Ogni appassionato che si rispetti dovrebbe conoscere il marchio Dunhill, non perchè sia un riferimento assoluto per qualità, diffusione o fate vobis ma perchè è stato inequivocabilmente parte della storia del tabacco e dei sigari.

Nel 1907 venne aperto il primo negozio Alfred Dunhill, in Duke Street a Londra, la cui attività era allora strettamente connessa a numerosi contratti con i produttori Cubani, ed il negozio era frequentato da personalità famose come Winston Churchill e il Re Giorgio VI.

Stikazzi viene da esclamare, ma purtroppo il blasone dei tempi passati e dei suoi sigari cubani e non è oramai sfumato nel limbo della dimenticanza. Molta acqua è passata sotto i ponti ed oggi dietro ai sigari Dunhill non vi è più la famiglia Dunhill, ma una ciclopica entità il cui nome è General Cigar Company.

Dopo l’acquisizione del marchio la stessa General Cigar Company ha cercato di mantenere il fascino di questo nome storico ma anche di modernizzarlo e la nuova linea 1907 infatti ne è la risposta.

Nascono per commemorare le origini del marchio e ovviamente la data di apertura del loro primo negozio a Londra, ma sono anche uno stacco netto rispetto al passato Dominicano fatto di sigari leggerini e old style. Un Dunhill atipico quindi, vista la moda imperante dei full-body.

In questo caso siamo al cospetto di un sigaro medium body, assolutamente non affaticante, con un’espressività su base legno, gentile ed elegante ed un moderno blend multinazione.

Pur non amando pazzamente il comparto General Cigar in generale, devo ammettere che questo 1907 sorprende e non poco, specialmente a crudo. Insospettabili note di pelle, stallatico, terra umida e lieve spezie sono chiaramente percepibili prima dell’accensione, e lascerebbero presagire una fumata molto più bold di quanto in realtà non sia.

La partenza infatti è leggiadra, quasi sonnacchiosa su eleganti note di terra, pelle decisa, legno di cedro e lievi spezie con cacao e noce a completare un quadro d’insieme particolare e diverso al tempo stesso. Lontano dai gusti odierni che privilegiano sigari piega ginocchia piuttosto che qualità come eleganza e armonia.

Intendiamoci non è sbagliato uno o l’altro concetto, sono semplicemente diverse interpretazioni rivolte a famiglie di fumatori molto differenti fra loro.

Così accendendo questo 1907 ci si rende subito conto di come la fumata sia diversa e lontana dallo stereotipo dei sigari oggi sviluppati. Perfino nel pepe bianco che stimola la cavità nasali ma sfuma subito con una delicatezza che sorprende.

Strutturandosi subentra qualcosa che somiglia a frutta secca ma globalmente questo inizio di fumata ha nelle note di legno, di pelle ed in una sfumatura erbacea le sue dominanti principali. Nel sottofondo però una piacevole nuance al tè nero varia l’insieme.

Un sigaro al momento medio leggero, che però possiede una avvertibile signorile eleganza. Non di quelle ostentate da cafone arricchito piuttosto i suoi modi e la sua espressività lasciano trasparire un retaggio nobile di antica tradizione.

In soldoni a coloro a cui piacciono i sigari “piega ginocchia” farà cacare, mentre a coloro che cercano eleganza e una certa raffinatezza espressiva dovrebbe invece piacere o perlomeno a me piace.

Raggiunto il regime di crociera la texture si amalgama completamente e non avverto più delle reali dominanti nel fumo, peraltro profumatissimo, piuttosto un morbido mix dove ogni singolo elemento è ben dosato e non prevarica gli altri.

Quando la componente pepe ad un certo momento svanisce si aprono i cancelli della dolcezza che abbraccia le note di cacao, spezie, caffè e una punta di anice. Nulla di trascendentale per certi versi ma davvero piacevole specialmente nel fumo sempre profumato che ora odora di curry.

Legno e erbe aromatiche caratterizzano invece la parte centrale che si consuma sorniona senza grosse varianti sensoriali eccetto la dolcezza che sfuma in sottofondo ed un rinnovato sentore di caffè a corroborare la fumata.

Una placida crociera nel mare quieto dei nostri sensi e, riflettendoci bene, spesso non ho bisogno di sberle bold ma semplicemente di relax e delicatezza ed in questo il Dunhill 1907 è davvero portato, aiutato indubbiamente dalle fragranze profumatissime del suo fumo.

Il finale, pur caricandosi notevolmente, è all’insegna delle spezie e di leggero caffè tostato mentre la dolcezza, ora al sapore di cacao, fa capolino ogni tanto dal sottofondo.

Confrontato con i tradizionali Dunhill Dominicani ne conserva l’eleganza, ma ha decisamente più verve ed è allineato ai gusti odierni in materia di sigari. Dulcis in fundo, cosa di non poco conto, spunta anche un prezzo decisamente ragionevole.

EN REVIEW

Any cigar aficionado should know the Dunhill brand, not because it is an absolute reference for quality, spread or something else but because it’s clearly part of the history of tobacco and cigars in general.

On 1907 Alfred Dunhill opened his first store in Duke Street, London, and his activity was closely linked to numerous contracts with Cuban producers. Thanks to them the shop was frequented by famous personalities like Winston Churchill and King George VI.

Huh, nothing bad, isn’t it?

Unfortunately the glory of the past based on his Cuban’s cigars faded into the limbo of oblivion. A lot of water has passed under the bridges so now behind the Dunhill cigars there’s not the Dunhill family, but a mammoth entity whose name is General Cigar Company.

After the acquisition, the General Cigar Company has tried to maintain the charm of this historical name but also to modernize it, and the new 1907 line is the answer.

This line born to commemorate the origins of the brand and of course the opening of their first store in London, but they are also a break with the past where Dominican cigars usually had an old style lightness. An atypical Dunhill in a world where prevailing the full-body fashion.

Here I’m getting a medium body cigar, absolutely fatigue-free, with a wood-based expressiveness, gentle, elegant and with a modern multination blend.

Overall the General Cigar products hardly drive me crazy, but I have to admit that this 1907 surprised me expecially on pre-light contact. Unexpected notes of leather, manure, damp earth and mild spices are readily detected and would suggest a far more bold smoke than it actually is.

The start is in fact graceful, almost sleepy on elegant notes of earth, leather, cedar and mild spices with cocoa and walnut to complete an unusual texture. Far from today’s tastes which favor “bend knees” cigars rather than qualities such as elegance and harmony.

I’m not saying that the one or the other concept is wrong, they are different interpretations addressed to a very different families of smokers.

Time to get back on topic and light it.

This 1907 is really different and far from the stereotype of today’s cigars, even in the white pepper which lash my nose but blurs immediately with a delicacy that’s surprised me.

Keeping on smoking it gets something that taste like dried fruit but overall this smoke has in the notes of wood, leather and vegetal nuance its main components. However in the background a nice touch of black tea varies the landscape.

Right now a medium light cigar with a noticeable elegance. Not flaunted like an enriched boor rather shown through a nobility of ancient tradition.

Reached the cruising speed the texture is fully blended and I no longer feel every single component into the smoke, rather a smooth mix where every single element is well balanced and not prevails the others.

When the pepper fade away the cigar open the gates of sweetness, which embraces the notes of cocoa, spices, coffee and a hint of anise. Nothing unbelievable but very pleasant especially in the scented smoke which now smells like curry.

Wood and herbal notes characterize the central part that passes without much change except for the sweetness that fades in the background and a renewed hint of coffee which enhance the smoke.

A peaceful cruise on the quiet sea of our senses and, to be honest, often I do not need a bold slap just relax and in this role the Dunhill 1907 is a winner helped without doubt by the fragrances of its smoke.

The final part grew in strenght and is the realm of spices and light roasted coffee while the sweetness, now with cocoa flavor, jump out from the background.

Compared with the traditional Dominican Dunhill, it retains the elegance but has much more verve and is better aligned with today’s tastes on cigars. Last but not least it also has a very reasonable price.

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

Nazione: Rep. Dominicana


By: General Cigar Co.


Manifattura: General Cigar Dominicana


Fascia: Honduras Olancho Viso


Sottofascia: Olor Rep. Dominicana


Ripieno: Brasile, Olor e Piloto Rep. Dominicana


Formato: 52 x 5 – Robusto


Body: Medium


Euro: 7,50


Sigari fumati 2

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