MA CHI è COSTUI?

Dal sito della Nicarao: “Wonderful cigar size but difficult to roll and maintain its blend consistency, this figurado is only rolled by the very best rollers. The Salomón definitely inspires respect before and during the tasting – Production quota: 65 cigars per roller per day”. Che dire? Sicuramente è un prodotto “Exclusivo”!

NICARAGUA | NICARAO EXCLUSIVO Salomon | 58 RG x 7 1/8″ | EURO 19,50 (D)

By Nicarao Cigars

Manifattura Tabacalera Fernandez

Fascia Nicaragua – Natural Maduro Habano

Sottofascia Nicaragua

Ripieno Nicaragua

Body Medium Full

Conservazione 68% U.R.

Sometimes to swipe off an hard day you need a good stick only

Una foto pubblicata da Andrea Zambiasi (@zambiasiandrea) in data:

 

LA FUMATA

Non ci può essere profonda delusione dove non c’è un amore profondo…
Questa frase di Martin Luther King semplifica benissimo il mio stato d’animo e le emozioni che ho provato fumando il Nicarao Exclusivo Salomon, e che provo per questa linea di sigari in generale. Da cazzone avariato quale sono non ho certo la presunzione di paragonarmi a un personaggio di simile caratura, ma trovo che la sua frase riassuma perfettamente la mia recensione.

Ho amato, amo e sempre amerò la linea Exclusivo, per il loro essere fuori dal tempo e dagli schemi. Non seguono le mode, le tendenze, ma una loro filosofia progettuale che privilegia la cura e fermentazione dei tabacchi, l’opulenza espressivo gustativa invece della complessità, l’antico “progressive flavor” invece dell’evoluzione ma alle volte non tutto riesce al meglio.

Non mi riferisco ovviamente alle note aromatiche sprigionate dal micro-piede, non è certo da quelle che il sigaro dà il meglio di sè ma del resto la cosa è comune a tutti i “perfecto” del mondo, quanto alla débâcle generale.

Peccato anche perchè questo particolare sigaro mi fu donato dallo stesso Didier Houvenaghel, durante un seminario tenuto a Saronno e organizato dalla CFLI assieme alla Cigars & Tobacco. A fine evento dopo una calorosa stretta di mano, mi ritrovai nel palmo questo Salomon.

Didier: “Questo Salomon è il sigaro su cui ho costruito il blend, mi raccomando però lascialo riposare perchè ha subito notevoli stress da trasferta”. Ero al settimo cielo e curiosissimo di provare il sigaro ma l’ho preso in parola… forse anche troppo visto che è passato più di un anno dall’incontro, ma del resto la mia pirleria è a dir poco leggendaria! Che ci volete fare…

Ora non so se veramente sia il sigaro su cui ha sviluppato il blend perchè ho sentito la stessa storiella, raccontata da altri, per il Diadema che da poco è arrivato in Italia. Importa capire quale sia la verità? No.

Almeno a me non interessa minimamente ma se mi baso sulle fumate, il Diadema l’ho recensito tempo fa, propendo per quest’ultima versione e non per il Salomon.

Ok, ok mi sto dilungando e voi vi chiederete, come e è andata allora la fumata? Calma… ora ve la racconto.

Tralasciando l’analisi a crudo che non è nulla di che, del resto con un simile micro piede bisognerebbe avere l’olfatto di un Coguaro per percepire qualcosa, prontamente lo accendo. Partenza flebile ma in men che non si dica accelera come un dragster e vira verso note speziate e cioccolatose che si enfatizzano esponenzialmente mm dopo mm.

Questo comportamento è uno dei pregi del formato e ogni volta mi sorprende come fosse la prima. La fumata diventa una sorta di crociera su una texture dolcissima e con una crescita di intensità degna dell’impeto ormonale in un amplesso ben riuscito.

La fumata si fa più terrosa, più speziata con nuove note tostate leggermente amaricanti che si stemperano in sottofondo. Mi accorgo che va assaporato lentamente, con boccate ben dosate, permettendogli di schiudersi su una dolcezza di frutta secca e spezie esotiche, che ricordano la carruba e il cardamomo ma qualcosa comincia a incrinarsi.

Sembra che non riesca mai a decollare, a schiudersi completamente, assestandosi su un effetto globale al BBQ che, seppur delizioso per certi versi, non risulta strabiliante e nemmeno intrigante. In un impeto di orgoglio regala note di lievito e minerali, che sembrano dare una svolta alla fumata, e improvvisamente diventa perfino complesso nella sua espressività.

Lo percepisco nelle note speziate, in quelle dolci e nel sottofondo di terra e legno. Avverto miriadi di sfumature che mi fanno gongolare godendo della lunga e dolce scia post boccata al palato. Lentamente tutto acquista un effetto al whiskey torbato particolarissimo ma si avvia anche una “débâcle” che mi porterà ad abbandonarlo anzi tempo.

Tutto comincia con un improvviso acuirsi delle note tostate che divengono ben presto predominanti, ad un punto tale da risultare francamente eccessive mentre le spezie invece scemano sempre più fino a scomparire quasi del tutto. Per un po’ questo connubio dolce tostato, coadiuvato dal caffè, risulta anche piacevole ma l’eccesso della componente tostata a lungo andare si fa sentire.

A questo purtroppo si aggiunge un’improvvisa amaritudine generale a cui non riesco ad ovviare nemmeno rallentando il ritmo delle boccate al limite dello spegnimento, perfino dosarle al minimo indispensabile non giova e alla fine mi rendo conto che qualcosa non sta funzionando per il verso giusto. Stremato lo abbandono prima del necessario.

Conservazione? Stress? Difetti nei tabacchi o nella manifattura? Non saprei con certezza e non ho nemmeno la possibilità di fumarne un altro essendo l’unico esemplare in mio possesso. Sono fermamente convinto che non sia rappresentativo della linea, che peraltro apprezzo molto, ma sia vittima come si suol dire della sfiga. Alle volte capita e a nulla serve recriminare.

IL VERDETTO – MOLTO BUONO (VERY GOOD)

very-goodUna valutazione forse immeritata ma sicuramente di manica larga. Non potendo in effetti verificare le mie valutazioni su un altro esemplare, ho assegnato un molto buono sulla fiducia che nutro per il brand in generale e che raramente mi ha deluso.

Il Salomon da me fumato gravita insindacabilmente nella sfera del semplice buono.