MA CHI è COSTUI?

Non nascondo che ho un debole per questi nuovi CAO Flathead, per il personaggio che ne è l’ideatore, Rick Rodriguez, e per il payoff della linea: “Go Full Throttle” ovvero andare a tutto gas!

I pilastri su cui la linea è stata sviluppata nascono, nel vero senso della parola, dal feedback di noi consumatori. A tutti gli eventi CAO in giro per gli USA il team di sviluppo ha parlato con tutti ed ha ascoltato tutti, tirando poi le somme dell’analisi effettuata. Emerse che tre cose più di altre catalizzavano le discussioni, i sigari, le macchine e le donne. Suona familiare? Direi che noi ometti siamo uguali in tutto il mondo…

Ma non solo questo emerse, a gran voce gli appassionati chiedevano un blend tosto, bold, che piegasse i menischi, direi io, così alla CAO si sono chiesti perchè non creare una linea di sigari che racchiuda tutto questo? La risposta è nei Flathead, un sigaro “bold” indiscutibilmente ispirato alle “muscle cars” americane e alle ragazze pin-up.

Naturalmente il progetto è stato affinato e adattato alle esigenze produttive, tenendo però sempre in massima considerazione tre “pilastri fondamentali”:

  1. Doveva essere un blend BOLD perchè è quello che i consumatori chiedevano, un blend in grado di mettere alla prova il fumatore.
  2. Rick Rodriguez voleva utilizzare la fascia Connecticut Broadleaf perchè era molto tempo che non veniva impiegata e perchè alla CAO ne avevano di bellissime pronte da utilizzare.
  3. Sottofascia e ripieno dovevano sposarsi alla perfezione con la fascia e lavorare all’unisono. Doveva essere un sigaro bold ma anche bilanciato ed estremamente aromatico.

Con questi presupposti la mia curiosità è salita alle stelle e questa recensione ne è la diretta conseguenza…

NICARAGUA | CAO FLATHEAD V660 Carb | 60 RG x 6″ | EURO 8,00

By Scandinavian Tobacco

Manifattura STG Estelí

Fascia Connecticut Broadleaf

Sottofascia Ecuador Connecticut

Ripieno Nicaragua Ligero e Piloto Cubano Ligero

Body Medium Full

Sigari fumati 2

Conservazione 69% U.R.

LA FUMATA

Da bambino uno dei miei passatempi preferiti era infilare il 45 giri delle fiabe sonore dei Fratelli Fabbri nel mangiadischi di plastica colorata. Magicamente una voce melodiosa intonava “A mille ce n’è nel mio cuore di fiabe da narrar. Venite con me nel mio mondo fatato per sognar…”.

Ovviamente la voce non era poi così melodiosa come la ricordo, da bambino non mi curavo certo di conservare al meglio i miei dischi di vinile. Le mie ditina sporche e “untazzose” spesso ne deturpavano involontariamente la superficie rendendo il suono che fuoriusciva dal mangiadischi un connubio di melodia e sfrigolii di vario genere, ma a me sembrava comunque la cosa più bella e magica del mondo.

Perchè questo preambolo dal sapore antico? Semplice, è perfetto per raccontare la mia “fiaba” dei CAO Flathead. Ho utilizzato il termine fiaba, e non racconto o recensione a ragion veduta, perchè dal loro arrivo sul suolo Italiano hanno da subito scatenato la fantasia di noi fumatori. Improvvisamente tutti sono diventati narratori di fiabe ed ognuna di queste fiabe aveva dei finali ogni volta inspiegabilmente diversi. Fiabe che ne tessevano le lodi, fiabe che li denigravano, fiabe che li dipingevano come entità quasi insignificanti. Giorno dopo giorno, ognuna di queste fiabe trovava sempre nuove schiere di narratori e alla fine il bambino che è in me non sapeva più cosa ascoltare.

Nella realtà dietro ogni progetto, dietro ogni storia si potrebbero raccontare mille fiabe diverse, con narrazioni contrastanti e con finali altrettanto diversi. Ci stà e va benissimo. Serve cercare la “vera” fiaba? A mio giudizio NO e peraltro non me ne può fregar di meno! Non giudicho gli altri ne i loro scritti, me ne guardo bene, quello che voglio fare però è raccontare la mia personale fiaba con il mio personale finale, per il godimento di chi abbia voglia di leggerla.

Tutto ha origine un lontano pomeriggio quando un “tling” sul mio smartphone segnala l’arrivo di un nuovo messaggio su WhatsApp. Apro e vedo una foto di Giuseppe Stucchi del CAO Flathead 660 assieme ad indicazioni che mi fanno fare un salto sulla sedia: “Andrea sto fumando il CAO 660, una sorpresa…in poche parole opulento, bilanciato, mordibo… non ha una grande evoluzione ma è veramente buono dall’inizio alla fine… dobbiamo fumarlo assieme e recensirlo, lo merita!”

Penso… lo sapevo! Questa è una fiaba che voglio leggere. Detto fatto, una telefonata ed organizzo il puntello della gang del Mezzaghese per la fumata settimanale. Al mio arrivo due bellissimi tronchetti squadrati di tabacco aspettano sul posacenere nella nostra (in verità è di Giuseppe) smoking room. Il loro aspetto scuro e vellutato, la loro imponenza estetica sono degne di ogni eroe delle fiabe che si rispetti.

@caocigars Flathead 660 simply delicious…who need more?

Una foto pubblicata da Andrea Zambiasi (@zambiasiandrea) in data:

Recido la testa perfettamente piatta (non si chiamano flathead per caso) e comincio a prendere boccate a crudo. Meraviglia! Sentori dolci che ricordano strepitosamente i fichi secchi su una base legno e cacao con punte di anice. Non è possibile restare indifferenti con un simile preambolo…

All’accensione bastano pochi puff per far emergere subito il suo carattere deciso, dopotutto è nato per essere “bold”, sferzate di pepe in retroinalazione e cacao con spezie dolci a profusione. Questa suo essere “cazzuto” però è ben mascherato da una crescente e deliziosa morbidezza al palato, da una dolcezza alla frutta secca (come a crudo ricorda i fichi secchi), il tutto adagiato su una base tostato speziata che è una meraviglia sensoriale. Una sorpresa, delziosa aggiungo io, espressiva e corposa ma al momento è più “gattone” che “macho” muscoloso e forse questa è proprio la sua dote migliore.

Il suo incedere lento ed elegante accompagna le animate discussioni fra me e Giuseppe su come questi sigari si stiano comportando e su quello che ci stanno regalando. Per noi la componente dolce e fruttata su cui poggia questa prima parte di fumata è assolutamente goduriosa, ma le sorprese non finiscono qua. Con una delicatezza pacioccona si fa sempre più denso e grasso in fumata, subentrano note di miele e caramello e la base si fa molto più terrosa degli inizi.

Rimpie la bocca saziando e questa sua quasi masticabilità appaga e rilassa permettendoci di godere appieno del momento che si è creato. La “lenta corsa” di crescita di corpo viene accompagnata dall’arrivo di caffè speziato dolcissimo, mentre il tostato si attenua ed emergono in tutta la loro opulente “grassezza” tutte le straordinarie sfumature delle note dolci.

Una sorta di sweet spot che ci fa esclamare all’unisono “porca troia”!

Si rivela una pasticceria fumosa dove note che ricordano il cioccolato regnano sovrane. Nel fumo risulta profumatissimo e mentre ci dilunghiamo, annusando, a godere questi effluvi uno sguardo complice ci porta alla stessa conclusione. Siamo veramente alle prese con una pasticceria, basta aprire la porta per essere investiti delle dolci e profumate essenze che solo da un simile negozio fuoriescono. Note che ricordano il profumo delle brioche, note più agrumate, note di cioccolato a profusione… cosa volere di più?

In questa sua parte centrale nel comparto spezie dimostra perfino di essere sufficientemente complesso, non lo avremmo mai detto ma così è. Ne avvertiamo tante ma sono tutte ben amalgamate e bilanciate fra di loro. Diventa anche sempre più maschio e tonico, degno del “concept” che lo contraddistingue, ed avvertiamo l’attenuarsi della dolcezza che finora ci aveva accompagnato.

Preponderano le note di caffè, di caramello, di nocciola e di frutta secca in un mix che lascia in bocca il gusto della buona panna cotta casalinga, non di quella industriale. Questo effetto amaricante (in senso buono) dato dal caffè e dal caramello lo troviamo assolutamente fantastico, accompagnato dalla giusta dose di pepe latente in sottofondo.

Frugando nella mia memoria di viaggiatore, alla mente torna il ricordo delle frittelle cosparse di sciroppo d’acero che mangiavo a colazione negli USA. Che bello quando una fumata accende l’interruttore dei ricordi sopiti ma mai dimenticati, improvvisamente riaffiorano cose a cui non pensavo da decadi ed è quasi comico il mio tentativo di descrivere i sapori al buon Giuseppe, che non le ha mai provate.

Una foto pubblicata da Andrea Zambiasi (@zambiasiandrea) in data:

Alla sua continua crescita di corpo corrisponde una parallela crescita aromatica e di densità nel fumo, che contraddistingue anche il finale di questa fumata. Arrivano nuove note di pelle a corroborare la già tonica fumata ed in questa fase segnalo a Giuseppe che la carica nicotinica di questo sigaro comincia a farsi, su di me, sentire.

Prese per i fondelli a parte il finale è contraddistinto dalla terra e dal caffè, mentre le spezie si stemperano pian piano in sottofondo. La dolcezza di frutta secca, che non ha mai abbandonato la fumata, viene accompagnata da una punta di liquirizia molto buona. A malincuore dobbiamo a breve abbandonare quel che resta nel posacenere ma ci ripromettiamo di fumarcene molti altri ancora.

IL VERDETTO – ECCELLENTE (EXCELLENT)

excellentbest-buy-256Sebbene vi siano pareri diversisssimi su questa fumata, alcuni anche autorevoli e di persone per cui nutro una stima profonda, non posso esimermi dal fornire anche la mia opInione.

Mentirei a me stesso e a voi se affermassi che non lo giudico eccellente, sia per struttura che per qualità aromatica e armonia globale. Non brilla per complessità ma quello che esterna è assolutamente al di sopra della media e godibilissimo.

Una fumata da gustare dal primo millimetro fino all’ultimo, non concordate? Non importa, il mondo è bello perchè è vario. Fumatelo e se regalerà anche a voi quello che ha regalato a me e Giuseppe ne sarò felice. Se non succederà me ne dispiaccio sinceramente ma noi continueremo a fumarne!

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