MA CHI è COSTUI?

La linea Jaime Garcia Reserva Especial ha una sua storia molto particolare come ogni prodotto della My Father e quella di questa linea comincia nel dicembre 2009 quando fece la sua prima apparizione un sigaro dedicato ad un evento speciale in New York City.

Il sigaro in un unico formato con un blend particolare sviluppato da Jaime non aveva ancora un nome ma fu talmente apprezzato che lo stesso Jaime Garcia decise di incorporarlo in una linea di produzione regolare a cui diede il suo nome, nacque così la Jaime Garcia Reserva Especial a cui nel tempo si aggiunsero altri formati arrivando ai 6 dei giorni nostri.

NICARAGUA | JAIME GARCIA RESERVA ESPECIAL Belicoso | 52 RG x 5.5″ | EURO 8,25

By My Father Cigars S.A.

Manifattura My Father Cigars S.A.

Fascia Connecticut Broadleaf

Sottofascia Nicaragua

Ripieno Nicaragua

Body Medium-full

Conservazione 69% U.R.

 

LA FUMATA

La dipendenza è una gran brutta bestia. Altera il comportamento tramutando quella che è una comune abitudine in una spasmodica e patologica ricerca del piacere attraverso l’oggetto della dipendenza. Se ce ne priviamo arriva la “scimmia” (Junkie dal romanzo del 1953 di William Burroughs) a ricordarci che ne abbiamo fisicamente bisogno, una sorta di perversa simbiosi con cui deve convivere chi soffre di dipendenza.

Io? Io ne soffro ma al tempo stesso ne gongolo. Per la verità non ho mai nemmeno conosciuto la fantomatica scimmia da astinenza, forse perchè ho una dipendenza atipica, consapevole, volontaria e ricercata. Se frequentassi un gruppo di recupero o di sostegno ne sarei estromesso immediatamente, perchè non solo dichiarerei fieramente e a gran voce la mia dipendenza per i sigari “maduro”, ma anche perchè non penso nemmeno di farmela passare. Me ne vergogno? No e poi ognuno ha il diritto di gestirsi come vuole e di convivere con la propria personale scimmia.

Io la mia la pettinerei amorevolmente, altro che cercare di debellarla. Sono onesto e con onestà accetto i miei pregi e difetti come… la maduro dipendenza. Non so resistere a sigari dalla veste scura come la notte, mi intrigano perchè accendono in me pulsioni inaspettate e incontrollate. Conierei perfino un nuovo “hashtag” (**) per i canali social, #MaduroDipendenza, giusto per non farmi mancare nulla.

** wikipedia – un hashtag è un tipo di etichetta, una chiave di ricerca utilizzata su alcuni social network come aggregatore tematico.

Detto questo potevo secondo voi esimermi dal fumare il Jaime Garcia Reserva Especial Belicoso? Naaaaaaaaaaaa. Se avete risposto sì alla domanda avete “cannato” in pieno. Ora mettetevi in ginocchio sui ceci per punizione… he, he.

Una linea sorprendente come dissi nella recensione del Petit Robusto, una linea dotata di una differente espressività maduro che la stacca nettamente dalle altre. Niente più tostato e caffè ma un mondo di dolcezza al legno affumicato che è tutta da provare, un’anima quasi magica che strega e appaga al tempo stesso. Sono di parte? Ahimè sì! e rigongolo…

Un’anima “Yin e Yang” dove gli opposti si incontrano, si fondono assieme pur mantenedo una loro ferma connotazione. Si può assaporare la parte più maschile, Nicaraguense, con la sua terrosità e peposità ma anche quella femminile, con la sua dolcezza alla frutta e al cacao. Il tutto è condito da una sapiente intensità aromatica che sconfina nel full-body.

Yin e Yang perfino sulla bontà dei suoi tabacchi che al piede del sigaro sorprendono ad ogni annusata, per le intensissime note di stallatico e spezie dolci che emana mentre appena acceso sorprendono per la loro diversità maduro a base di note affumicate. Si fa subito dolce e cremoso, mentre note di legno, terra e cacao creano una texture di base su cui giocano le spezie e il pepe, componenti queste che stimolano a lungo i sensi, in una sorta di scia sensoriale che sfuma lentamente nel tempo.

JG-Reserva-Especial-BelicosoUna fumata “fica” direbbe mio figlio grande, che sta imparando dai compagni di scuola quanto di peggio esista nel lessico Italiano. Ricca e densa direi io nel tentativo di descriverla. Questa ricchezza però non la definirei complessa, ed è la vera differenza dal Petit Robusto, bensì BOLD, insindacabilmente ed inequivocabilmente BOLD… anzi… ‘stikazzBOLD.

Qualche nota stonata arriva come un lieve viraggio verso una base che ricorda il fieno, ma è momentanea ed alla fine ciò che emerge è un mix bilanciato, entusiasmante e al tempo stesso gustosoooooooooo.

Il Jaime Garcia Reserva Especial Belicoso sa farsi voler bene, sa coccolare e carezzare i sensi e quando i toni di cacao, cioccolatosi, spiccano sul resto assumendo il controllo della fumata si arriva allo sweet spot del sigaro. Nulla in realtà è cambiato, si sono solamente invertite le parti. Ciò che era in sottofondo ora gioca un ruolo primario e viceversa, una fase di inversione delle parti che ha in comune con la precedente il fatto di deliziare i sensi, senza ma e senza se, e con una espressività “retrò” che assume ben presto sfumature quasi torbate.

Da qui in poi il Jaime Garcia Reserva Especial Belicoso, come del resto il Petit Robusto comincia a giocare, ad alternare le componenti passando anche attraverso novità sensoriali come l’effetto balsamico dalle connotazioni quasi di bacche alpine, uno zic di pelle, note di pane ed un fondo al lampone che variano frequentemente l’insieme.

Il finale invece torna alle origini, origini terrose e al cioccolato (mi sento un po’ Hansel…), mielose e speziate incrinate solo da una amaritudine un po’ troppo sopra le righe.

IL VERDETTO – MOLTO BUONO (VERY GOOD)

very-goodIl verdetto la dice tutta, molto, molto buono e gustoso ma non a mio giudizio eccellente. Rispetto al fratellino soffre di una complessità e di un equilibrio a mio giudizio inferiore, ma resta pur sempre un signor sigaro e degno di essere fumato, ri-fumato e poi ri-fumato all’infinito.

 

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