Il sigaro

Nazione: Rep. Dominicana

Manifattura: Tabadom

Fascia: Yamasá Rep. Dominicana

Sottofascia: San Vicente Yamasá Rep. Dominicana

Ripieno: Nicaragua (Condega e Estelì), Piloto e Mejorado Rep. Dominicana

Formato: 52 x 6 1/8 – Piramide (Torpedo)

Body: Full

Euro: Non importato

Il verdetto

IL VERDETTO - ECCELLENTE (EXCELLENT)

La fumata

I più maliziosi penseranno subito che mi sono accodato al recente riconoscimento da parte di Cigar Journal come sigaro #2 nella classifica annuale dei Top 25 2016. Risposta: sbagliato! Non che il farlo a mio avviso costituisca un’onta da lavare con il sangue, ma so che le malelingue albergano ovunque. Quindi a chiunque lo abbia pensato dico… mavatteneafareinculo per la via più breve.

Ho fumato questo Yamasá con il buon Giuseppe Stucchi qualche settimana fa, però concordo con Cigar Journal (non tanto sul posizionamento) per il meritato riconoscimento perchè questo è un sigaro, pardon una fumata con il botto come diceva un mio vecchio amico.

Accendere questo Piramides equivale a fare il pranzo di Natale, il cenone di Capodanno e il pranzo Pasquale in una volta sola, seduti in un vagone sulle montagne russe più adrenaliniche del mondo mentre intorno ti sparano addosso i fuochi artificiali delle feste. Provare per credere.

Insomma godrete come dei ricci ma indossate l’elmetto per sicurezza.

Elmetto dotati, io e Giuseppe ci avventuriamo nella prima parte della fumata. Più che avventura è lo sbarco in Normandia della Gang del Mezzaghese che impavida affronta il nemico schivando esplosioni su esplosioni in mezzo a nuvole di sabbia che ci coprono la visuale.

Un momento non saranno mica le copiose nuvole di fumo ad ostruirci la vista? Naaaaa, è più figa la prima versione.

Avvisaglie dell’imminente sbarco le avevamo avute a crudo dove il semplice appoggiare le labbra al sigaro permette al pepe di invadere ogni angolo della bocca, mitigato solo da un inusuale nota ai semi di zucca tostati. Per questo motivo ed essendo sagaci, nonchè attempati, fumatori abbiamo indossato l’elmetto.

Bando alle ciancie. Accendere questo Piramides significa accendere la miccia del petardo sensoriale che ci scoppia in faccia ad ogni esalazione fumosa. Pepe tonicissimo in retroinalazione marca da subito il territorio e va a braccetto con un’insospettata nota incensata e floreale nel fumo.

Come ogni D-Day che si rispetti le esplosioni mettono a nudo la cruda terra ed infatti lo Yamasá Piramides vira su terra umida, legno affumicato e spezie che come la caramella balsamica Victors si sentono nella gola e anche nel naso.

Una fumata dall’intensità di corpo impressionante che viaggia dal primo millimetro sull’alta velocità Milano-Roma. Ben presto diviene maschio e carnoso e ricorda spettacolarmente una grigliata di costine… tranquilli abbiamo già mangiato.

Regolo il taglio della testa, come un drogato ho bisogno di boccate più corpose e… porca boia lui mi stende subito con una botta intensissima. Sbagliato tutto, va dosato nelle boccate, davvero dosato.

Si rivela una fumata complessa che comincia a sorprendere. Dopo il primo guerresco approccio infatti si ingentilisce e schiude mirabilmente una dolcezza speziata che si amalgama alla precedente carnosità.

Emerge una nota agrumata avvertibilissima che con la sua acidità e dolcezza ricorda molto una torta al limone. Spettacolo di bomba aromatica.

Il pepe alla Fast & Furious non demorde. La cosa strana è che lo si percepisce solo al naso, non in bocca.

La dolcezza improvvisamente e magicamente comincia ad avvolgere tutto lasciando trasparire lieve la nota agrumata dal sottofondo. Mitiga perfino il pepe e la morbidezza esplode. Pur essendo tonico e intenso rilassa, una goduria da assaporare lentamente sfregando a lungo la lingua sul palato.

Togliamo l’elmetto.

Approssimandosi alla parte centrale della fumata la dolcezza e la cremosità partono verso alte e immacolate vette assieme a un effetto salato piacevolissimo. Il tutto contornato dal cioccolato.

Giuseppe: anzi da una torta di cioccolato cosparsa di granelli di sale grosso…

Giuseppe è un godurioso. Azzecchiamo anche l’abbinamento single malt con il sigaro ma il merito è dell’ottima brochure distribuita dalla ITA all’evento di lancio della linea. Consiglio caldamente la sua lettura.

Lo  Yamasá Piramides si rivela una sorpresa tutta da scoprire come la nota di bacche di Ginepro appena comparsa. Si rialza la piccantezza ma oramai la fumata rimane morbida e rotonda in bocca, un vero piacere palatale. Carnoso, animale ma anche balsamico con la sua sfumatura mentolata che rinfresca ad ogni boccata.

Una sorta di “After Eight”, le famose tavolette di cioccolato ripiene di menta, in piena regola ma anche un salto generazionale impressionante per i Davidoffiani incalliti che resteranno sicuramente sconcertati dall’intensità di questo sigaro.

Io e Giuseppe invece ci godiamo questa crociera fumosa, rilassati e privi di elmetto. La sintonia è oramai raggiunta e assaporiamo la virata del sigaro verso note caramellate che ci portano alla parte finale della fumata.

In questa fase le spezie e l’azione balsamica della menta lavorano che è un piacere e in sottofondo si costruisce un mix di caramello, legno e terra umida ma stranamente privo della carnosità che ci ha accompagnato finora.

Le stranezze non finiscono qui perchè pur entrando nel regno della mandorla tostata si fa stranamente più floreale, con a corredo note di pane e frutta. Ci aspettavamo una cosa diversa ma lui ripeto sorprende sempre.

Sembra funzionare al contrario, parte tonico e finisce paradossalmente delicato, complesso e biscottato. Molto, molto particolare questo Piramide.

La persistenza post boccata è lunghissima e nemmeno bevande alcoliche riescono a mitigarla.

Il commiato è un tripudio insospettabile di dolcezza. Che Kelner abbia scoperto il segreto della pietra filosofale?

The smoke

The most cheeky guys will think that I follow the recent Cigar Journal #2 award in the Top 25 of 2016. Answer: wrong! Honestly this should be not a disgrace to be washed with blood, but I also know that sons of a bitch live everywhere. So to anyone who has thought it I say… fuck you following the shortest route.

I smoked this Yamasá with my good friend Giuseppe Stucchi a few weeks ago, however I agree with Cigar Journal (not on the placement) for the deserved recognition because this is a cigar, pardon a smoke with a real bang for the bucks.

Light this Piramides is close to a Christmas lunch, New Year’s Eve dinner and Easter lunch all in one go, sitting in a wagon on the most adrenalinic roller coaster while around you fireworks are exploding. Try one to believe it.

In short is a goodness but wear the helmet.

Helmets equipped, me and Giuseppe will venture in the first part of the smoke. More than venture is participate to the Normandy’s D-Day where we fearless tackles enemies avoiding explosions in the midst of sand’s clouds that blinds us.

Wait a moment, could it be the huge clouds that blinds us? Naaaaa, is more pussy the first version.

We had signs of the imminent landing when our lips touched the cigars, this simple act allows the pepper to invade every corner of my mouth. Only an unusual note of roasted pumpkin seeds mitigates the invasion. Like all old and clever men we wear the helmets.

No more talk. Light this Piramides means light the fuse of a sensorial firecracker that explodes in your face at every puff. Strong pepper on retrohale mark immediately the territory and goes together with unsuspected incensed and floral notes.

Like any D-Day worthy of respect the explosions lay bare earth, indeed the Yamasá Piramides turn on damp earth, wood and balsamic spices.

A bold smoke that travel from the first millimeter on high speed train. Soon it becomes male and meathy, with spectacularly BBQ touch. Stop. We have already eaten.

I cut the head more, like a junkie I need more substantial draw and… Lord, it immediately knocks me with an huge punch. I’m totally wrong, it need carefully dosed puffs, really dosed.

A complex smoke able to surprise the smoker. After the first warlike approach it smoothens and opens up a wonderfully spiced sweetness that merges with the previous meaty touch.

It unleash a clear hint of citrus that with its acidity and sweetness resembles a lemon cake. An entertaining flavors bomb.
The Fast & Furious pepper does not give up. The strange thing is that it is perceived only in the nose, not in the mouth.

Magically the sweetness wrap all releasing the mild citrus notes from the background. Even the pepper fades and smoothness explodes. Despite being bold and intense it relaxes me, a pleasure to be savored slowly rubbing the tongue on the palate.

We remove our helmets.

Approaching the middle part of the smoke, the sweetness and creaminess depart toward high peaks along with a pleasant salty effect. All is surrounded by chocolate.

My friend: a chocolate cake sprinkled with coarse salt grains…

We also right pairing single malt with the cigar thanks to the excellent brochure distributed during the launch event. I strongly suggest to read it.

The Yamasá Piramides is a surprise to discover like the juniper berries note just occurred. The spiciness stands up but now the smoke is smooth and round in the mouth, a real pleasure. Meaty but also balsamic with its minty nuance that refreshes at every puff.

A sort of “After Eight”, the famous chocolate bars stuffed with mint , full blown but also an impressive generational leap for Davidoff fans, that will surely remain baffled by the intensity of this cigar.

We enjoy this smoky cruise instead, relaxed and without helmets. Tuning has now been achieved and we savor the caramelized notes that lead us to the final part of the smoke.

Here spices and balsamic mint work a lot and in the background a mix of caramel, wood and damp earth born but strangely the meaty touch that has offered so far disappear.

The oddities do not end there because while it enter into the realm of toasted almonds it strangely becomes more floral, with notes of bread and fruit. We were expecting  something differentbut then again it surprises us.

It’s a cigar that seems to work on the opposite way, start bold but paradoxically ends delicate and complex. Very, very special this Piramides.

The finish is long and luxurious, extremely persistent even with alcoholic beverages.

The farewell is full of unexpected sweetness. I’m sure Kelner has discovered the secret of the philosopher’s stone…

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