Mi considero da sempre una persona attenta, uno che si documenta e si guarda intorno specialmente nel mondo dei sigari. Alle volte però non basta anche l’universo produttivo è talmente da somigliare alla Galassia Sombrero (M 104), delle dimensioni di 800 miliardi di Soli. La Rep. Dominicana è un sotto universo altrettanto vasto, al suo interno sinceramente le eccellenze si sprecano ma devo confidarvi che una di queste, la E.P. Carrillo, l’ho sempre trascurata.

Mea culpa, ma quando pensavo di effettuare dei test sui suoi prodotti subentrava sempre qualcosa che spostava la mia attenzione altrove. Non è colpa mia dicono tutti, ma nel mio caso è anche vero però rimedio perché ho giusto un esemplare (sì purtroppo solamente uno) di Seleccion Oscuro Piramides Royal.

Questa linea, la Seleccion Oscuro, vede la luce nel 2015 e l’anno successivo si porta subito a casa un bel collpaccio, il #4 posto nella Top 25 Cigars of the Year 2016 di Cigar Aficionado con il Piramides Royal ed un notevole rating di 94. Su Cigar Journal invece si porta a casa uno scarso 88. Ma porca… Un sigaro non può essere una stra eccellenza e contemporaneamente una mediocrità, mettetevi d’accordo per la miseria.

Come tutto il portafoglio Carrillo anche lei ha subito recentemente un restyling estetico e nella nuova ristrutturazione produttiva fa ora parte del comparto denominato Elite, quasi nel top di gamma.

A crudo rispecchia onestamente questo suo pedigree con intense note di frutta secca dolce e anche di carruba. Non appena acceso avviluppa il palato con un fumo denso che rilascia una notevole dose di cremosità e sfumature dolciastre piacevolissime.

In retroinalazione un pepe deciso ma elegante stimola il naso e sfumature speziate completano l’insieme dipingendo un quadro di assoluto piacere. Stupisce anche la lunga permanenza al palato dei sapori, in special modo delle note dolci e fruttate e del cacao.

Intenso lo è già ma non è per nulla invadente o soverchiante, anzi si sta rivelando una fumata al momento morbida, vellutata e suadente su una base di eleganti note di legno e delle sopra citate note dolci.

Niente male come biglietto da visita, sono sincero ma vediamo come prosegue.

Le note dolci di frutta e quelle speziate si strutturano in qualcosa di più complesso, difficile anche da delineare ma che intriga e stimola i sensi. Perfino la base che sembrava classica e legnosa sembra acquisire profondità e complessità. Ora capisco perchè sia uno dei preferiti di José Blanco!

Unica pecca è la combustione non esattamente scevra di difetti. Poco male però perché non disturba più di tanto, al momento bastano piccole correzioni per riportare tutto alla normalità.

Avvicinandomi alla parte centrale questo Piramides Royal si fa più maschio, denso e tostato, come da copione per una fascia maduro San Andrés. L’equilibrio tra note dolci e speziate comincia però a incrinarsi un poco e queste ultime prendono il sopravvento, abbassando a mio avviso una piacevolezza globale di alto livello.

Perde lievemente anche la dolcezza globale e la cremosità di fondo, ma attenzione sono peccati veniali e di poco conto che non sminuiscono realmente la qualità di questo oscuro Piramides Royal.

A boccate leggere l’universo ammaliante e dolce di questo sigaro esce in tutta la sua opulenza e magnificenza, facendomi ricredere sulla valutazione di Cigar Journal, a questo punto per nulla centrata ma potrei ricredermi più avanti…

Forse sono di parte perché amo la fascia San Andrés ma quello che sto fumando è un’ottima realizzazione, non perfetta ma di assoluto pregio e godimento.

Verso la fine della parte centrale tende ad asciugare un po’ il palato, ma non è così avvertibile come si potrebbe pensare. Ora però la dolcezza è lieve in sottofondo ed entro nel regno delle spezie, del caramello e delle note tostate ora decise e intense.

Mi mancano però le sensazioni affascinanti degli inizi, le sue coccole seducenti ma anche questa sua nuova espressività ha una sua ragion d’essere e va accettata non essendo un difetto. Entra in una fase di stanca e la sua espressività si appanna, perde la sensualità e complessità che prima possedeva e che tanto intrigava.

Avete presente quando cala la libido e le emozioni in un amplesso? Ecco la sensazione è la stessa e non ha a che fare con sbilanciamenti o disequilibri.

Su queste premesse e senza ulteriori sorprese si snocciola tutta la parte finale della fumata, parte che contribuisce pesantemente, mi duole dirlo, ad abbassare la valutazione globale della fumata che non arriva neanche lontanamente all’eccellenza.

Alla fine? Che dire… Cigar Journal aveva ragione! Cigar Aficionado invece dovrebbe tornare ai banchi di scuola per comprendere a fondo come dovrebbe essere una super eccellenza. Spezzo però una lancia a favore del sigaro, l’esemplare da me fumato era in un sampler dato ad un evento e francamente non mi è dato sapere se la conservazione è stata ottimale.

Che fare allora? Che diamine, me ne procuro altri da fumare e nel caso rivedrò la recensione nella valutazione.

Rep-Dominicana

Rep. Dominicana

IL VERDETTO - BUONO (GOOD)

BUONO

MEDIUM-FULL

MEDIUM-FULL

RING GAUGE 52

LUNGHEZZA (inch)

MANIFATTURA - FACTORY

Tabacalera La Alianza

FASCIA - WRAPPER

San Andrés Oscuro Messico

SOTTOFASCIA - BINDER

Ecuador

RIPIENO - FILLER

Nicaragua

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