Il sigaro

Nazione: Rep. Dominicana

Manifattura: Tabadom

Fascia: Habano Ecuador

Sottofascia: San Andres Mexican Negro

Ripieno: Nicaragua (Esteli Ligero, Condega Seco), Rep. Dominicana (Piloto Visus, Hybrid Olor/Piloto Visus,  Piloto Seco, San Vincente Ligero invecchiato 15 anni)

Formato: 56 x 6 – Gran Toro

Body: Medium

Euro: 28,00

Il verdetto

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

La fumata

Nel mondo non ci sono mai state due opinioni uguali. Non più di quanto ci siano mai stati due capelli o due grani identici: la qualità più universale è la diversità. – Michel de Montaigne, filosofo, scrittore e politico francese.

La mia diversità è Giuseppe Stucchi. Tanto aborro le edizioni limitate quanto lui le ama. Un connubio perfetto perchè se non fosse per la sua trascinante curiosità, alla fine sarebbero moltissimi i sigari che non fumerei per partito preso.

Ho sempre reputato, ed in effetti lo sono, le edizioni limitate come meri progetti di marketing, che difficilmente apportano valore aggiunto alla linea da cui provengono ma soprattutto… prima o poi finiscono e scompaiono. Questo mi fa girare vorticosamente i maroni e se per sfiga identificate il vostro sigaro ideale in una E.L., tanto vale fare harakiri o tirarvi una martellata sui testicoli.

Per questo motivo ho sempre preferito i sigari a produzione ordinaria, ma fortunatamente Giuseppe no. W Giuseppe.
Oggi siamo alle prese con la prima edizione limitata nel nuovo comparto Davidoff Winston Churchill, la cui ristrutturazione risale al 2014. Nuovo packaging, nuovo blend e nuovo nome.

Se conoscete questa linea o se seguite questo blog vi si sarà accesa una lampadina nella testa, infatti il nome di questa edizione limitata “The Raconteur” è lo stesso di un altro sigaro della linea, il Petit Panetela. Attenzione però due sigari profondamente diversi e dal diversissimo blend.

Entrambi ovviamente rendono omaggio alla capacità oratoria del celebre personaggio inglese. La seconda fascetta di questa EL infatti porta una celebre frase, o citazione, di Winston Churchill ma su ogni singolo sigaro del box da 10 ce n’è una diversa. Insomma vi tocca comperarlo intero se le volete avere tutte. Mica scemi.

Op Op Op! Din Din Din! Mano al portafoglio dunque perchè ogni singolo sigaro costa la bellezza di 28 Euro. A me viene già l’angoscia!

Le nostre due citazioni sulla fascetta secondaria sono:

“The empires of the future are the empires of the mind”,

“Kites rise highest against the wind – not with it”.

La presentazione è imponente, lussuosa e impeccabile ed il piede dei due sigari che fumeremo regala la madre di tutte le tette di mucca. Opulenti note terrose, di pelle e stallatico irrompono nelle cavità nasali segno inequivocabile di un’ottima lavorazione dei tabacchi. Nelle prime boccate a crudo invece note acidule, di canditi e fichi secchi. Niente male davvero.

Malgrado l’abbondante diametro il braciere si forma con facilità e da subito il sigaro si assesta su una dolcezza e cremosità imbarazzanti, accompagnate da pepe bianco in sottofondo ben avvertibile. Indubbiamente una partenza nobile e di gran razza, doverosa aggiungo io visto il costo necessario al loro acquisto.

Ben presto costruisce una base sensoriale esotica, su note di legno, frutta secca, nocciola, mandorla e agrumi mentre la cremosità cresce boccata dopo boccata.

Il piacere vellutato che genera nella prima parte della fumata, durante la fase di costruzione della sua espressività, è qualcosa di veramente spettacolare e da assaporare lentamente per farlo durare più a lungo.

Quando finalmente arriva a delineare completamente il suo gioco sensoriale, lo fa introducendo note tostate e complesse di terra, legno e spezie leggiadre grazie anche al generoso ring gauge che gli dona un’ampiezza aromatica impressionante.

Mamma li turchi… molto, molto meglio dell’anno della scimmia.

A corredo pelle decisa e caffè in sottofondo. Sono quasi certo che l’apporto aromatico del ligero San Vicente invecchiato 15 anni sta contribuendo alla notevole intensità aromatica. Se questo blend si sta dimostrando adatto a simili formati, chissa in un formato Corona? Davidoooooofffffffff? Cosa stiamo aspettando?

Al momento è un sigaro medio leggero e di una morbidezza palatale meravigliosa soprattutto quando il pepe scompare e la dolcezza fruttata emerge in tutta la sua opulenza.

Il piacere intenso della fumata nella parte centrale viene rotto solo dai suoni bastardi che lo smartphone di Giuseppe continua ad emettere. Che te possino…

In questa parte di fumata la dolcezza acquista una sfumatura di nocciola e le spezie divengono talmente complesse e amalgamate da risultare difficile delinearle nel dettaglio. Avverto però una vena caramellata e tostata nel fumo che sta risultando sempre più masticabile e intenso.

Come un cavallo di razza resta sempre elegante, bilanciato e morbido. Fino ad ora.

Purtroppo infatti inciampa e l’idillio si incrina quando nel finale note selvatiche e spezie prendono il sopravvento e cominciano a stridere sul tutto il resto. Un tutto fatto di pelle, stallatico, note tostate, legno e intensa radice di liquirizia che assieme al caramello attiva una vena leggermente amaricante ma piacevole.

Se non costasse così tanto gli perdonerei tutto, ma alla luce dei fatti perde un’indubbia eccellenza.

The smoke

Worldwide there have never been two identical opinions. Any more than there have ever been two identical hairs or two identical grains: the most universal quality is diversity. – Michel de Montaigne, philosopher, writer and French politician.

My diversity is my friend Giuseppe Stucchi. So much I hate limited editions as much as he loves them. A perfect combination because thanks to his thrilling curiosity are fewer and fewer the cigars who I do not smoke for bias.

I have always considered limited editions, and indeed they are, as mere marketing projects often unable to add value to the line from which they come … but above all they soon or later disappear from the market. This makes me upset and if you unluckily identified your ideal cigar in a L.E., better to do harakiri or smash your testicles with a hammer blow.

That’s why I have always preferred cigars from ordinary productions but fortunately Giuseppe has another opinion on it. W Giuseppe.

Today we are dealing with the first limited edition of the newly revamped Davidoff Winston Churchill brand. New packaging, new blend and new name.

If you know this line, or if you follow this blog, a light bulb turn on in your heads. In fact the name of this limited edition, “The Raconteur”, is the same of another cigar, the Petit Panetela. Beware they are two totally different cigars and with totally different blend.

Both of course pay tribute to the eloquence of the famous English character, but in this L.E. a secondary band quote a famous phrase of Winston Churchill. Sadly on each cigars in the box of 10 there is a different one. In short you must buy a whole box if you want to have all. Clever strategy.

Fill your wallet of banknotes because each cigar costs 28 Euros.

Our two quote on the secondary band:

“The empires of the future are the empires of the mind”,

“Kites rise highest against the wind – not with it”.

The presentation is impressive, luxurious and impeccable. At the foot of the two cigars we get the mother of all tits cow. Opulent earthy notes, leather and manure, storm into my nostrils, unmistakable sign of wonderful tobacco. On pre-light rather acidulous notes, candied and dried figs. Not bad.

Despite the generous ring gauge I’m able to easily light it and immediately the cigar settles on an embarrassing sweetness and creaminess, accompanied by white pepper in the background. Undoubtedly a first class business card, dutiful if I think at the cost necessary for their purchase.

Soon it builds an exotic flavors base on notes of wood, dried fruit, hazelnut, almond and citrus while the creaminess grows puff after puff.

The smooth pleasure generated in this first part of the smoke, while it builds its expressiveness, is something truly spectacular and it must be savored slowly to make it last longer.

Finally when it fully delineate its sensorial game, it does it introducing toasted and complex notes of earth, wood and light spices. The generous ring gauge gives to this cigar an impressive aromatic amplitude.

Oh Lord… it’s much, much better than the year of the monkey right now.

Into the bag  strong leather and coffee in the background. I’m pretty sure that the ligero San Vicente aged 15 years is contributing to this remarkable aromatic intensity. If this blend looks perfect in this format, I’m curious to know what will happen in a Corona size. Davidoooooofffffffff? What are we waiting for?

At the moment is a medium light cigar and wonderfully smooth on the palate especially when the pepper disappears and a fruity sweetness emerges in all its opulence.

The intense pleasure of the smoke is broken only by the bastards sounds coming from my friend’s smartphone. Fuck off notifications…

In this part of the smoke the sweetness acquires hazelnut and spices and the flavors become so complex that’s hard to delineate all in details. I taste a caramelized hint and a toasted nuance in the smoke that is increasingly chewy and bold.

Like a race horse is always elegant, balanced and smooth. So far.

Unfortunately it stumbles and the idyll disappears when in the last part wild notes and spices take over and begin to screech on everything else. An everything made of leather, manure, roasted notes, wood and intense licorice root which together with caramel active  a slightly bitter but pleasant mood.

I can forgive everything, but due to the high price it loses the undoubted excellence.

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