La mia prima presa di contatto con il gigante fu un vero e proprio disastro. L’avrei scaraventato nella pattumiera. se non fosse che non avevo altro da fumare ed ero in compagnia di amici a cui non volevo palesare il mio disappunto. Mi aveva disgustato, veramente disgustato e sebbene fossi conscio che la componente speziata acre che percepivo, e che copriva tutto il resto, era generata da una errata conservazione ogni fibra del mio essere “stramalediceva” il momento in cui mi ero fatto tentare da questo sigaro mai fumato.

“Sei proprio un pirla” ripetevo a me stesso, e doppiamente pirla per averne presi due! Ora meditavo che fine far fare al secondo, ovvero:

  • 1a ipotesi: tentare il record del mondo di lancio in lungo di un sigaro
  • 2a ipotesi: testare la capacità ignifuga del manufatto scaraventandolo in un camino (ma non ne avevo a portata di mano quindi… scartata a priori)
  • 3a ipotesi: usarlo come bersaglio al prossimo allenamento di tiro

Alla fine di tutto ho optato per la quarta ipotesi.

“Ma non hai menzionato una quarta ipotesi!” direte voi.

Macanudo-1968-Gigante1Vero ma le tre scelte non mi sembravano poi “eticamente” corrette, così me ne sono inventata al momento una quarta che sembrava la soluzione più ragionevole. Togliere il sudario di plastica e abbandonarlo per “n” mesi nel mio humidor, e così ho fatto… n poi è diventato 8 mesi ma alla fine mi sono deciso a dargli una seconda opportunità.

Nessuna delusione stavolta, anzi si è rivelata inaspettatamente un’ottima e gustosa fumata. Il bello della vita è che non puoi mai essere certo di nulla, come i cioccolatini di Forrest Gump!

Ma andiamo con ordine, chi di voi conosce il Macanudo 1968? Per coloro che hanno risposto “io no” vi dico che il Macanudo 1968 nasce per celebrare i 40 anni di sviluppo del brand Macanudo da parte del mitico Ramón Cifuentes. Da un comunicato stampa della General Cigar scopriamo inoltre che il tabacco utilizzato è “grown by General Cigar or cultivated for the company under an agreement of exclusivity…aged in tercios and charcoaled wooden barrels to further enrich its flavor.”

Ovvero speciale, selezionato e particolarmente arricchito, se siete abituati a fumare le linee normali di Macanudo questo è… altra roba.

All’accensione parte subito esoticamente speziato e un po’ erbaceo, ma in men che non si dica diventa dolce, dolce, meravigliosamente dolce. Questa carezza dolciaria viene controbilanciata da una base legnosa di sottofondo e da un tripudio di cacao, terra e spezie che spuntano qua e là movimentando e arricchendo la resa aromatica.

Genera un fumo denso, ricco e molto aromatico oltre che pepato generando un mix pungente e forte come il profumo delle bacche di ginepro. La nocciola carezza il palato mentre si intuisce l’arrivo di note di pelle che variano ulteriormente la già ricca texture.

Si fa poi suadentemente fruttato mentre si intensifica di corpo in una progressione semplice ma decisa e molto intrigante. Frutta e poi cacao sono i ricordi che restano più impressi ma ad ogni esalazione, ad ogni puff, lo è ancora di più la cremosità e la dolcezza che lascia in bocca.

Pensare che siamo solamente nella prima parte della fumata. Finisce qua? No.

La parte centrale si carica di corpo diventando full-body e mi ritrovo nel regno della nocciola. Si fa anche molto più terroso e le spezie non demordono, avverto il crescendo delle note tostate, del caffè e della cannella che assieme al resto (ed è tanto) creano una sorta di effetto pasticceria di fondo strabiliante.

All’avanzare del braciere diventa sempre più torbato, non cede di un millimetro la sua espressività, non mostra segni di flessione. Una mascolinità espressiva che si traduce in una sorta di texture al Rum molto presente e decisa nei sapori, guidandomi con piglio deciso verso la chiusura della fumata.

Bye bye spezie che per la verità non scompaiono del tutto ma restano sornione in sottofondo. Ora il cacao amaro predomina la scena ma percepisco anche, quasi sia un regalo di commiato, un gusto latente e saporitissimo di brioches che mi fa sorridere.

Un gigante buono, morbido e vellutato che sa come affascinare e farsi ricordare. Arrivato il momento di salutarci lo faccio a malincuore e scusandomi per tutte le brutte cose che inizialmente pensavo di lui. Non le meritava e lo ha ampiamente dimostrato.

Ciao, è stato un piacere fare la tua conoscenza.

MA CHI è COSTUI?

  • Origine: Rep. Dominicana
  • Manifattura: General Cigar Dominicana
  • Formato: Double Toro – 60 RG x 6″
  • Fascia: Honduras San Agustin
  • Sottofascia: Habano Connecticut
  • Ripieno: Rep. Dominicana, Nicaragua Esteli e Ometepe
  • Forza: Media
  • Prezzo: 10,70€

VALUTAZIONE – 92 – ECCELLENTE

 

 SIGARO ECCELLENTE

Buono BUONO (DA 85 a 86/100) – Buon sigaro per una simpatica fumata. Non entra in una rotazione costante nello Humidor.

Molto Buono MOLTO BUONO (Da 87 a 89/100) – Ottimo sigaro, sicuramente da tenere nello Humidor e su cui fare affidamento per una bella fumata. Entra di diritto nei sigari “Go-to” come direbbero gli Americani.

EccellenteECCELLENTE (Da 90 a 94/100) – Sigaro eccellente in cui armonia, esplosione aromatica e gusti sontuosi sono la parola d’ordine. Nel suo DNA vi è sicuramente qualcosa che affascina, appaga e travolge.

WOW FactorWOW Factor (Over 94/100 o per caratteristiche speciali) – Il WOW Factor, qualcosa di indimenticabile e che appaga a tal punto da lasciare un segno indelebile.

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