Non ho mai realmente amato le edizioni limitate, forse per il mio trascorso di fumatore di sigari Cubani dove le EL erano e sono a mio giudizio uno specchietto per allodole, un’operazione di marketing il cui senso mi sfugge e che devia gli sforzi di miglioramento dalla produzione normale a progetti speciali. Ergo vorrei che investissero i loro sforzi dove serve e non dove NON serve…

La vera verità però è che non le amo in generale per il semplice motivo che se mi imbatto in sigari che mi piacciono da impazzire devo poi convivere con l’amarezza e la certezza di non potermeli godere a lungo perchè… perchè ad un certo punto finiranno, porca troia!

Molti di voi direbbero che è sempre meglio provarli piuttosto che perdere l’occasione di fumarli ma io, che cranioleso sono, non riesco ad accettare la cosa e quindi spessissimo accantono a priori l’idea.

Fortunatamente in soccorso arrivano gli amici come Giuseppe Stucchi che invece non ha “pippe” mentali come il sottoscritto, compensando la mia mancanza con una notevole dose di curiosità e voglia di provare che… è contagiosa per la miseria.

Accadde così che il boss Giuseppe durante uno dei suoi colpacci in tabaccheria viene in possesso dei Davidoff Year of the Monkey LE 2016, di cui mi invia una foto e relativo invito (in qualità di palo della Gang) a provarli.

Che fare? tic, tac… tic,tac… il tempo passa… ma per piacere! Ovviamente ho accettato l’invito anche perchè questo sigaro, questa edizione limitata, celebra il 2016 seguendo sì il calendario Cinese ma anche Facciamo Puff.

Come scusa? direte voi. Ora spiego. Il nome di questa EL è: Anno della Scimmia ergo (date una scorsa al logo del portale) celebra anche Facciamo Puff. Pensare che per sviluppare questo sigaro commemorativo non ho speso nemmeno un euro, che culo. Oddio a dirla tutta il buon Giuseppe li ha spesi eccome per la miseria!

Il biglietto per il paradiso infatti costa la bellezza di 35 Euro, che non sono affatto pochi, ma non voglio entrare nella solita polemica se sia o meno giustificato. Quello che so per certo è che realizzare certe edizioni limitate significa pianificarle decadi prima, significa stoccare le migliori partite di tabacco e accantonarle per poi lavorarle al meglio in funzione del progetto. Tutto questo e altro ancora non è e non sarà mai alla portata di tutte le aziende e richiede ingenti investimenti e immobilizzazione di denaro sonante sotto forma di pile di tabacco.

Un primo assaggio di quanto raccontato prima e della qualità delle materie prime lo avverto a crudo sotto forma di opulenti note aromatiche. Pelle, spezie, legno, fichi secchi e tanto, tanto pepe che sfrigola sulla labbra quando appoggiamo il sigaro per prendere boccate. Un’unanime esclamazione rompe il religioso silenzio e la quiete della notte: Minchia Papà!

Whammo. La partenza è alla “Fast & Furious” con il gas a tavoletta ed un pepe che sferza in retroinalazione con un’intensità inimmaginabile ma resta elegantissimo in puro stile Davidoff.

Complesse note di legno antico arricchiscono la sua espressività assieme a una lieve sfumatura tostata, al caramello e alle spezie, tante spezie. Si struttura ben presto su una straordinaria morbidezza su cui si apre la dolcezza alle venature di pan biscotto, intensa nocciola, mandorla e cardamomo.

Un’espressività davvero molto particolare, del resto come mai dovrebbe essere una edizione limitata unica nel suo genere? Questa coniuga perfettamente l’anima mascolina data dal pepe e dalle spezie a quella femminile della dolcezza, un’animo Yin e Yang insomma.

Al progredire della fumata la sfumatura tostata si attenua mentre la dolcezza di frutta secca si inerpica a gran passi verso la vetta del puro piacere. Definire il fumo profumatissimo non rende affatto giustizia a quanto io e Giuseppe stiamo avvertendo, ogni voluta biancastra porta con se note floreali e di spezie esotiche di una piacevolezza unica.

Triplo carpiato con avvitamento.

Una fumata a livello palatale complessa e vellutatissima, con una nuova e intrigante punta di caffè. In bocca rimane il sapore della polpa di noce verde con sfumature alle volte fruttate, altre speziate e caramellate. Spettacolo.

Ora raccontare nel dettaglio quanto riesco a percepire risulterebbe troppo lungo, sto scrivendo pagine e pagine di annotazioni in preda a una furia creativa diretta conseguenza della bontà di questo Davidoff Year of the Monkey. Cercherò di riassumere il tutto.

Dalla partenza improntata su note di legno e spezie vira verso una fumata più maschia, sempre speziata ma terrosa permeata fin dagli albori da un mirabile gioco sensoriale che apporta ventate aromatiche sempre diverse come punte di liquirizia, innumerevoli sfumature dolci, note balamiche e tanto altro ancora.

La dolcezza a dire la verità è una delle sue caratteristiche principali, che non cambia mai ed è onnipresente pervadendo ogni boccata presa da questo sigaro. Non gioca sulla forza ma sull’intensità espressiva, sull’eleganza, sulla morbidezza e sulla dolcezza appunto.

Una “signor” prima parte di fumata che non passa inosservata, decisa nella sua intensità aromatica ma anche sottile nelle sue nouance espressive per poi esplodere in una mirabolante dicotomia su toni agrumati al palato e caffelatte speziato nel fumo. Semplicemente una meraviglia palatale e olfattiva.

Dagli inizi l’intensità di corpo continua a crescere incessantemente e approssimandoci alla parte centrale restiamo stupefatti, se mai ve ne fosse bisogno, per un deciso arricchimento di aromi e sapori che a Giuseppe ricordano la farina di castagne, la liquirizia e la torba con un particolare effetto alcolico in sottofondo.

Io più che altro mi ritrovo, come un bambinone, a pescare in una confezione di caramelle gommose assortite Haribo. Ogni caramella che metto in bocca è una goduria sempre diversa e piacevolissima. Mi diverto in questa fase della fumata e mi abbandono senza remore al piacere che pervade ogni fibra del mio essere godendo con la retroinalazione splendidamente pepata.

Anno della Pantera, altro che Scimmia, il Davidoff Year of the Monkey ora sfodera gli artigli. La parte centrale è decisamente più maschia e intensa della precedente, con un fumo denso e quasi masticabile che riempie la bocca.

Siamo saliti sull’ottovolante della goduria perchè da questo momento succede di tutto e di più. Mamma mia! In questo preciso momento mi rendo conto di cosa ci sia dietro un simile costo, tabacchi iperselezionati e un blend che riesce a valorizzarli, rendendo l’esperienza fumosa un viaggio nel piacere più puro.

Pelle e terra emergono prepotenti dal sottofondo alle spezie pungenti e balsamiche mentre la dolcezza diffusa diviene un trionfo di zabaglione con il marsala. Il fumo lascia la bocca fresca ma con un leggero strascico amaricante buonissimo. Entriamo nella fase più full-body, caleidoscopica e buona della fumata, anzi stra-buona tanto che ci tratteniamo a fatica dal tirare boccate a mo’ di pompe idrovore.

Bilanciatissimo nella sua meccanica di fumata, non perde un colpo, ed una componente di cacao permane a lungo sul palato tanto che ci sfrego spesso la lingua cercando di assaporare perfino le più piccole sfumature di piacere.

Verso la parte finale il pepe quasi scompare pur restando presente in retroinalazione, perfino le spezie e la dolcezza si attenuano. Si entra in un mondo torbato, caratterizzato dal cacao e dal caffè che danno alla fumata una nuova e diversa interpretazione. Una chiusura piacevolissima dopo l’orgia dolce delle parti precedenti.

Malgrado emergano note caramellate e di liquirizia ed il fumo profumi di biscotti appena sfornati, globalmente è un trionfo di caffè espresso, ma di quelli buoni, veramente buoni per cui viene voglia di raccogliere con il cucchiaino la cremina che resta sul fondo della tazzina e mi accorgo che mi stanno realmente scottando le dita…

Davidoff Year of the Monkey LE 2016

ENGLISH REVIEW

It’s a ticket to heaven that’s not bargain but before you’ll ask me if it’s justified let me say that I’vo no answere for you. What I know for sure is that to make a special limited editions means schedule it decades earlier, it means find the best tobaccos, keep them aside and then work them up to it’s full potential for the project. Not all the companies can do that and requires huge investments and huge cash “freezing” in the form of tobacco cells.

A first taste of what I told you before is the quality of the raw materials on the form of opulent aromatic notes. Leather, spices, wood, dried figs and lots of pepper on the lips when I kiss the cigar. An unanimous cry breaks the silence and stillness of the night: Bloody Hell!

Whammo. The start is a “Fast & Furious” one with a gas pedal completely down. On retro-hale an unimaginable intense blast of pepper hit me but remains elegant in a pure Davidoff style. Complex notes of old wood enrich its expressiveness along with a slight toasted shade, caramel and spices, many spices. It soon reach a structure based on an extraordinary softness which opens up on a biscuits sweetness, intense hazelnut, almond and cardamom.

It’s a very special texture, indeed how it should be a unique limited edition of its kind? This one perfectly combines a masculine soul of pepper and spices with a female sweetness, a Yin and Yang soul in fact.

The toasted shade fades while the dried fruit sweetness climb towards the summit of a pure pleasure. Define the smoke flavorfull not give it any justice to what I’m experiencing right now, any white cloud of smoke brings with them floral notes and exotic spices.
A unique pleasure, I’m jumping and screwing now.

A smooth and complex smoke which now gain a new and intriguing hint of coffee. On my mouth remains the taste of green walnut with varied fruity nuances, a lot of spices and caramel. That’s a Golden Awards Show.

Tell you deeply how I can feel now would be too long, I’m writing tons of pages full of notes and this creative fury is a direct consequence of the goodness of this Davidoff Year of the Monkey. I’ll try to summarize all.

When this Davidoff take off from the notes of wood and spices of the beginning it turns into a more masculine smoke, always spicy but also earthy. A wondrous sensorial play that always brings something new like licorice, sweet countless nuances, balsamic notes and much more.

To be honest the sweetness is its main virtue, it never change and is omnipresent pervading every puff taken on this cigar. The Year of the Monkey does not play on strength but on boldness of flavors, on elegance, smoothness and sweetness in fact.

A huge first part that does not go unnoticed, intense but also subtle on its nouances that explode in an amazing dichotomy of citrus tones on the palate and spiced caffelatte into the smoke. A wonderfull experience for my poor senses.

On the central part the engine goes full-bodied. Since the beginning the boldness continues to grow and now I can feel it and remain amazed, deep chestnut flour, licorice and peat with a unique alcoholic effect in the background. Hmmmmm, thinking well I mostly see myself, like a baby, fishing in a pack of assorted Haribo gummy candies. Each one that I eat its a different pleasure always.

Call it Year of the Pantera not Monkey, this Davidoff Year of the Monkey now gets out the claws with an intense, masculine, thick & chewy smoke that fills the mouth. I’m jumping on a roller coaster of pleasure, holy cow! Now I completely understand what exist behind a similar cost, iper-selected tobaccos and a blend that can enhance them, creating a smoking experience that it’s the closest thing to a travel on the pure pleasure.

Leather and earth jumps up from the background full of balsamic spices, and the sweetness becomes a triumph of Italian “zabaglione” with “marsala”. The smoke leaves the mouth fresh but with a delicious slightly bitter aftertaste.

This is the most kaleidoscopic and delicious phase and it’s sooooo good that I must restrain myself from getting strong puffs like a water pump. Balanced also, without drawbacks and a component of cocoa stay long on the palate so I often rub my tongue on it trying to enjoy even the smallest nuances of pleasure.

Towards the end the pepper almost disappears while but not on retro-hale, even the spices and the sweetness fade away. I’m entering in a peaty world, marked by cocoa and coffee which gives to the smoke a new and different interpretation. A pleasant break after the sweet orgy of the previous parts.

Despite the caramel and licorice that emerge and the smoke smell of freshly baked cookies globally it’s a triumph of coffee, but a good ones, so good that you pick up the spoon to gather the creamy sauce that remains on the bottom of the cup until I realize that my fingers burn…

Something different...

IL VERDETTO - ECCELLENTE (EXCELLENT)

IL VERDETTO - ECCELLENTE (EXCELLENT)

Nazione: Rep. Dominicana


By: Davidoff


Manifattura: Cigars Davidoff


Fascia: Ecuador Habano Rojiza Corte 3


Sottofascia: Negro San Andrés Messico


Ripieno: Ometepe Visus (Nicaragua), Piloto Visus, San Vicente Ligero, Hybrid Corojo/Olor Ligero (Rep. Dominicana), Seco Peruviano


Formato: 50 x 6.5 – Toro


Body:  Medium Full


Euro: 35,00


Sigari fumati 2