un bambino goloso in un negozio di caramelle a cui è stata data la libertà di assaggiare qualunque cosa.

Scatta l’ora X e a velocità Warp praticamente mi teletrasporto in quel di Mezzago do ad aspettarmi trovo Giuseppe con una sportina contenente un panino, una bottiglietta d’acqua e una banana per rifocillarmi. mitico Giuseppe.

Il viaggio prende forma e tra una chiacchiera e l’altra, autostrada e sfinenti statali con limiti assurdi arriviamo a Cison di Valmarino. Ora sull’invito la location era laconicamente contrassegnata dal nome Castelbrando, senza altre note aggiuntive, ma quello che di primo acchito sembrava un posto come tanti altri improvvisamente si rivela in tutta la sua esclusività e magnificenza.

Castelbrando è un castello arroccato su un promontorio che domina completamente la Valmareno ed è circondato dalle colline trevigiane, famose per i loro vini, ed è un meraviglioso e raffinato esempi di riqualificazione del patrimonio storico-artistico italiano nonchè uno dei più grandi castelli d’Europa trasformato in parte anche in albergo-museo.

Castelbrando

A stento ci riprendiamo dallo stupore e dal torpore del lungo viaggio, ma non abbiamo poi molto tempo a disposizione, l’evento comincerà fra meno di un’ora.

Check-in veloce e ci accompagnano nelle nostre stanze stile medievale. Veloce rinfrescata e con Giuseppe prendiamo una decisione strategica, ci cambiamo subito d’abito per essere così già pronti per la conferenza stampa e serata di gala e… aperitivo con un buon bianco frizzante. Siamo o non siamo in una zona famosa per i vini? Lo siamo, lo siamo.

Incontriamo lo staff ITA e chiacchieriamo impazienti in attesa dell’arrivo degli altri ospiti. Il tempo passa e a causa di ritardi subiti da alcuni ospiti l’inizio della serata viene posticipato. Hmmmm, tento il colpo gobbo e faccio chiedere ad Enrico Della Pietà se nel frattempo possiamo salire (sì ho detto proprio salire… una rampa di scale lunga quanto l’universo) a intrattenerci con lui, Gustavo Velayos e Manuel Inoa che nel frattempo stavano preparando il materiale e fumando allegramente.

Risposta? Sì, possiamo salire. Evvai. 1 a zero palla al centro.

Con un fiatone a mille arriviamo nel salone preposto alla serata e con un tuffo al cuore (non per le scale ma per l’emozione) facciamo subito la conoscenza di Gustavo e Manuel, in perfetto stile dandy dominicano, che ci fanno sentire subito a nostro agio come fossimo amici da sempre. Ecco uno degli aspetti più belli di questo mondo, la nostra passione accomuna e unisce indipendentemente dalla lingua e dalla cultura.

Gustavo-me-Manuel

Accompagnati da un sorprendentemente buono La Aurora 107 – 15 Minute Break (tonico, tostato, con spezie dolci e cacao amaro), scopriamo in anteprima la loro realtà aziendale, la loro storia e gli aneddoti scaturiti dalle mie mille e più domande che a raffica propino loro. Si riveleranno due persone meravigliose e disponibilissime con cui nasce subito un bellissimo feeling ed una complicità insperata.

Questi fantastici 30 minuti volano via, fra una risata e l’altra, alla velocità della luce e la serata comincia con la presentazione ufficiale de La Aurora.

Per la verità conosco da tempo il brand ed il suo 107 Corona è uno dei miei preferiti ma durante la conferenza stampa scopro molto di più.

La Aurora è un’impresa di origini familiari, la prima del suo genere nel paese, che ora rappresenta una delle eccellenze della Repubblica Dominicana ed è parte integrante della storia del tabacco di questo paese fin dal 1903, anno di fondazione.

Un’azienda fermamente e fieramente legata alle sue radici Dominicane, dalla tradizione centenaria ma che sa guardare anche al futuro con spirito di modernità e innovazione ma anche con impegno nel sociale, sia in casa propria che all’estero.

Il loro museo del tabacco ad esempio è una delle opere di cui il governo Dominicano va più fiero ed è perfino una delle visite del paese più consigliate da TripAdvisor. Ma non posso non menzionare anche il recentissimo “La Aurora Cigar Institute”, la prima istituzione accademica sui sigari a livello mondiale.

L’ente fa parte di un progetto chiamato La Aurora Cigar World, il cui obiettivo principale è creare profonda conoscenza nel campo dei sigari premium attraverso formazione e insegnamento, condotti per mano da professionisti riconosciuti di questo mondo, comunicando e diffondendo la cultura del tabacco Dominicano.

Parliamo ora di sigari.

Il loro portafoglio attuale è oserei dire aggressivo e imponente spaziando dai La Aurora Corojo, Cameroon, 107, 107 Maduro, 1495, 1903 Robusto e 1903 Doble Figurado, 100 Años, Puro Vintage ai Leon Jimenes Connecticut, Prestige, Doble Maduro, ai Family Reserve Fernando León e Guillermo León, La Auroa Untamed e Untamed Extreme per arrivare ai nuovissimi Black Lion Connecticut, Cameroon, Corojo e Maduro arrivando al mass market con gli Imperiales e Principes sia Natural che maduro, ma con tabacchi comunque invecchiati più di 4 anni, e altro ancora.

Conferenza-stampa

Scopriamo la loro vastissima copertura mondiale del brand ma anche con sorpresa che il comparto di vendite Europeo, con il 41%, per loro pesa più di quello Americano (37%) e che il loro portafoglio è complementare e sinergico con quello di Davidoff (e Camacho) che ne curerà infatti la distribuzione.

Sono felice. Felice che finalmente un marchio a me tanto caro abbia la giusta visibilità e possa ottenere i riconoscimenti che merita. Ricordo infatti, per chi non lo sapesse, che sono un centinaio i sigari di questo produttore che hanno ricevuto nel tempo rating internazionali superiori al “90”!

Ero così rapito dalla presentazione, dalle slide che scorrevano sullo schermo che ho dimenticato perfino di prendere boccate dal mio 107 ed il sigaro, che in effetti dovrebbe durare una ventina di minuti, sono riuscito a farlo durare quasi un’oretta. Niente male.
Ma le sorprese non finiscono qua. Ora comincia la parte pratico/degustativa. Io e Giuseppe ci scambiamo occhiate di intesa, non vediamo l’ora di scoprire cosa ci riserverà la serata.

La parola passa ora al mitico Manuel Inoa che ha alle spalle più di 33 anni di esperienza in questo settore. Nel 1996 La aurora lo sceglie come responsabile di processo e collaboratore di Don Fernando León, padre di Guillermo ed oggi, in qualità di direttore di produzione e responsabile nuovi progetti svolge un ruolo fondamentale di definizione e mantenimento dell’omogeneità delle miscele e dirige il processo di creazione di nuovi sigari.

Per conto de La Aurora viene spesso utilizzato anche per seminari su temi come blend e degustazione per permettere ai consumatori di tutto il mondo di conoscere più nel dettaglio il mondo variegato dei sigari premium. Oggi tocca a noi e per aiutarci in questa nuova esperienza viene consegnato un Training Kit nuovo fiammante a ciascuno di noi.

Nello stupendo cofanetto, anzi scrigno del tesoro ai miei occhi, vi è nel dettaglio:

  • DVD multimediale di Guillermo Leónaccendino Jet-Flame
  • taglierina doppia lama
  • 4 sigari “grado puro” numerati (dall’1 al 4)
  • 107 Short Robusto confezionato appositamente per noi con blend variato
  • 1 sigaro multifascia

Ma cosa sono i sigari di grado puro? Sono sigari costruiti interamente con un’unica tipologia di tabacco e precisamente con uno dei tabacchi del blend dei La aurora Preferido Emerald (per noi è diventato un 107 ibrido) che è costituito da fascia Ecuador Sumatra, sottofascia Corojo Cibao Valley e ripieno Cibao Valley, Brasile, Nicaragua e Perù.

Il grado puro #1 era costruito quindi interamente di tabacco Seco dal Perù, il #2 con Viso Matafina Bahia dal Brasile, il #3 con Ligero Nicaragua Estelì e il #4 con Corojo Ligero dalla Cibao Valley Rep. Dominicana.

Di ognuno abbiamo analizzato l’apporto aromatico e le sue macro caratteristiche sensoriali alle volte nemmeno tanto piacevoli peraltro descritte, ho scoperto, nel libretto allegato al DVD. Alla fine assaporiamo il sigaro realizzato con tutti questi tabacchi miscelati creando il blend definitivo che caratterizzerà la fumata finale ma in cui, a questo punto, riusciamo a riconoscere e percepire le influenze dei singoli tabacchi (o quasi…).

Istruttivo è dire poco e senza voler peccare di presunzione o atteggiarsi a novello master blender trovo che simili esperienze, in un modo o nell’altro, elevino sempre e comunque le nostre conoscenze del tabacco e ci aiutino a comprendere meglio un prodotto che non è certo di facile comprensione, il sigaro premium.

Il sigaro multifascia invece ci è servito, malgrado lo si sia fumato giorni dopo a casa propria, a capire quanto una “semplice” foglia da fascia possa apportare ad un sigaro e cambiarlo drasticamente durante la fumata. In questo specialissimo sigaro vi era una primissima parte con solo sottofascia e ripieno di un test blend passando poi attraverso una fascia Connecticut, Cameroon, Ecuador Sumatra, Brasile, Connecticut Broadleaf ed infine Corojo e tutto in un unico sigaro. Spettacolo! E bravi La Aurora e ITA per averci offerto la possibilità di sperimentarlo.

Torniamo all’evento.

Posaceneri stracolmi di mozziconi e mezzi sigari ed un ambiente oramai simile ai nebbioni novembrini segnano la fine della sessine pratica. A malincuore devo abbandonare il mio 107 Short Robusto ibrido a metà nel posacenere perchè è tempo di… aperitivo e seguente cena di gala riveriti e serviti.

Al di là della squisita ospitalità di Enrico e del suo staff, della meravigliosa e lussuosa ambientazione, quello che ha caratterizzato realmente la serata è stata l’atmosfera di complicità, giovialità (il vino aiuta) e fratellanza che ha permeato tutta la serata fra racconti di vita vissuta, esperienze e aneddoti su una famiglia e un brand con cui si potrebbe scrivere un intero libro.

Non solo di storia del tabacco ma anche di umanità, cultura, conoscenza e perfino aneddoti umoristici in cui ho percepito le grandi qualità e doti che hanno reso celebri personaggi come i León, padre e figlio.

Ve ne racconto uno dei tanti.

Un giorno arriva alla manifattura La Aurora, quando Don Fernando era ancora in vita e curava personalmente l’acquisto dei tabacchi, un contadino con una partita di tabacco.

Esaminando il tabacco Don Fernando porta una delle tante foglie al naso e poi guardando il contadino esclama: hmmmm, intorno al tuo campo vi sono piante di limoni, non va bene.

Il contadino guarda Don Fernando basito e sommessamente biascica: Don Fernando è vero, ma come fa a saperlo?
Don Fernando serafico: ne sento l’odore nelle tue foglie di tabacco.

Io ho visualizzato mentalmente la scena e mi sono cappottato dal ridere ma mi sono anche demoralizzato perche le sue capacità olfattive rendono le mie infime a tal punto da farmi imbarazzare.

Beh, lasciamo perdere, meglio godersi la serata.

Serata che prosegue con un dopo cena innaffiato da uno speciale Rum La Aurora 110° Anniversario in tiratura limitata di sole 3000 bottiglie annue, strepitosamente buono, accompagnandolo con un meraviglioso 107 Corona e tante, proprio tante chiacchiere.

Alla fine a parte l’aver letteralmente svaporato la bottiglia di Rum, con il beneplacito degli organizzatori, di Gustavo e Manuel, abbiamo vissuto un’esperienza meravigliosa e unica nel suo genere.

107-Corona-Rum-110anniversario

Ho avuto il piacere di conoscere personalmente dei grandissimi personaggi che hanno rafforzato, se mai ve ne fosse stato bisogno, il legame che ho sempre avuto con questo brand e con un sigaro, il 107 Corona, che amo da lungo tempo e di cui ho fatto scoprire le doti ad alcuni dei presenti. Quando mi sono infine coricato sul letto a baldacchino, oramai a notte inoltrata, mi sono spento all’istante felice come non mai.

Felice per la nuova sinergia fra la Italiana International Tobacco Agency e La Aurora ma in particolar modo felice per il semplice ed egoistico fatto che, a breve, me li potrò fumare a piacimento e ad un prezzo assolutamente concorrenziale.

Complimenti a Enrico Della Pietà, a Gustavo Velayos e a Manuel Inoa.