MA CHI è COSTUI?

Il nome “Liga Privada” la dice tutta perchè originariamente questo blend era destinato al consumo interno alla manifattura ed al suo personale, ma la sua bontà lo portò ben presto al rango anche di linea produttiva destinata alla vendita e all’esportazione. Una duplice veste quindi ma la leggenda narra che il suo consumo interno era così elevato che i dirigenti Drew Estate chiesero ai dipendenti di limitarne il consumo per non inficiare lo stock da vendere.

La risposta del personale fu lo sviluppo di un secondo blend parallelo, sempre destinato al consumo interno, che diede poi origine alla linea Undercrown… ma questa è un’altra storia.

Un sigaro a detta della Drew Estate aromatico e di carattere, ricco e complesso oltre che full full bodied e di gran soddisfazione. Lungo invecchiamento, cura della filiera produttiva e pazienza nella sua lavorazione sono i segni distintivi e che ne determinano i costi di vendita, aggiungo io.

NICARAGUA | LIGA PRIVADA No.9 Robusto by Drew Estate | 54 RG x 5″ | EURO 14,20 (D)

By Drew Estate

Manifattura La Gran Fabrica Drew Estate

Fascia Connecticut Broadleaf #1 Darks

Sottofascia Plantation-Grown Brazilian Mata Fina

Ripieno Honduras e Nicaragua select Cuban Seed

Body medium-full

Info aggiuntive dal sito della Drew Estate:

Sette differenti tabacchi da sette distinte piantagioni. La foglia da fascia è lasciata invecchiare per più di 18 mesi. I sigari sono prodotti da personale selezionato e certificato, per una produzione che raggiunge massimo i 250 sigari al giorno per lavoratore.

Spigolature:

Ma come sono venuto in possesso di un sigaro di difficile reperibilità in Europa? Vi svelo il segreto, devo ringraziare Fabio Cappellato e Giuseppe Stucchi. Il primo perchè se li era procurati nel suo viaggio estivo negli USA, e magnanimamente ha deciso di condividerli con Giuseppe. Quest’ultimo per avermi offerto di fumarne uno dei due in suo possesso. A tutti e due va il mio imperituro e incondizionato… “vi voglio davvero un gran bene”!

@drewestatecigar Liga Privada No.9 #nowsmoking #sonbeimomenti #drewestate #ligaprivada #ligaprivadano9

Una foto pubblicata da Andrea Zambiasi (@zambiasiandrea) in data:

LA FUMATA

Devo ammettere che dalla descrizione del sigaro sul sito Drew Estate, alla fumata vera e propria le cose non sono propriamente allineate. Vabbè, è normale direte voi, vero ma è un po’ fuorviante rispondo io.

Intendiamoci non posso negare che la cura produttiva e la qualità dei tabacchi utilizzati sia reale e tangibile. Lo potete percepire dalla meravigliosa foglia da fascia, una delle più belle, scure e oleose Connecticut Broadleaf che io abbia mai visto, lo potete percepire al piede per le opulenti note di pelle e stallatico che esala, la mitica nota di “tetta di mucca” (termine coniato da me e Giuseppe Stucchi). Sul resto però si potrebbero aprire discussioni infinite e sfinenti che difficilmente portano a qualcosa di costruttivo.

Ricco lo è, full-body alla fine lo è, bold lo è sicuramente ma NON è un sigaro complesso nella sua espressività. Non che sia un difetto o vada a detrimento della godibilità della fumata, ma dobbiamo dare a cesare quello che è di cesare ed aggiungo anche che l’eccellenza sta di casa altrove.

Aripijate! Hai svelato il tuo giudizio sul sigaro. No! La fumata non sarà nell’eccellenza di Facciamo Puff ma è realmente buona, gustosa e godibile specialmente nella parte finale dove il sigaro dà il meglio di sè. Peccato non poter invertire l’andamento della fumata…

Fumata che ha una parte iniziale dominata da note di terra, cacao e di pelle decise, su un sottofondo di spezie e note di legno. Ha un retrogusto molto animale, affumicato e con un fondo leggermente amarognolo. Un mix di aromi che io spesso definisco “dark”, come del resto lo è il suo aspetto, di facile delineazione ma dall’inspiegabile effetto “torbato” risultante, quasi artificiale.

Un sigaro sornione, bilanciato e elegante per certi versi, che tende ad ammorbidirsi durante la fumata, quando entrano in gioco note dolci e di frutta secca. Non è complesso, lo affermavo anche agli inizi, ma è deciso, nitido e onesto in quello che regala e questa è una dote che non tutti i sigari possiedono. La sua onestà e schiettezza espressiva vanno comunque a braccetto con un costante addensamento del fumo, un costante incremento dell’intensità di corpo, che a tratti acquista anche percepibili note minerali, rendendolo sempre più gustoso e aromatico.

Indubbiamente morbido e avvolgente al palato, una carezza palatale che lascia ad un certo punto una nota resinosa in sottofondo dalla lunga permanenza e che nel tempo acquista una insospettata connotazione mentolata e balsamica. Giuseppe lo trova globalmente un po’ tannico e asciutto, io invece mi concentro sulla fusione delle precedenti note con il cacao per un effetto “after-eight” mirabolante. (Ricordate i fini cioccolatini ripieni di menta? No? Peccato…)

Devo comunque dare ragione a Giuseppe perchè malgrado la sensazione “grassa” al palato, esalando il fumo, questa sfuma subito lasciandolo, assieme alla lingua, asciutto. Peccato veniale comunque e non tale da rovinare il nostro viaggio fumoso.

Ammiro la fascetta che trovo particolare e decisamente bella con la scritta “Liga Privada No.9” in corsivo. Un nome che trovo perfetto per descrivere un sigaro nato per consumo interno, nato per essere fumato dai torcedores intenti a confezionare sigari e non a interpretarne le nouance aromatiche, nato per essere a mio giudizio esclusivamente bold e non complesso malgrado quello che la Drew Estate afferma.

La parte migliore è indubbiamente il finale, alle spezie e al caffè tostato, denso, quasi masticabile e caratterizzato anche dall’esplosione della pelle che spicca sempre più su un fondo dolce/amaro stranissimo, sulla soglia limite del piacere. Ricorda per certi versi le caramelle al rabarbaro, dalla spiccata amaritudine imbrigliata dalla dolcezza zuccherina.

IL VERDETTO – MOLTO BUONO (VERY GOOD)

very-goodSemplicità, non aggressività, morbidezza e eleganza sono le parole d’ordine di questa fumata. Una fumata realmente gustosa e piacevole per un sigaro più da chiacchierata che da meditazione, ma questo stride a mio giudizio con il costo stellare che questo manufatto spunta sul mercato Europeo… 14,20 euro sono decisamente troppi.

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