Parlare della Gurkha Cigars significa parlare di sigari, ma anche di un universo produttivo variopinto e assolutamente fuori da qualsiasi schema. Non penso vi siano produttori al mondo che possano rivaleggiare con loro, sia per varietà che per impatto estetico.

Certo nel mucchio vi sono cose che ai miei occhi definirei cagate intergalattiche, altre oltremodo inavvicinabili per il mio portafoglio di cui non voglio entrare nel merito se siano solo operazioni di marketing o reale sostanza. Del resto direi chissenefrega visto che molti non li ho mai nemmeno fumati, ma quello che so per certo è che le opzioni nel portafoglio del produttore possono soddisfare a 360 gradi qualsiasi fumatore di sigari.

Prediligete fumate leggere, medium o full-body? Hanno un sigaro per voi. Cercate esclusività costosa, tabacchi ricercati ed estetica fuori schema? Hanno un sigaro per voi. Cercate la qualità a buon prezzo? Hanno un sigaro per voi. Non aggiungo altro.

Su di me la Gurkha ha da sempre esercitato un’indiscutibile fascino, sia perchè amo la storia militare del reparto nepalese dei Gurkha, sia perchè adoro il loro mitico coltello, il Kukhri, di cui ne posseggo un esemplare. Vero è che queste cose nulla centrano con i sigari ma da “bambinone” quale sono la componente emotiva me li fa comunque amare a prescindere così oggi mi regalo il robusto di una delle loro linee, la Royal Challenge.

Dal sito apprendo che il “majestic Royal Challenge”, come lo chiamano loro, è una fumata medio leggera, morbida e complessa. Ora sul complesso avrei qualcosa da ridire (ne parleremo strada facendo) ma di sicuro il titolo affibbiato se lo merita eccome. La presentazione di questo sigaro è infatti semplicemente sconcertante, scintillante e non passa di certo inosservata. Se bastasse questo a premiare un sigaro si meriterebbe una classifica a sè, l’oscar dei sigari!

Estetica sgargiante e look “guerriero” a parte procedo come di consueto al primo esame a crudo. Al piede profonde note di stallatico, pelle e spezie mi sorprendono piacevolmente mentre a crudo note di legno, spezie e cacao evidentissimo deliziano il palato. Forse non sarà poi così guerriero in fumata, ma le premesse per un’orettina di godimento ci sono tutte.

Accendo. Parte deciso su note di legno, discretamente pepato, dolce e speziato. Il fumo è permeato da una vaga sfumatura affumicata molto, molto particolare. Mentre mi cullo nella sua morbida leggerezza espressiva guardo la truce faccia del guerriero Gurkha che campeggia sulla dorata fascetta. Stona, altro che fendenti assestati da un coltello affilato, qua vi sono carezze quasi femminili. Che sia un guerriero “fru-fru”?

Dopo circa un centimetro avverto una prima sostanziale modifica: per restando la dominante legno la fumata diventa decisamente più cremosa, quasi burrosa, e questa untuosa dolcezza permane in bocca a lungo dando l’impressione di sorseggiare del cappuccino.

Gurkha-Royal-ChallengeAvverto un affievolirsi della componente pepata mentre le spezie invece crescono lentamente. Proprio queste ultime divengono ora dominanti assieme alla dolcezza e l’insieme, che risulta piacevole, non è complesso da decifrare però nemmeno indimenticabile oserei dire.

Non è certo un sigaro che si lancia in voli pindarici o atti eroici a dispetto dell’aurea estetica e l’eccellenza è lontana quanto una missione esplorativa dell’Enterprise che sfreccia velocissima attraverso le profondità del Cosmo a Warp 9.6.

Torna evidente la sfumatura affumicata e un nuovo lieve retrogusto alla ciliegia. Da questo punto in avanti nulla cambia, gli manca un po’ di brio per diventare realmente godibile e intrigante. Dopo un po’ la ripetitività delle spezie evidenti, della dolcezza di ciliegia in sottofondo, il tutto condito dalle onnipresenti note di legno e pepe nel fumo annoia un pochetto e viene voglia di fare qualcos’altro nel frattempo…

Oddio potrei giochicchiare sullo smartphone ma no, meglio di no, sarebbe irrispettoso nei confronti del sigaro. Concentrati Andrea…

Riammiro la fascetta, il pezzo più pregevole del sigaro, impattante e appariscente. Sigh!

La parte finale è… indovinate? Come la precedente. Come un lungo viaggio in treno non vi sono grossi cambiamenti o varianti, piuttosto rare fermate che offrono qualche occasione di rompere la monotonia con un mini guizzo al caffè forte nel finale che rinvigorisce un po’ la fumata.

Trovo sia un sigaro perfetto per la mattina, magari accompagnato da un buon caffè nero o per un fumatore agli inizi perchè è piacevole senza impegnare e di facilissima gestione. Punto! Cercate altro? Avete sbagliato sistema solare.

IL VERDETTO - BUONO (GOOD)

IL VERDETTO - BUONO (GOOD)

Nazione: Nicaragua


By: Gurkha Cigars


Manifattura: American Carribean Tobacco S.A.


Fascia: Ecuador Connecticut


Sottofascia: Habano Honduras


Ripieno: Nicaragua e Rep. Dominicana


Formato: 50 x 5


Body: Mild to medium


Euro: 7,90 (D)


Sigari fumati 2