MA CHI è COSTUI?

CAO-Amazon-Basin singolo

source: CAO Cigars website

NICARAGUA | CAO Amazon Basin | 52 RG x 6″ | EURO 13,00 (EU)

By General Cigars Co.

Manifattura STG Estelí

Fascia Ecuador Sumatra

Sottofascia Nicaragua

Ripieno Rep. Domincana, Colombia, Brasile Braganca

Body Medium Full

Sigari fumati 2

Conservazione 69% U.R.

Il CAO Amazon Basin è un progetto unico al mondo, geniale, visionario e merito di Rick Rodriguez che ora gestisce il brand. In questo sigaro viene utilizzato un raro tabacco denominato Braganca, per il 40% nel ripieno, coltivato in remote piantagioni ricavate dal disboscamento della foresta tropicale nel cuore del bacino Amazzonico.

Un tabacco unico e “ruspante” a cui Rick ha abbinato, per domarne l’irruenza, tabacchi da altre 4 nazioni. La rarità del Braganca deriva dal raccolto che avviene solo ogni tre anni e, contrariamente alle normali piantagioni, le sementi di questo tabacco non vengono piantate in file ordinate ma casualmente in zone dove arriva la luce solare.

Una volta raccolto comincia il travaglio, le foglie sono arrotolate a mano sul posto in tubi chiamati “carottes” e lasciate fermentare naturalmente per sei mesi, una tecnica simile a quella utilizzata per il tabacco Andullo.

n.d.r. – Il tabacco Andullo, peraltro utilizzato dalla Ventura Cigar Company per il loro Project 805, è antichissimo ed è stato utilizzato dalle popolazioni indigene dei Caraibi per oltre 500 anni.

Una volta finita la fermentazione ci vogliono dai 4 ai 6 mesi di trasporto dalle foreste alla manifattura, passando attraverso un primo trasporto fluviale su canoa fino alla civiltà per poi essere imbarcato su navi e spedito in Nicaragua, dove viene ulteriormente trattato ed utilizzato nel confezionamento dei sigari.

LA FUMATA

Questa volta io e Giuseppe Stucchi abbiamo superato noi stessi, indossato il caschetto coloniale ci siamo tramutati in esploratori Amazzonici, sprezzanti del pericolo e delle incognite di una simile avventura.

…Oddio, per la verità l’unico vero pericolo a cui siamo andati incontro è stato la possibilità di scottarci le dita ma questa storia la racconterò fra un momento…

Indossato il caschetto coloniale dicevo, abbiamo attraversato un oceano immenso e varcato le soglie del mondo civilizzato. Nulla nella giungla ha potuto fermarci, ne gli agguati dei suoi coccodrilli e serpenti nascosti nel folto della foresta, ne i suoi maledetti e fastidiosissimi insetti, ne le sue pericolosissime tribu di indios pronte a tagliarci la testa.

Parafrasando un celebre film abbiamo visto e provato cose che voi “aficionados” non potete nemmeno sognare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… ops! Mi sono fatto trasportare troppo dalle emozioni…restiamo in tema amazzonia… alla fine siamo arrivati a scoprire il suo tabacco che prontamente, malgrado le mille peripezie da novelli Indiana Jones, abbiamo portato a casa per fumarcelo come premio delle fatiche profuse.

Ok, ok, non è che poi ci siamo affaticati così tanto ma è bello fantasticare immaginandoci alle prese con soverchianti ed estenuanti prove, quasi fossimo dei veri esploratori d’altri tempi. Il sigaro si presta a queste fantasticherie grazie ad una sua particolare aromaticità che, non so se dovuta realmente al tabacco utilizzato, ha un non so che di globalmente esotico molto in tema con il nome che porta.

Traspare fin dal primo approccio a crudo con speciali sentori cioccolatosi e di arancio candito davvero unici, poi stallatico  e spezie resinose. Un’anima unica, piacevole e difficilmente comparabile con altre ma una velata ansia si impossessa di me malgrado questi preamboli. Dopotutto un ripieno con il 40% di tabacco ruspante come fa a non impensierire noi fumatori?

All’accensione la smentita. Parte delicato su una base affumicata particolarissima, speziata e dolce, con terra, pelle, sfumature di nocciola ed una componente pepata decisa in retroinalazione. Un effetto globale che lascia un’impressione di selvatico, di animale ma ben presto un leggero fondo agrumato unito ad una leggera nota acidula amplia e completa la sua espressività.

Stimola notevolmente il palato con un effetto di dolce acidulo che a me ricorda il “passion fruit” tanto diffuso in sudamerica. Arriva una punta amaricante bellissima ed ora la stimolazione è davvero completa, degna della varietà ambientale e animale della foresta amazzonica.

Contrariamente alle mie aspettative si rivela globalmente elegante, per nulla aggressivo, bilanciato e gustoso in quella sua dolcezza affumicata che cresce sempre più di intensità. Parallelamente e grazie alle note di pelle svela anche il suo lato animale che, coadiuvato dalla onnipresente nota affumicata, regala un effetto BBQ sensoriale davvero atipico, degno di un pasto realizzato su un fuoco da campo nel bel mezzo di una foresta.

Puff dopo puff l’intensità di corpo continua a crescere e lui si fa sempre più pastoso e denso senza mai però scomporsi o diventare rude. Con l’intensità cresce anche la sua espressività, sempre più permeata delle mille essenze e sfumature olfattive che solo una foresta tropicale sa regalare. Tremendamente gustoso verrebbe da dire.

Compaiono note di pane mentre il pepe quasi scompare, ma è una falsa percezione perchè in retroinalazione comincia a mordere come un serpente sorprendendomi. La dolcezza sfuma ora in qualcosa che ricorda il cacao amaro e questa componente, assieme alle spezie caratterizza completamente la fumata. Questa fase non dura tantissimo e si avverte chiaramente il suo virare verso gli agrumi che vanno sempre a braccetto con la nota acidula meravigliosa che sembrava oramai scomparsa.

Arriva la cannella e l’anice a variare meravigliosamente l’insieme ed il mix risultante, con sfumature quasi incensate, ha un effetto marshmallows straordinario che in me e Giuseppe suscita spesso esternazioni di puro godimento. Peccato che all’entrata in combustione della fascetta, che altro non è che una foglia di tabacco arrotolata a filo, il sigaro si scomponga diventando acre, con aromi pungenti e inneschi una nota amarognola fastidiosa.

Pazzesco che quattro sottili giri di tabacco riescano a modificare così tanto l’espressività del sigaro, da non credere! Fortunatamente la “fascetta” finisce e magicamente tutto torna alle origini portandoci in un finale dominato dalla pelle, dal caffè espresso e da note di marzapane fantastiche. Finale che termina quando le dita non riescono più a sostenere il mozzicone rimasto…

IL VERDETTO – ECCELLENTE (EXCELLENT)

excellentUn sigaro unico al mondo e geniale al tempo stesso. Tutto in lui fa stupore, dalla scelta dei tabacchi alla realizzazione della fascetta per finire con una sua identità espressiva esotica e intrigante al tempo stesso.

Plauso alla CAO e a Rick Rodriguez per aver anche solo pensato a un simile sigaro. Qua siamo al cospetto della creatività asservita alle capacità di persone competenti, moderne, geniali e lungimiranti. Come non essere felici entrando in possesso di simili realizzazioni? Solo per la loro unicità meritano di essere acquistate se poi sono anche ottime come in questo caso allora la felicità è massima.