Davidoff National Black Label Event con Henke Kelner | Catania | Day 1

Davidoff National Black Label Event con Henke Kelner | Catania | Day 1

Posted On 10/10/2016

23 settembre 2016

Con lo sguardo assonnato per la levataccia mattutina, guardo le nuvole che scorrono sotto di me mentre il sole lontato fa brillare le ali dell’aereo. Albeggia ed io sono su un volo della Ryanair, direzione Catania, per un evento Davidoff che durerà tre giorni interi.

Scomodamente seduto su un micro sedile più adatto ad un elfo che ad un essere umano, cerco una posizione comoda che mi consenta di rilassarmi e liberare la mente. Del resto se sono su un volo low cost non è che posso pretendere una poltrona reclinabile e distendere le gambe, come in business class.

Lo sguardo vacuo si perde nel lontano orizzonte visibile dall’oblò, la mente rimugina costantemente sul concept di questo evento. Vulcani.

Suona strano dirlo, ma le tre giornate full-immersion che ho davanti sono all’insegna sia delle nuove linee “Black Label”,che proprio di loro, i vulcani. Infatti i tabacchi che compongono le linee Escurio, la nuova Yamasà e i Nicaragua box-pressed provengono, per una componente o per l’altra, da territori dove l’attività vulcanica è parte integrante della vita locale e della loro storia.

Che sia Ecuador o Nicaragua poco importa, il filone conduttore è vulcani! La ITA (International Tobacco Agency) ha infatti costruito un percorso/evento dove territorio, storia, vulcani e tabacco si mescolano indissolubilmente in una sorta di gemellaggio virtuale che vede Catania e il suo Etna come attori principali.

Un concept geniale e straordinario ad opera del prolifico Enrico Della Pietà, Brand Manager Davidoff Italia, e del suo Team marketing e vendite.

Cerco nella nebulosa della mia mente assonnata, di fare mente locale alla scaletta delle tre giornate che ho davanti. Nulla da fare. Ho gli occhi aperti ma la mente dorme, so solo che il primo giorno è dedicato a: Ritmo, Intrigo, Originalità – un viaggio nell’Escurio di Davidoff, la linea Black che amo di più. Ziu Belo, non vedo l’ora!

L’aereo atterra in orario e al ritiro bagagli incontro Medici Matteo e moglie, Fabio Cappellato e moglie oltre ad Elena e Alessia Giorgi, tabaccaie di Iseo. Assieme prendiamo due taxi e ci dirigiamo all’Hotel Romano Palace, base di appoggio di tutte e tre le giornate di evento.

Sorpresa. All’arrivo le stanze non sono ovviamente ancora disponibili, visto che è ora di colazione per tutta l’umanità, così decidiamo di rilassarci un poco e poi regalarci un’escursione a Catania pre evento pomeridiano.

Arriviamo con una navetta dell’albergo in Piazza del Duomo, pieno centro di Catania, e cominciamo a gironzolare per questa bellissima città che riserva mille sorprese architettoniche, come le innumerevoli chiesette ad ogni angolo di strada.

Gironzolando per le viuzze ho però un primo smacco, mi rendo immediatamente conto che qua la vita costa… costa la metà che da noi, in tutto! Ma porca… perchè il nostro bel paese è pieno di questi contrasti insulsi? Non ho una risposta. Ammicco un sorrisino di circostanza con gli altri e mando giù il boccone amaro.

La nostra meta effettiva però è un’altra, il mercato del pesce decantato da tutti come imperdibile e quindi da visitare assolutamente. Sgurado veloce sulla cartina della città e… trovato. Non è molto lontano da dove ci troviamo in questo momento.

Il mercato del pesce è un posto incredibile, con bancarelle più o meno grando in ogni dove zeppe di ogni ben di Dio che nuoti nel mare ma sopratutto freschissimo, come le vongole che dalle vaschette continuano a spruzzare zampilli d’acqua, quasi a voler bagnare volontariamente i passanti.

Un pescatore del posto sfiletta un meraviglioso quanto gigantesco tonno, e ce ne offre delle sottili fettine da assaggiare. Meraviglia, si scioglie in bocca ed è dolcissimo.

Nel gruppo si comincia a mormorare, o meglio sono i nostri stomaci a farlo, che forse forse una bella frittura di pesce ci starebbe proprio bene. Chiediamo a vari pescatori e tutti indicano una piccola bottega gestita da dei ragazzi Catanesi, il “Fish Lab”.

Fico. Malgrado il nome internazionale il posto è un localino fronte mercato con giusto lo spazio per le friggitrici. In compenso il loro approvvigionamento è diretto, dal pescatore alle vasche di frittura, insomma filiera diretta. Gli avventori o stanno in piedi davanti al localino o si accomodano su degli sgabelli intorno a due, tre tavolini. Con una botta di fortuna uno si libera e ci accomodiamo, ordinando per tutti frittura di pesce e birra Messina (a detta loro molto gettonata…).

Dopo l’abbuffata di pesce ci concediamo un caffè, ammazza caffè e dolcetto, o meglio io mi bevo un amaro grande quanto una vasca da bagno, Fabio e Matteo caffè e un gigantesco cannolo siciliano cadauno (non so come ci siano riusciti), mente le donzelle si accontentano di un semplice caffè. Tutta l’operazione è costata una cifra ridicolmente bassa. Sigh!

Rientriamo in albergo e prendiamo possesso finalmente delle nostre stanze, giusto in tempo per farmi una doccia, un riposino (sono in coma) e poi prepararmi per l’evento pomeridiano. Sul tavolino della stanza una lettera di benvenuto a firma di Henky Kelner e un presente Davidoff mi fa sentire onestamente molto coccolato. Che dire, ci sanno proprio fare.

Nella lettera leggo:

Un buon sigaro è come un buon amico perchè è leale, fedele e costante nel tempo. Per questo torno in Italia, per incontrarvi amici miei e per condividere insieme una nuova e fantastica avventura. Un sogno che diventa realtà, un viaggio audace, una sfida impossibile in luoghi in cui nessuno è mai stato prima.

Niente potrà prepararvi a questa intensa ondata di sensazioni e all’euforia di un momento che ricorderai per sempre!

Vi chiederete come sia possibile…

La risposta semplicemente, credendo che è possibile.

Ora sono davvero euforico per quello che di li a poco comincerà. La mia euforia però dura davvero poco perchè appena tocco le lenzuola fresche di bucato mi spengo come una lampadina rotta, di botto. Fortuna che conoscendomi ho puntato la sveglia.

Quando suona nel pomeriggio, emettendo quello che a me sembra un suono lancinante, mi sveglio con un salto sul letto e le palpitazioni. Controllo l’orologio… phiuuuuuuuu, sono in perfetto orario per fare le cose con la dovuta calma.

Dopo la vestizione controllo la mia piccola scorta di sigari, cercando quello più adatto alla serata. Ma cosa… diavolo… sto facendo? Ne avremo da fumare a bizzeffe. Che pirla che sono, a preoccuparmi di portarmi dietro qualcosa da fumare. Sorrido e mi avvio verso il giardino interno dell’albergo dove si terrà il benvenuto ed accoglienza ospiti.

Scopro facce nuove ma anche vecchi amici e colleghi del digitale come Luca cominelli di Cigars Lover, Daniele Vallesi di Gusto Tabacco e Nicola di Nunzio con Maurizio Odiardo (mio speciale compagno di battutacce e cazzeggio) per la rivista Sigari. E si comincia a fumare con gli Escurio Cigarillos.

Saluti, chiacchiere, strette di mano, drink e fumo a volontà cominciano a farmi entrare nel giusto stato d’animo per la serata che mi si prospetta davanti.

Ben presto veniamo fatti accomodare nella sala conferenza dove il mitico Henke Kelner, Luis Ortiz (Vice presidente & GM Southern Europe di Davidoff) ed Enrico della Pietà presentano ufficialmente la protagonista della serata, la linea Escurio con anche i suoi nuovi formati Corona Gorda e Gran Perfecto, oltre ai nuovi Escurio Primeros (short filler).

Non è stata una semplice presentazione, perchè con Kelner si entra in un ambito dove professionalità, lavoro e vita privata si mescolano sapientemente, regalandomi la sensazione di conversare come tra amici intimi.

Kelner ci racconta come un progetto marketing, un concept creato prima a tavolino, sia stato da lui trasformato nei Davidoff Escurio, una linea di sigari dal dna brasiliano eccezionale, intenso, speziato, dolce ma pur sempre dotato dell’eleganza e classe del marchio Davidoff.

Un sigaro nuovo, moderno, una new age Davidoff che ha portato l’energia e i ritmi del Brasile a noi fumatori, attraverso fumate originali, complesse ed emozionanti come mai prima d’ora e di cui mi sono subito innamorato.

Il primo vero salto netto verso una modernità Davidoff, cominciata con i Nicaragua, e verso nuove tipologie di fumatori alla ricerca di sensazioni forti. Un passo indubbiamente audace ed assecondato da Kelner con una ricetta che prevede tabacchi dall’Ecuador, Brasile e Rep. Dominicana di cui potete trovare i dettagli nelle recensioni del Gran Toro e Robusto.

Con Henke siamo entrati nel dettaglio dei singoli tabacchi, delle provenienze e delle motivazioni che lo hanno spinto a sceglierli, con in mente ovviamente la filosofia progettuale che il marketing voleva perseguire.

Le due estensioni di linea però approcciano il progetto da una diversa angolazione. Scopro infatti che, pur mantenendo invariato il blend nella tipologia dei tabacchi, il nuovo Corona Gorda e il Gran Perfecto adottano per il ripieno foglie provenienti da parti più basse della pianta. Meno forza e intensità quindi a favore di una spiccata aromaticità.

L’unico dubbio che mi sorge spontaneo è che questa loro peculiarità andrà spiegata ai consumatori perchè scegliere i primi tre Escurio o questi due nuovi significa fumare sigari profondamente diversi.

Kelner scherzando afferma che sono sempre un ballo Brasiliano, sono sempre parte della movida ed il loro ritmo è più lento ma pur sempre sensuale e intrigante.

Rispondendo ad una mia domanda diretta emerge un approccio contrario quindi agli altri Escurio, se i primi sono figli di una direzione voluta dal marketing Davidoff e trasferita alla manifattura, questi ultimi invece figli dell’esperienza del master blender e più in linea probabilmente con il consumatore Davidoffiano. Kelner docet.

Al momento non posso pronunciarmi, non ne ho fumato ancora nessuno!

A fine conferenza ci dirigiamo ancora nel giardino interno dove ci aspetta un meraviglioso aperitivo e il Primeros Escurio, su cui mi getto senza esitazioni. La curiosità è alle stelle e fra appetizers vari (è un eufemismo, vi è ogni ben di Dio) e bollicine mi ritrovo al cospetto di un sigarino elegante e gentile, molto piacevole e aromatico malgrado l’intensità di corpo sia molto al di sotto dei suoi fratellini Nicaraguensi.

Ascolto la folla festosa che mi circonda, affacendata a chiacchierare, sbocconcellare cibo e fumare l’Escurio Primeros. Mi chiedo se in questo frangente si possa realmente capirlo a fondo, guardo il sigaro che sornionamente emette rivoli flessuosi di fumo e penso… ma sì, chissenefrega… me lo voglio godere e basta.

Gentilmente veniamo fatti accomodare per la cena di gala, e l’ambiente che si presenta innanzi è a dir poco sontuoso, con tanto di complesso musicale che riempie l’aria di allegre canzoni. Al tavolo in cui mi accomodo si aggiunge anche il buon Luca Cominelli e Claudio Tenuta, sommelier napoletano per passione, che organizza seminari di abbinamento dei sigari con vini e distillati, collaborando con una tabaccheria della sua zona di cui, e chiedo venia, non ricordo ora il nome. Persona gentile e squisita, di piacevolissima compagnia con cui mi intrattengo per tutta la durata della cena.

Fra portate ricercate e buon vino accendiamo l’Escurio Corona Gorda, a cui però non riesco a dedicargli le attenzioni che merita, complice la concitazione della serata. Serata densa di mille colpi di scena, come anniversari di matrimonio celebrati al momento, o estrazioni di premi a sorpresa.

Nemmeno le mie papille, oramai allo stremo per la varietà di stimoli a cui le ho sottoposte, riescono ad aiutarmi nel delicato compito di decifrarne le nuance espressive. Intuisco delle notevoli potenzialità ma intuisco anche una profonda diversità sensoriale dagli altri Escurio.

La cena spettacolare volge alla fine e ci spostiamo tutti verso il bar all’aperto dove degusteremo il Gran Perfecto e grappe Segnana e Bossa Nova. Comincio onestamente ad essere provato, sono in piedi dalle 4,30 della mattina ed ora accuso la stanchezza.

Malgrado l’euforia della serata e delle fumate comincio a deambulare per l’area bar come uno zombie ubriaco con in mano un sigaro. Cerco di intrattenermi chiacchierando con le persone che conosco, ma a questo punto della serata, o meglio notte visto che è l’una passata, decido di congedarmi e mi avvio stanco ma sorridente verso la mia stanza.

Non mi corico a letto, ci frano letteralmente sopra e nell’ultimo barlume di lucidità mi riprometto di fumare i nuovi Escurio dedicandogli le dovute attenzioni, voglio capirne a fondo le potenzialità e le loro peculiarità. Se lo meritano.

Domani invece mi aspetta una lunga e intensa giornata all’insegna dei nuovi Yamasà. Altro biglietto, altro giro, la giostra continua.

Un ultimo sorriso illumina il mio volto stanco e poi mi spengo come la fiammella di una candela investita da una raffica di vento…

Written by Andrea Zambiasi

Facciamo Puff nasce per dare voce ad una passione che oramai coltivo da molto tempo, quella dei sigari. Non mi considero un esperto di sigari (etichetta che odio) ma un consumatore "attento" a cui piace condividere le sue esperienze emozionali con altri consumatori.

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