MA CHI è COSTUI?

La serie Puro d’Oro, lanciata nel lontano 2010, è il culmine di una lunga ricerca volta a fornire un prodotto più moderno e a soddisfare nuovi palati Davidoffiani. Il mitico Hendrik “Henke” Kelner, Master Blender, ha speso più di 10 anni coltivando e perfezionando il tabacco da fascia Davidoff Yamasá in esclusiva per questa linea.

La linea è la più “bold” e ricca nel portafoglio Davidoff per un godimento che loro definiscono lussuoso. Questi sigari sono indubbiamente dei grandi puro Dominicani, con richiami allo stile Cubano e prodotti dai migliori torcedores della manifattura Tabadom.

REP. DOMINICANA | DAVIDOFF PURO D’ORO Magnificos | 52 RG x 5 1/8″ | EURO 16,50

By Davidoff Cigars

Manifattura Tabadom

Fascia Yamasá Rep. Dominicana

Sottofascia Rep. Dominicana

Ripieno Rep. Dominicana

Body Full

Conservazione 69% U.R.

Sigari fumati 2

A damn fine stick this #magnificos by #Davidoff

Una foto pubblicata da Andrea Zambiasi (@zambiasiandrea) in data:

LA FUMATA

I Puro d’Oro sono una linea che svetta nettamente nel portafoglio Davidoff, non sono sigari delicati nella loro espressività ma offrono una intensità di corpo che sorprende il Davidoffiano incallito, pur mantenendo quelli che sono i pilastri produttivi che contraddistinguono il marchio.

In effetti hanno sorpreso anche me, che non sono “Davidoffiano incallito”, per la fumata che offrono. Una fumata che non solo appaga sensorialmente ma lo fa anche visivamente con la doppia fascetta dorata, la chiusura della testa a foggia “pigtail” e la bellissima foglia da fascia bruno rossiccia che posso ammirare in questo Magnificos. Siamo seri però, vi aspettavate qualcosa di diverso da un Davidoff? Naaaaaaaa, non ci credo.

L’appagamento per la verità non arriva subito perchè all’apertura, su note di legno esotiche, di spezie e pelle, è quasi delicato ma un preludio di quello che avverrà lo si avverte al naso con pepe intensissimo e una vaga nota affumicata che permea la fumata.

Deve riscaldarsi come una Formula 1 nei giri pre partenza, e una volta che è a regime innesca una accelerazione impressionante verso la vetta del full-body, snocciolando un sottofondo resinoso e caramellato notevole, con una punta dolce che a me ricorda le prugne secche.

Una fumata incentrata su complesse note di legno e caffè amaro, un mix, una amalgama strana se vogliamo ma direi gustosa e appagante malgrado non risulti poi tanto strabiliante. Da buon Davidoff è sempre morbido e elegante, acquistando sempre più densità e dolcezza nel fumo che comincia a rivestire il palato con una sensazione quasi burrosa e un po’ salata.

Poi la componente speziata prende il sopravvendo cominciando a dominare la scena con la sua punta incensata e resinosa che, pur non sbilanciando la fumata, ne mina la qualità globale. Nemmeno il caffè resta immutato, millimetro dopo millimetro cresce di intensità ma fortunatamente viene controbilanciato da un paritetico incremento della dolcezza.

In questa fase la tonicità del sigaro è davvero notevole, mettendo alla prova il fumatore. Tutto cresce e diventa notevolmente più corposo, più tonico e maschio. Lo si avverte nelle note di caffè e spezie, lo si avverte perfino in quelle appena giunte di pane e pelle.

Un sigaro in puro stile Davidoff e la cosa non mi sorprende affatto. Non aspettatevi radicali stravolgimenti, sostanziali cambiamenti, perchè qua si gioca sull’intensità della fumata e sulla crescita di corpo.

Il finale? Decisamente opulento e corpulento, poi ancora corpulento e ancora corpulento… alle spezie decise e alla liquirizia. Ha messo a dura prova la mia resistenza fisica e francamente non me lo aspettavo!

IL VERDETTO – MOLTO BUONO (VERY GOOD)

very-goodLe mie impressioni? Che costa in oro tanto quanto pesa!

Scherzo naturalmente ma come ogni buon Davidoff che si rispetti, il cartellino del prezzo da staccare non è certo dei più lievi. Li vale? Non è la domanda corretta. Quello che posso affermare è che nel costo di questi sigari, come in altri Davidoff, si pagano cose che non percepiamo realmente ma che contribuiscono pesantemente alla qualità globale della fumata.

Corretta cura e fermentazione dei tabacchi, verticalizzazione della produzione, maniacale selezione dei tabacchi, lungo invecchiamento… sono tutte cose che si pagano in termini di costo ma che spesso ci ostiniamo a non considerare.

Quindi? Un ottimo sigaro, forse non eccezionale dal mio punto di vista ma sicuramente al di sopra della media. Oggi paga pegno, forse più che in passato, perchè nel frattempo la qualità globale dei sigari si è innalzata ad un livello superiore e lui non svetta più come in passato.