MA CHI è COSTUI?

Una linea che celebra i 10 anni di attività di Rocky Patel in questo business, ma i Decade sono anche la sua risposta a tutti coloro che in passato sostenevano una vita breve per il suo brand. Niente di più lontano dal vero avendo già oltrepassato la boa dei 15 anni di attività!

La linea Decade indubbiamente è appariscente grazie ad una delle più belle foglie da fascia Ecuador Sumatra io abbia mai visto, ma è anche una linea intrigante con il suo blend tuttora mai svelato che le dona un alone di mistero contribuendo sicuramente alla sua notorietà.

Complessità, ricchezza, tabacchi ben fermentati, sono tutti ingredienti che fanno apprezzare questa fumata “medium-to-full-bodied” divenuta uno dei classici della Rocky Patel.

HONDURAS | ROCKY PATEL DECADE Toro | 52 RG x 6.5″ | EURO 10,80 (D)

By Rocky Patel Cigars

Manifattura El Paraiso (Nestor Plasencia) – ora da verificare

Fascia Ecuador Sumatra

Sottofascia Nicaragua

Ripieno segreto

Body Medium Full

Conservazione 69% U.R.

The review start! I've alla the necessari stuff, notebook, pen, water and....the Rocky Patel Decade toro!

Una foto pubblicata da Andrea Zambiasi (@zambiasiandrea) in data:

LA FUMATA

Ho risolto il delitto, ho svelato il colpevole come nel famoso gioco da tavolo, il Cluedo, dove i giocatori devono cercare gli indizi per scagionarsi, trovando l’autore del misfatto. Un finale che è sempre a sorpresa ed è la parte divertente di questo gioco, ma dove sta la similitudine fra sigaro e cluedo? Proprio nel finale, un finale inteso come valutazione globale a cui mai pensavo gli indizi mi avrebbero portato, ma questo lo racconterò strada facendo.

Nel web e sui social questa linea è considerata all’unanimità una delle linee di riferimento del portafoglio della Rocky Patel. Dalle premesse non stento a crederci, già visivamente ha una delle più belle foglie da fascia Ecuador Sumatra io abbia mai visto. Perfetta, quasi senza venature e dalla colorazione uniforme ma di per sè, lo sappiamo, questo non è indice di bontà in fumata.

Una volta acceso resto sorpreso, è una specie di zampirone fumoso per la quantità di fumo che emette. Sorprende anche per la sua partenza decisa su complesse e inaspettate note di legno, di spezie e di qualcosa che mi ricorda la ciliegia, quelle belle ciliegie di Vignola scure e succulente.

Il tutto è condito da una vaga sfumatura tostata mentre il pepe, evidentissimo in retroinalazione, si maschera bene in fumata. Dopo solo qualche centimetro di braciere una prima svolta, esplode letteralmente in tutta la sua cremosità ed arrivano anche le prime note di terra, pelle, caffè e mandorla. Un connubio entusiasmante e al tempo stesso strutturato, complesso e ben amalgamato, degno del nome che porta e della nomea con cui viene dipinto.

Davvero notevole questa sua texture fruttata e speziata al tempo stesso, è unica e va assaporata per poterne capire la portata, la sua ampiezza e godibilità. Si rivela un sigaro al momento elegantissimo e dalla incredibile complessità, si ha la sensazione di avvertire miriadi di varianti e sfumature sensoriali e questo non mi capita molto spesso. Uno a zero, palla al centro.

Piano piano arriva il cacao a corroborare la dolcezza globale mentre il pepe comincia ad attenuarsi, e io un po’ mi perdo in queste sue coccole suadenti. Se dovessi utilizzare due termini per descrivere l’espressività della fumata, senza ombra di dubbio sceglierei cremosità e complessità. Sono le due cose che più di altre si fanno notare in questo sigaro assolutamente atipico.

Verso la parte centrale l’entusiasmante dolcezza cremosa degli inizi va scemando, peccato, entrando in un regno di fini note di legno contrassegnato anche da una punta amaricante non fastidiosa. Caffè e mandorla fanno da contraltare ma l’insieme non è più così godurioso come agli inizi, è come se qualcosa si sia incrinato e non vada per il verso giusto, ma non posso sinceramente affermare se è questo sigaro, il formato o la conservazione non avendo altri sigari da poter provare. Prendere o lasciare…

Ad un certo punto si riprende, si fa più tonico e tornano con un guizzo le sfumature tostate e la pelle. Questo intensificarsi, questo risalire la china salva fortunatamente la situazione e lui torna ad essere notevolmente godurioso. Sorrido mentre scrivo queste brevi note, d’altronde la felicità sta anche in queste effimere soddisfazioni fumose.

Ora le spezie si fanno più esotiche e complesse, molto presenti (forse troppo) e quasi pungenti al naso, ma si fondono mirabilmente alla onnipresente sfumatura tostata e ad una punta di caramello. Questa fase è quella che globalmente “schiaccia” il risultato finale perchè la percezione in fumata non è più così bilanciata, armonica, elegante come prima.

Il finale decisamente full-body è un trionfo di caffè e caramello, con l’aggiunta di qualcosa di diverso e che mi ricorda la crosta del pane. In questa parte di fumata devo dosare le boccate, lo percepisco in maniera evidente, altrimenti si scompone subito innescando note amaricanti fastidiosette.

IL VERDETTO – MOLTO BUONO (VERY GOOD)

very-goodLa mia cara nonnina soleva dire: non tutte le ciambelle riescono col buco, e questo vecchio adagio mi sembra quanto mai calzante per questo sigaro, per questo blend. Intendiamoci è una gran bella fumata ma sinceramente mi aspettavo qualcosa in più e qualcosa di più strutturato lungo tutta la fumata.

A sua discolpa ho solo il fatto che ne ho fumato uno, di cui conosco la conservazione da quando è arrivato nel mio humidor, pertanto non posso generalizzare ne sulla linea, ne su questo formato, ne su altri formati. Provateli anche voi e sappiatemi dire… sono curioso!