Gli Enclave sono una linea di A.J. Fernandez davvero atipica e fuori dagli schemi a cominciare dalla fascetta raffigurante un indiano a cavallo. Sì proprio un indiano.

Su wikipedia se cerco il termine Enclave compare questa definizione di geografia politica: una regione interamente compresa all’interno di uno Stato, che però appartiene ed è governata da un altro Paese. Fatico a collegare il tutto a un sigaro figuriamoci all’indiano con il copricapo piumato che compare in bella vista nell’anilla.

Alle volte i produttori dovrebbero fornire a noi comuni mortali e consumatori un “bigino” con la spiega di cosa diavolo vogliano comunicarci, perchè alle volte la cosa è davvero encriptica. Poco male perchè alla in fine non devo fumarmi un concetto astratto ma semplicemente un sigaro fatto di tabacco.

Secondo Fernandez comunque i nativi americani sono tra i primi scopritori e consumatori del tabacco, utilizzato anticamente da sciamani e guaritori a scopo rituale e religioso. Ahhhh, ora ci siamo, ecco qualcosa che riesco a comprendere.

Intanto da irriverente quale sono mi immagino Toro Seduto offrire questo sigaro a una giubba blu: “questo essere sigaro di pace, tu fumare e noi amici, se non fumare io faccio te scalpo. Essere sigaro di Nicaragua mica di tua schifosa terra e miei sigari no avere bicio”.

Ironia a parte a crudo il sigaro rilascia notevoli note di cacao e caramella alla frutta. Proprio caramella gommosa alla frutta ed è una cosa mai provata prima e davvero sorprendente.

Da acceso invece parte su note eleganti di legno, cacao, nocciola tostata, cannella, un sottofondo di terra con uno zic di pelle e spezie dolci. Niente male come fumata della pace.

Le spezie cominciano a giocare con i sensi in un mondo fumoso ovattato e morbido, con quel tanto che basta di pepe al naso da tenere desta l’attenzione. Una discreta cremosità comincia a permeare la fumata ma ho come l’impressione che la sua espressività sia trattenuta, stemperata in una texture globale da cui sembra debba emergere da un momento all’altro. Sperem.

Indubbiamente questo Enclave Robusto è una fumata rilassante e per nulla difficile da interpretare e questa sua caratteristica sembrerebbe essere anche il suo maggior pregio. Però pare si congeli, si immobilizzi troppo su questa posizione da cui sembra non voglia allontanarsi mai e cacchio comincio a pensare che dovevo portarmi qualcosa da leggere per passare il tempo. Guardo Toro Seduto e noto che si è addormentato!

Improvvisamente sembra svegliarsi dal suo torpore e comincia a pompare sulle note aromatiche. Entrano note di pane, cannella e resina in sottofondo. L’ascia di guerra è dissotterrata e si comincia a ragionare, peccato però che la prima parte della fumata sia svanita in un amen e mi ritrovi già nella parte centrale della fumata. Vediamo il lato positivo, meglio tardi che mai come diceva sempre mia nonna.

A compensare la debacle il sigaro possiede una morbidezza e un bilanciamento solidi come una roccia.

Boccata dopo boccata entro nel mio parco giochi personale. Malto, caramello e una decisa nota tostata cambiano il mio orizzonte, tutto diventa più corposo, più maschio grazie a una nota di pelle ora evidentissima. Si accendono le giostre e comincio a divertirmi.

Si fa strada il cioccolato, il caffè e l’intensità di corpo raggiunge il suo apice massimo annunciando l’ingresso in quella che è a tutti gli effetti l’ultima parte della fumata. Comincio ad accusare anche un leggero stordimento da nicotina.

Non ho più il fisico di una volta…

Il finale è roboante e intenso, tutto giocato sulle spezie, sul caffè e su note tostate. Ora questo Enclave robusto sa davvero farsi amare e farsi perdonare una prima parte di fumata un po’ troppo sottotono.

A voi il giudizio finale…

Nicaragua

Nicaragua

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)
  • Medium full

Ring Gauge

Pollici

MANIFATTURA - FACTORY

Tabacalera Fernandez

FASCIA - WRAPPER

Ecuador Habano Rosado

SOTTOFASCIA - BINDER

Africa Cameroon

RIPIENO - FILLER

Nicaragua

Se ti è piaciuto questo post gentilmente condividilo utilizzando i pulsanti sottostanti. Condividere non è un’operazione da cervelloni dell’MIT, non ti porterà via troppo tempo, è sicuramente facile e non ti costa nulla ma certamente mi aiuterà a crescere.

If you enjoyed this post please share it using the buttons below. Sharing doesn’t require an MIT brain, it’s fast, easy and free but it help me to grow my audience.

Pin It on Pinterest