MA CHI è COSTUI?

NICARAGUA | PITBULL Muchacha | 56 RG x 4,5″ | EURO 12,50

By Nicarao

Manifattura Tabacalera Fernandez

Fascia Nicaragua

Sottofascia Nicaragua

Ripieno Nicaragua

Body Medium to full

Gironzolando nell’etere sono pochissime le informazioni recuperabili su questo manufatto. Il Pitbull è frutto della passione (almeno così sembra) di un certo Cyril Pelletier, un parigino che si fece sviluppare il blend da Didier Houvenaghel e diede il via alla produzione che avviene presso la Tabacalera Fernandez, la stessa dei Nicarao.

Un puro Nicaraguense il cui nomignolo pare derivi dall’approccio che lo stesso Cyril ha nel suo lavoro. Niente male come premessa verrebbe da dire ma non reputo però che la presentazione sia esattamente in linea con il nomignolo. La fascetta che altro non è se non un filo di lana azzurro chiuso con un fiocchetto, è più adatta ad un gadget di qualche associazione pro “debelliamo qualche malattia” che non ad un sigaro ma… i gusti sono gusti e sopratutto non pregiudica quello che sarà la fumata.

Tonight an extraordinary flight with Pitbull Muchacha

Una foto pubblicata da Andrea Zambiasi (@zambiasiandrea) in data:

LA FUMATA

Rientro a casa la sera dal lavoro e come ogni sera i miei bambini mi corrono incontro festeggiandomi come solo loro sanno fare. Chi non è padre non può capire la gioia che questo rito “innocente” regala, spariscono le brutture della giornata, sparisce lo stress e le incazzature, tutto insomma.

Lo apprezzo dal più profondo del cuore anche se alcune volte non lo do a vedere, ma oggi è speciale perchè Alessandro (il primogenito) non sta più nella pelle mostrandomi dei tuberi da lui raccolti nel piccolo orticello scolastico. Un piccolo appezzamento di terreno, sul lato esterno della scuola, in cui lavorano i bambini di alcune classi. Fa parte dell’attività didattica ed un insegnate li accompagna in questo percorso educativo alla scoperta dei segreti e delle meraviglie della natura. Per loro ho sviluppato anche un sito dedicato con cui dare testimonianza della fatica e dell’impegno profusi.

Fra le svariate cose coltivate vi sono anche i tuberi che mio figlio, con molto orgoglio, mi sta mostrando… “sai papà, li ho raccolti proprio tutti io, ho fatto una fatica… ma volevo farteli assaggiare….”. Non riesco a trattenere un velo di commozione guardandolo negli occhi. “Sai papà si chiamano topinambur…”.

Topi-che… rispondo io. Mi sento un pirla e per giunta ignorante, mio figlio di 8 anni li ha piantati, coltivati, raccolti ed io non se nemmeno cosa diavolo siano! Me ne vergogno ma non fate finta di niente, scommetto che nemmeno voi sapete cosa siano.

Mi atteggio a persona indaffarata ed afferro il tablet. Cerco su Google questi benedetti tuberi e scopro una letteratura vastissima, che spazia dalle descrizioni alle ricette e consigli medici. Mi sento ancora più pirla, sono uno dei pochi esseri umani a non averne mai sentito parlare. Comunque il topinambur, detto anche rapa tedesca o carciofo di Gerusalemme, è una pianta appartenente alla grande famiglia delle Asteraceae. Tiè! Beccatevi questa perla di cultura. (naturalmente l’ho trovata su wikipedia)

Scopro che si possono mangiare crudi in insalata così li preparo e a cena li assaggio. Buonissimi! Hanno un gusto simile ai carciofi e conditi sono spettacolari. Va a finire che ne mangio una “carriolata” così a fine pasto mi ritrovo con una “panza tanta” strapiena di topinambur. Spero non siano allucinogeni come il peyote!

A questo punto ho una sola scelta, digerire tutto con una bella e tonica fumata. Quale? Il Pitbull Muchacha naturalmente. Con fare ciondolante, goffo e intorpidito dagli ettolitri di sangue che confluiscono nella pancia, nel tentativo di digerire codesti tuberi, mi avvio con il fido sigaro, il taccuino e una bottiglietta d’acqua verso la mia “outdoor smoking room”.

Più che camminare sembro un tricheco che cerca di deambulare come un uomo. Arrivo alla panchetta e ci frano sopra con il fiato corto. Non ho idea di quanto occorra a digerirli, sono sinceramente preoccupato, se mi venisse una congestione? A rincuorarmi ho l’APP per chiamare il soccorso, devo solo attivarla…

Mi rilasso un poco rimirando lo scurissimo sigaro che ho deciso di fumare. La fascia è magnifica, oleosa e vellutata. Ha una presenza estetica davvero non comune, sontuoso, opulento, gli manca solo il dono della parola per completare le sue qualità. Peccato non ne sia dotato altrimenti lo intervistavo!

A pensarci bene però come fai a intervistare un Pitbull? Un cane? Verrebbe fuori un dialogo delirante tipo… Sig. Pitbull, ci racconti come è composto il suo blend…risposta: GROAWWEWLLLLLHHHHOOORRR, ROAAAAAAAAAARDYTEEERTH. D’altronde quando Dio distribuiva il dono della parola i cani erano persi da qualche parte a cercare un cespuglio su cui pisciare…

Basta scherzare adesso, torno al mio sigaro. Il primo abbaia…scusate, approccio a crudo rivela note di cacao e legno lievemente vegetali, nulla di trascendentale se vogliamo ma è all’accensione che si dichiara immediatamente. Terroso, con decise note di nocciola ed un fumo bello pepato che stimola notevolmente il naso. Non ha mezzi termini e comincio a pensare che se portavo un casco di protezione era meglio per la mia incolumità…

Invece anzichè mordermi si assesta ben presto su una morbidezza al palato che sorprende, avverto complesse note di spezie dolci, di pane in sottofondo ma anche minerali con pelle che qua e là fa capolino nella fumata. Un quadro variegato e davvero complesso ma molto, molto godurioso.

Se fossi in vena poetica direi: “…su uno stuolo ben amalgamato e ricco di note di legno e terra, danzano leggiadre le spezie dolci…”. Invece mi godo le boccate di questo fumo denso e saporitissimo, bello spiaggiato sulla panchetta.

L’avanzare del braciere va al pari con l’attenuarsi del pepe, più aumenta il primo più diminuisce il secondo. Davvero un Nicaraguense fuori dagli schemi.

Ora avverto addirittura un aroma particolarissimo, inframezzato alle spezie, che mi ricorda la fragrante aromaticità dei panettoni freschi di pasticceria. Che bello quando la mente è libera di divagare sulle sensazioni generate dagli aromi del semplice tabacco che brucia.

La fumata cresce di corpo e intensità, sfodera finalmente il suo carattere da Pitbull e tutto si fa anche più tostato. Non scompare mai del tutto la diffusa dolcezza speziata, non viene mai schiacciata nemmeno con l’ingresso del cacao amaro. La sensazione globale è di morbidezza e armonia, cullato perfino da lieve note di lavanda.

Poi la dolcezza esplode, come un profondo e lunghissimo latrato, arriva un fondo mielato notevole e la texture risultante regala la sensazione di gustarmi una caramella mou. Da questo punto in poi tutto diventa torbato, si acuiscono le spezie e compare la liquirizia. Una fase delicata in cui mi accorgo di dover trovare una ritmica corretta, pena la comparsa di note amaricanti che rischiano di rovinarmi il sollazzo e innescare il piegamento delle ginocchia!

La trovo, trovo la giusta ritmica di fumata e la corretta boccata. Lui sembra rispondermi e apprezzare la mia accortezza facendo virare la dolcezza dalle spezie alla frutta secca, anzi ai fichi secchi mentre un sottofondo di caffè mi accompagna fino a scottarmi le dita.

IL VERDETTO – ECCELLENTE (EXCELLENT)

excellentSicuramente un prodotto di alta qualità, tonico ma bilanciato, morbido, dolce, complesso, completo e realizzato magnificamente. Certo l’esborso richiesto non è lieve per un formato simile, ma lui è la personificazione del detto “la qualità si paga sempre”. Sta a voi decidere…

 

 

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