Davidoff National Black Label Event con Henke Kelner | Catania | Day 2

davidoff-yamasa

Posted On 11/10/2016

24 settembre 2016

La sveglia rimbomba nella testa come una fucilata. Non è prestissimo per la verità, ma ieri la giornata è stata lunga più di 21 ore, ed ora ne pago le conseguenze. Mi alzo con movimenti lenti stile bradipo e cerco di capire su che pianeta mi trovo.

“Signor Scott, qui è il capitano Kirk, su che pianeta mi avete teletrasportato?” scckjkfsdfhfhfsds… nessun segnale.

Potevo dormire ancora, in effetti, ma non volevo perdermi la mega colazione di un albergo a 5 stelle. Meglio nutrirsi, perchè la giornata Yamasà si prospetta densa di attività. Guardo l’agenda ancora intontito dal sonno:

  • Mattina free time
  • Pranzo libero
  • 15.30 presentazione Yamasà
  • 16.30 Coffe & smoke Yamasà
  • 18.00 Transfer su Taormina e rinfresco
  • 20.30 Taormina – champagne e cena di gala
  • Dopo cena Lounge music & smoke Yamasà

insomma, ho la netta sensazione che farò tardi anche questa sera.

Mi infilo in doccia con la speranza di diradare la foschia che avvolge la mente. Arrivo nella sala adibita alla colazione e mangio una quantità inaudita di dolciumi vari, yogurt e frutta.

Vorrà dire che mi tengo leggero per pranzo. Breve pausa di riflessione. Naaaaaaaaa… a pranzo mi sparo ancora un bel fritto misto, visto che non ho altri impegni ed è spettacolarmente buono.

Arriva a farmi compagnia Luca Cominelli di Cigars Lover, così decidiamo di trascorrere la mattinata assieme, visto che anche lui voleva vedere il mercato del pesce e mangiare il fritto misto. Appuntamento fra mezz’ora in reception.

Un vecchio adagio dice: tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare. Infatti quello che a prima vista sembrava una semplice trasferta di 10 minuti verso il centro di Catania, si tramuta in una sorta di Odissea. Causa incidenti, traffico e Dio solo sa cos’altro, la navetta è dispersa da qualche parte e nemmeno i taxi chiamati arrivano.

Non disperiamo, la pazienza è una virtù dicono e…”porcadiquellapupazzolamaledetta” mi accorgo che ne sono privo!

Nell’infinita e sfinente attesa riusciamo anche a convincere Daniele Vallesi e Fabio Fraticelli, di Gusto Tabacco, ad aggiungersi alla piccola comitiva. Fantastico, Digital Media/blog al completo. Non resta che trovare un veicolo… sigh.

Dopo peripezie degne di Ulisse riusciamo finalmente ad arrivare in centro a Catania, gironzolare per il mercato del pesce e finalmente goderci fritto misto a profusione. Il post pranzo, sono abitudinario, vede una sosta nello stesso bar di ieri in Piazza del Duomo. Vasca da bagno di amaro per me, e dolciumi vari per gli altri ma Luca sbaraglia tutti scofanandosi in ordine: granita, cannolo e cassata siciliana. Mitico!

Io sarei stramazzato al suolo, rantolando per l’indigestione, con le gambette e le braccina che annaspavano nel vuoto. Non c’ho il fisico, anzi lo stomaco, punto e basta.

Rientriamo in abbondante anticipo per l’inizio della giornata Yamasà, gli eredi dei Puro d’Oro. Il motto di oggi è: SOGNA, OSA, SCOPRI – un viaggio nel Yamasà di Davidoff.

La curiosità è alle stelle anche perchè questa è la prima vera novità, mai fumata prima.

Durante la presentazione della nuova linea ci viene offerto il piccolo della serie, il Petit Churchill (vorrei tanto conoscere il perchè di questo nome…) che mi sorprende non poco per la l’audace tonicità e intensità di corpo. Da non sottovalutare specialmente se si è a stomaco oramai vuoto.

Ascolto con rispetto ed ammirazione il racconto di Kelner sulla genesi di questi sigari, e mi rendo conto che non sono al cospetto di una normale presentazione, stiamo entrando nella sfera personale di Henke, nella sua personalità, nei suoi sogni, nelle sue paure e nei suoi progetti. Sto scoprendo l’uomo dietro il personaggio, dietro il mito. Un saggio che sta impartendo lezioni di vita e morale a tutti noi comuni mortali, ti voglio bene Henky.

Davidoff identifica questo progetto come: SFIDA L’IMPOSSIBILE.

Non stento a crederci, visto che è costato a Kelner 20 lunghi anni della sua vita inseguendo un sogno, una visione da tutti ritenuta impossibile, coltivare foglie da fascia di pregio a Yamasà su terreni poco idonei a tale scopo.

Non entro nel dettaglio minuzioso di cosa abbia comportato arrivare al successo ma tutte le informazioni le potete trovare nella news da me pubblicata a questo link.

Accenno solamente che è arrivato perfino, raccolto dopo raccolto (sono più di 10 in verità), a portare i nutrienti necessari ad ogni singola pianticella di tabacco tramite un ingegnoso e laborioso sistema di irrigazione “peer to peer”. Tutto per arrivare esattamente, e con caparbietà, al risultato voluto. Niente di più, niente di meno.

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Kelner: “I sogni senza un progetto sono solo desideri”. In molti hanno imparato da lui che sognare o desiderare sono belle cose, ma se a questi non abbiniamo un percorso, una progettualità che li trasformi in qualcosa di concreto, di reale anche a costo di mille fatiche, resteranno sempre quello che sono: entità effimere su cui non costruiremo mai nulla di concreto.

Sognare di vincere dei soldi o costruire un percorso personale di crescita economica, perseguendolo fino ad arrivare allo stesso traguardo, sono due cose completamente diverse. Meditate gente, meditate.

Uomo pioniere, esploratore, scopritore e artista, aggiungo io. Ai miei occhi ciò che realizza con i sigari, che possa o meno piacere, sconfina nell’arte. Come uno scultore che guarda oltre il pezzo di marmo che ha davanti, prefigurando come aggirare le imperfezioni, come adattare la sua idea alla materia prima a disposizione, visualizzando l’opera ancora prima che sia realizzata. Lui è così.

Io che fatico perfino a fare pupazzi di neve che somiglino a pupazzi di neve, figuriamoci scolpire il marmo, non posso far altro che genuflettermi di fronte a cotanta capacità artistica e determinazione. Ora mi sento un po’ “cacchetta”, che volete farci…

A fine pomeriggio mi cambio per la serata e salgo assieme agli altri sugli autobus che ci aspettano in strada. Destinazione Taormina, la mitica Taormina.

Quando arriviamo è ormai buio e la via principale di Taormina, illuminata dalla luce soffusa dei lampioni, acquista un’atmosfera davvero magica. In abito da sera mi sento un po’ fuori luogo a passeggiare senza fretta in mezzo a frotte di turisti, ma questo non mi impedisce di godere dei meravigliosi scorci offerti dalle mille viuzze che si diramano da quella principale. Per non parlare del panorama mozzafiato che godiamo dalla terrazza del rinfresco.

Come sempre accade la magia finisce e risaliamo tutti sugli autobus in direzione del ristorante albergo San Andrea, in riva al mare a Taormina per la cena di gala.

Arrivo in un posto che ha dell’incredibile. Dalla strada scendo infinite rampe di scale ed arrivo in spiaggia, anzi nella spiaggia privata dell’albergo. Sulla sabbia hanno sistemato una pavimentazione in scuro legno lucidato, creando uno dei più bei salotti all’aperto io abbia mai visto con tanto di orchestra femminile.

Sembra la scena di un film di 007, centinaia di James Bond si aggirano fra i buffet con i flut di Champagne Steinbrück ed un sigaro in mano, con lo sguardo stralunato di chi non ha ancora ben realizzato dove si trovi. Fantasia o realtà? Io so solo che non vedo le “Bond Girls”!

Mentre sorseggio il meraviglioso Steinbrück, mi gusto lo Yamasà Robusto che, rispetto al Petit Churchill, trovo molto più strutturato ed in linea con i miei gusti personali. Anche il Robusto ha una tonicità pepata ed un’intensità di corpo che lascerà sorpresi i Davidoffiani più incalliti, ma piacerà parecchio agli amanti dei sigari full-body.

Purtroppo lo devo abbandonare anzitempo, perchè è giunto il momento della cena di gala.

Sulla cena non voglio però soffermarmi sulla spettacolare location, sulla qualità del cibo o del servizio, peraltro ottimi, perchè non sono stati questi i pilastri su cui poggiava la serata.

La cena di gala è stata un inno, una celebrazione degli Ambassador Davidoff, di quelle tabaccherie specializzate su cui poggia il successo del brand e della ITA. A loro giustamente sono andati tutti gli onori, meritatissimi, e a loro è stato dedicato la gran parte del post cena.

La serata prosegue con Lounge Music sulla spiaggia, un meraviglioso Porto ed un Yamasà Toro che ho apprezzato particolarmente, forse anche più del Robusto, ma il tempo tiranno mi ha fatto arrivare solamente a metà sigaro.

Non è che posso lamentarmi, sono le due di notte e francamente è proprio ora di andare a nanna. Il viaggio di ritorno mi spengo come un pensionato sulla panchina del parco. Il sogno volge al termine ma conserverò per sempre il meraviglioso ricordo di questa intensa giornata, un mix particolare fra lusso, sigari super-premium, territori e umanità.

Un plauso al team capitanato da Enrico della Pietà per averci accudito e per aver gestito al meglio una logistica davvero non semplice.

Se ti sei perso il racconto della prima giornata, clicca sul pulsante…

Written by Andrea Zambiasi

Facciamo Puff nasce per dare voce ad una passione che oramai coltivo da molto tempo, quella dei sigari. Non mi considero un esperto di sigari (etichetta che odio) ma un consumatore "attento" a cui piace condividere le sue esperienze emozionali con altri consumatori.

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