…Una brutta giornata, chiuso in casa a pensare, una vita sprecata, non c’è niente da fare, non c’è via di scampo, quasi quasi mi faccio uno shampoo… (Giorgio Gaber)

Continuo a canticchiare nella mente questa famosa canzone di Gaber, il tutto a causa di.. di un miscelatore. Sì quell’accessorio solitamente abbinato all’idraulica e dotazione moderna di quasi tutti i bagni. Per intenderci è quell’oggetto che solitamente si urta quando abbiamo gli occhi e la faccia coperte dallo shampoo causando un repentino, quanto inesorabile, raffreddamento dell’acqua vicino allo zero Celsius.

Risultato? Un urlo agghiacciante da film horror e le lamentele dei vicini di casa.

Sono certo che vi sarà capitato, fa parte delle leggi di Murphy e, sebbene tutti cerchino di negare l’evidenza, prima o poi le sperimentiamo!

Vi starete domandando: cosa centra un miscelatore con i sigari? Nulla in realtà se non fosse che questo sigaro ha… ha… ha stranamente un miscelatore incorporato che segue la legge di Murphy e sul più bello vi spegne l’acqua calda, l’espressione aromatica del sigaro.

Camacho-Connecticut-Robusto-1Ma andiamo con ordine, di chi stiamo parlando? Del Camacho Connecticut nuova linea, nuovo blend rivisitato dalla Davidoff e… miscelatore incorporato. Sì perchè ad un certo punto questo sigaro, come guidato da qualche entità maligna e birichina, si spegne, spegne la progressione aromatica alla stregua di un miscelatore che qualcuno orienta dalla parte sbagliata.

Da quel punto in poi non ce n’è più per nessuno, non si riprende, non si rivitalizza ed è un peccato perchè i preamboli non erano affatto male a cominciare dalle note di pane, spezie e cacao a crudo ma sopratutto per quel “Aleman Ligero Dominicano” del ripieno che i più smaliziati conosceranno.

Aleman Ligero? Che è… direte voi. In soldoni è una variante di ligero dominicano molto, molto aromatico e speziato che va saputo usare nel confezionamento dei blend pena uno sbilanciamento aromatico eccessivo e generalmente poco piacevole. Lo si avverte fin dall’accensione del sigaro, malgrado parta lieve con una leggera nota acidula. Lo si avverte nella spiccata componente pepata del fumo e nello stuolo di spezie che giocano in sottofondo e che non abbandoneranno mai la fumata.

Un ligero che lavora, sommessamente all’inizio per poi intensificarsi, assieme al resto, con una progressione costante.

Ma quando si spegne? Non nella prima parte della fumata che è caratterizzata dalle spezie, dall’acidulo di fondo ma anche da note leggermente tostate e di pane che variano l’insieme. Globalmente ricordano una torta al limone anzi, la crosta di una torta al limone.

Avverto proseguendo note di cardamomo e una punta di cacao ma resta comunque, a mio giudizio, un po’ povero nel complesso, leggermente sottotono perfino per un blend sviluppato dietro una fascia Connecticut. In questa fase quasi a volermi smentire si rinvigorisce, note di terra, di spezie, di pepe, di caramello e aumenta decisa la dolcezza.

Si comincia a ben sperare poi… poi l’inspiegabile. Qualcuno gira il miscelatore e:
Acidulo: andato!
Cacao: andato!
Caramello: andato!

Resta una base di terra dolce su una confusione di spezie indistinguibili. Non ci si capacita, ve lo assicuro, perchè è la prima volta che sperimento la chiusura del “miscelatore” aromatico in un sigaro. Da questo momento nulla cambierà più (e non siamo alla fine del sigaro), perfino nel finale che sembra la fotocopia perfetta della parte precedente.

Intendiamoci non è “cattivo” nella più pura accezione del termine anzi è buono ma questo “spegnimento” ne compromette il giudizio finale.

Peccato perchè il nuovo corso di Camacho mi aveva intrigato. Una novità mondiale, una svolta epocale perfino per un colosso come Davidoff e il tam-tam mediatico che ne è seguito ha generato una notevole pubblicità ma soprattutto attesa e desiderio nei consumatori. Anche su di me il forte desiderio di provarli aveva preso il sopravvento. Ora non mi resta che sperare nei Criollo e Corojo!

Un particolare ringraziamento va comunque all’amico che mi ha omaggiato del sigaro fumato perchè, al di là di come sia andata questa fumata, è sempre un incommensurabile piacere ricevere un sigaro mai provato prima.

MA CHI è COSTUI?

HONDURAS | CAMACHO Connecticut Robusto | Manifattura: Agroindustria LAEPE S.A. | 50 RG x 5″ | Fascia: Ecuador Connecticut – Sottofascia: Honduras Authentic Corojo – Ripieno: Honduras Generoso, Aleman Ligero Dominicano | Forza: Leggera | EURO 8,50 | Importatore: ITA – International Tobacco Agency S.r.l.

VALUTAZIONE – 86 – BUONO

SIGARO BUONO

Buono BUONO (DA 85 a 86/100) – Buon sigaro per una simpatica fumata. Non entra in una rotazione costante nello Humidor.

Molto Buono MOLTO BUONO (Da 87 a 89/100) – Ottimo sigaro, sicuramente da tenere nello Humidor e su cui fare affidamento per una bella fumata. Entra di diritto nei sigari “Go-to” come direbbero gli Americani.

EccellenteECCELLENTE (Da 90 a 94/100) – Sigaro eccellente in cui armonia, esplosione aromatica e gusti sontuosi sono la parola d’ordine. Nel suo DNA vi è sicuramente qualcosa che affascina, appaga e travolge.

WOW FactorWOW Factor (Over 94/100 o per caratteristiche speciali) – Il WOW Factor, qualcosa di indimenticabile e che appaga a tal punto da lasciare un segno indelebile.

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