Non è nella novità, è nell’abitudine che troviamo i più grandi piaceri. (Raymond Radiguet – poeta francese)
Io sono un abitudinario, lo sono sempre stato. Non di quelli forzati però, stile autistico che sclera se esce dalla routine quotidiana, ma più semplicemente come una persona a cui piace fare o tornare sulle cose che più ama.

Oddio… tanto normale non lo sono mai stato in effetti ma questa è un’altra storia e se continuo così la recensione prende una brutta piega.

Abitudinario dicevo. In certe ripetitività mi sento sicuro e felice come quando da bambino la merenda era pane e Nutella o pane, burro e zucchero in un’alternanza costante… e basta. Ero felice ma ora ho i denti tutti cariati, fanculo!

Il tornare ciclicamente sulle cose è per me un “modus operandi”, quando mi trovo bene torno, torno e ritorno perchè mi fa sentire bene e padrone della situazione, muovendomi su un territorio conosciuto.

Attenzione amo anche la scoperta e l’ignoto ma alle volte il troppo di una o dell’altra cosa stroppia, come si diceva a casa mia. Con i sigari è la stessa cosa, dedico la maggior parte del mio tempo fumoso alle recensioni e quindi ai sigari nuovi ma quando voglio dedicarmi una fumata torno sempre sui pochi che mi regalano particolari sensazioni… insomma che mi piacciono assai.

I Jaime Garcia Reserva Especial sono fra questi. Forse non saranno mai delle strabilianti fumate ma quando ne accendo uno mi trovo a casa, con qualcosa che appaga i miei gusti e che mi regala una valangata di godimento.

Perfetto è perchè allora non lo avevi ancora recensito? Vi rispondo volentieri. Non lo avevo ancora recensito per mia personale decisione, che adotto ora per tutte le linee di sigari che provo nell’anno. Trovo infatti che posticipare la recensione di alcuni l’anno successivo vada a beneficio di tutti noi tenendo alta la curiosità per il marchio.

Se ci fate caso dopo che una linea sbarca sul nostro mercato le recensioni fioccano, tutti i formati vengono provati e raccontati (oddio non sempre è così…) per poi eclissarsi nel famoso dimenticatoio dei consumatori che tracima oramai di sigari di cui nessuno parla più.

Servirà a qualcosa la mia presa di posizione? Onestamente non lo so ma ho deciso così ed ho la coscienza a posto. Tanto mi basta.

Torniamo alla recensione. Il robusto di Jaime Garcia Reserva Especial non sarà forse una super eccellenza ma è indubbiamente un sigaro che sa farsi notare. A crudo le opulenti note di cacao, pelle, spezie, punte di menta e ciliegia non lasciano sicuramente indifferenti.

L’accensione regala un inizio di fumata morbidissimo, su note di frutta matura, spezie, terra e tanto, ma proprio tanto cacao. Come i suoi fratelli il fumo è pervaso da sfumature affumicate diverse e piacevolissime malgrado la partenza un po’ dry.

Le note di cacao ben presto assumono una chiara connotazione di cioccolato fondente mentre il pepe, peraltro non così invadente (non è il classico Pepin Bang), comincia a lavorare deciso. Alla fine quello che più di ogni altra cosa percepisco sono mestolate di dolcezza che riempiono la bocca ad ogni puff. Adoro questa linea assolutamente deliziosa.

Il sigaro in breve tempo si tramuta in una specie di barretta di cioccolato, con punte di nocciola ed avverto anche il costruirsi di una certa cremosità che riveste il palato. Un sigaro Connecticut Broadleaf assolutamente diverso dagli altri, l’ho sempre affermato, e tremendamente aromatico seppur non così complesso.

Non importa quanti sigari abbiate già provato nella vostra vita, questo vi colpirà comunque e il suo essere così cioccolatoso, morbido e dolce inoltre sa tremendamente di buono. Sono questi suoi aspetti probabilmente che me lo fanno amare così tanto malgrado non abbia mai riscosso i gradimenti del pubblico di noi consumatori.

Il robusto è indubbiamente di una bontà inequivocabile ma è altresì vero che non è da voli pindarici ne per gli Indiana Jones alla ricerca della complessità perduta,

Verso la parte centrale la componente pepata si attenua mentre le spezie assumono un ruolo dominante pur non perdendo mai l’aspetto cioccolatoso e nocciolato di base con punte in sottofondo di ciliegia. La sua risultante sensoriale per certi aspetti mi ricorda anche la mousse di uovo sbattuto spolverata con cacao e zucchero. Goduria.

Il mio piacere globale viene però leggermente vanificato dalla non completa schiusura della cremosità e da un certo appannamento aromatico che mi lascia la sensazione di aspettare un qualcosa che poi non arriva mai. Intendiamoci buono lo è a prescindere ma qualche guizzo sensoriale in più non guasterebbe proprio.

La nocciola e frutta secca varia cominciano a sovrastare il suo cuore cioccolatoso e il sigaro entra in una diversa dimensione. Dimensione in cui la dolcezza si attenua ma in compenso i toni affumicati e l’effetto mousse si acuiscono, segnando anche l’ingresso del sigaro nella sua parte finale di fumata.

Finale all’insegna di un’amalgama dolcemente speziata, alla frutta secca, al cacao, alla pelle e con un effetto quesi torbato di fondo. Se non fosse per l’effetto torba a me ricorda per certi aspetti un Tiramisù ma in realtà fatico a delineare nel dettaglio cosa percepisco e a etichettarlo.

Di sicuro posso affermare che non è scomposto ne acre e non ha nemmeno perso quel suo essere morbido e piacevole. Insomma un sigaro da godere più che da degustare e in questo devo ammettere che il Jaime Garcia Reserva Especial si fa notare.

Come i suoi fratelli siamo al cospetto di una diversa interpretazione di blend sviluppato su fascia Connecticut Broadleaf ed è proprio questa sua diversità che piacerà o non piacerà senza mezzi termini o aree grigie. Un sigaro che da molti viene etichettato come: lo compro ancora ma senza fretta, come a dire: buono, ma di certo non mi danno l’anima alla sua ricerca. Peccato.

A different video review

EN REVIEW

The Jaime Garcia Reserva Especial robusto does not belong to the super excellence world but undoubtedly it’s a cigar that doesn’t leave you untouched. You feel it also on cold draw where opulent notes of cocoa, leather, spices, a touch of mint and cherry definitely don’t leave you indifferent.

Light it up gives you a smooth start with ripe fruit, spices, earth and a lot, really a lot of cocoa. Like its brothers the smoke is filled with different and pleasant nuances despite the fact that it’s a little bit dry on the palate.

Soon cocoa merge into a clear connotation of dark chocolate and pepper (it’s not the classic Pepin Bang) that begins to work on retrohale. More than anything else I perceive ladles of sweetness that fill my mouth on each puff. I love this absolutely delicious line.

This cigar quickly turns into a chocolate bar with hazelnut and also build up a creaminess that cover the palate. A Connecticut Broadleaf cigar absolutely different from others, I have always said it, extremely aromatic but not complex at all.

No matter how many cigars you have already smoked in your life, this one will hit you anyway with its being so chocolaty, smooth, sweet and you knows also tremendously good. Those are the aspects that I love so much despite it never met the likings of the consumers. For sure it’s not for Indiana Jones in search of the lost complexity,

Reaching the central part the pepper fade lil bit while spices play a dominant role but it never loose the background based on chocolate, nutty and hint of cherry. Globally in some ways it reminds me the beaten egg mousse dusted with cocoa and sugar. Pure Pleasure.

However this pleasure is slightly frustrated by the incomplete unfold of creaminess and by an aromatic mist that leaves me waiting for something that never comes. Mind you it is good regardless, but more aromatic play would be welcome.

Hazelnut and dried fruit begin to overwhelm its chocolatey heart and the cigar enters in a different dimension. Dimension in which the sweetness fades but instead the smoked note and mousse effects are highlighted and I enter into the final part of the smoke.

This last part is marked by a sweetly spiced base with dried fruit, cocoa, leather and peaty notes in the background. If I get off the peat effect all the rest reminds me our Italian Tiramisù but to be honest I struggle to outline in detail what I perceive.

What I can certainly say is that it’s not unbalanced or pungent and it has not even lost its being smooth and pleasant. Definitely a cigar to enjoy and in this I must admit that the Jaime Garcia Reserva Especial is notable.

Like its brothers all are a different interpretation of a Connecticut Broadleaf blend and it is this diversity that you will like or not bluntly. A cigar that is labeled by many as “I buy it again but without hurry”, as if to say good but certainly its research will not drive me crazy. Shame.

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

Best Buy

Nazione: Nicaragua


By: My Father Cigars


Manifattura: My Father Cigars S.A.


Fascia: Connecticut Broadleaf


Sottofascia: Nicaragua


Ripieno: Nicaragua


Formato: 52 x 5 1/4 – Robusto


Body: Medium full


Euro: 7,50

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