MA CHI è COSTUI?

Dietro il motto “Winston Churchill – Cigars of Character” che campeggia sul sito della Davidoff si cela uno dei restyling più pesanti effettuato su uno dei loro brand. Il nuovo Davidoff Winston Churchill è stato concepito per rappresentare meglio la complessità del personaggio che tutti noi conosciamo, e per celebrare differenti aspetti del suo poliedrico carattere.

Malgrado sia stato modificato il nuovo blend resta multinazione, con il meglio dei tabacchi del Nicaragua, Messico, Ecuador e Rep. Dominicana. La cura e selezione dei nuovi tabacchi riposiziona questa linea nella parte alta del portafoglio Davidoff con un netto stacco rispetto al passato anche nei formati.

REP. DOMINICANA | DAVIDOFF WINSTON CHURCHILL Petit Corona THE ARTIST | 41 RG x 4.5″ | EURO 10,50

By Davidoff

Manifattura Tabadom

Fascia Ecuador Rojiz

Sottofascia San Andrés Negro Messico

Ripieno Piloto Mejorado Seco, Piloto Seco e Hybrid Olor/Piloto Seco tutti Dominicani, Seco Nicaragua Condega e Estelí

Body Medium Full

Conservazione 69% U.R.

This pic of #winstonchurchill is better than the last one! I need new glasses..

Una foto pubblicata da Andrea Zambiasi (@zambiasiandrea) in data:

LA FUMATA

I ricordi sono importanti e costituiscono l’ossatura del nostro libro della vita, un libro non scritto, immaginario, in cui possiamo ripercorrere la nostra storia, il nostro trascorso e tramandarlo verbalmente ai posteri. L’unica pecca dei nostri ricordi è che hanno la perversa tendenza a modificarsi nel tempo, a stemperarsi, per cui la negatività di certe esperienze sfuma pian piano in un oblio virtuale che verrà cancellato nel tempo.

Non è nemmeno detto che quello che ricordiamo corrisponda fedelmente alla realtà vissuta, Marcel Proust soleva dire che il ricordo delle cose passate non è necessariamente il ricordo di come siano state veramente. Aveva ragione, maledettamente ragione e a me è successo con questo Petit Corona.

Durante l’evento di lancio a Mogliano Veneto lo fumammo in due diverse occasioni e quello che ricordo maggiormente era una certa sorprendente “rusticità”, un caratterino decisamente tonico non proprio Davidoffiano. Intendiamoci sono state delle ottime fumate e me le sono gustate dal primo all’ultimo millimetro, ma ne ero rimasto sorpreso nel profondo e al punto tale che mi chiesi se fosse stata una scelta progettuale azzeccata un simile Petit Corona.

A fine evento io e Giuseppe ci portammo a casa un esemplare dei tre formati presentati, Petit Corona, Robusto, Toro, ma decidemmo di lasciarli riposare in attesa di fumarli per le recensioni. Come spesso accade si sono sovrapposte altre incombenze fumose e loro sono rimasti a sonnecchiare nel mio humidor per ben due mesi, due mesi di riposo e relax che indubbiamente hanno giovato.

Oddio non saprei dire se effettivamente sia stato il riposo ma quello che ho appena acceso non collima con i miei ricordi, li supera senza mezzi termini ed in positivo. Una partenza speziata, alle note di legno e pelle, meno aggressiva dei miei ricordi anzi morbida e sorniona con un sottofondo lievemente tostato piacevolissimo.

Entra quasi subito in temperatura, complice il clima Milanese di questo luglio, e ne avverto il progressivo addensamento del fumo, si fa più cremoso e pepato in sottofondo senza per questo predere questo suo essere elegante nell’animo. Le note di legno e quelle affumicate crescono costantemente di intensità e arriva una punta di acidità che amplia le sensazioni in bocca.

Non risulta soverchiamente complesso ma suadente sì, una sorta di coccola, di carezza forse poco femminile ma tanto, tanto gustosa. Arrivano note di nocciola e frutta secca che contribuiscono ad enfatizzare la dolcezza mentre la componente speziata si sposta in un cantuccio restando presente in fumata ma non più caratterizzandola.

Cresce di gusto e di intensità centimetro dopo centimetro, immagino l’artista Winston con il suo Petit Corona in bocca dipingere la sua tela, dando sfogo alla creatività e godendosi la saporita fumata. Amo questo genere di sigari che non giocano sulla complessità o sull’evoluzione ma sulla crescita di corpo e intensità, mi soddisfano e fanno gongolare di gusto.

Per sfizio sto provando a maltrattarlo, aumentando la frequenza delle boccate (mi riesce facile visto che è davvero gustoso) ma lui non sembra volermi dare troppo credito, mi ignora bellamente non arrivando mai a sbilanciarsi oltre la soglia della normale gestione.

Arriva una bellissima punta caramellata e la dolcezza globale si trasforma in qualcosa che ha nel caramellato/tostato la sua più evidente qualità. Il fumo diventa quasi masticabile ed ogni boccata mi fa deglutire e sorridere al tempo stesso, amo questo tipo di sensazioni in fumata.

Il finale che mi regala è tipico dei sigari che sono abituato a fumare, alle spezie e al caffè, non opulento ne complesso ma denso, cremoso e da… da scottadito.

IL VERDETTO – MOLTO BUONO (VERY GOOD)

very-goodUn gran bel Petit Corona per molti aspetti e realmente ben confezionato e orchestrato. Certamente non è economico ma del resto nulla nel comparto Davidoff lo è, qua è di casa la qualità e come ben si sa la qualità ha sempre un prezzo elevato.

Non vi sono mezze misure, il prodotto trasuda classe e eleganza ad alto livello, se questo piace aprite il portafoglio e fumatelo, se non piace fumatevi altro ma senza innescare inutili e sterili polemiche.

Sicuramente un ottimo prodotto, sicuramente non realmente complesso, sicuramente gustoso e fruibile, cosa volere di più? Che sia anche economico? Naaaaaaaaaaaa, non ci credo.

Pin It on Pinterest